I gusti ricordano quelli della caramelle: frutta dolce e menta fresca. I dispositivi sono piccoli, puliti e colorati, quasi un gadget tecnologico tra i tanti.
In Europa, 44% degli adolescenti dichiara1 di aver utilizzato sigarette elettroniche almeno una volta e in Italia svapa ogni giorno un ragazzo su cinque. Numeri che raccontano un cambiamento profondo: nonostante le vendite siano in calo da anni2, le sigarette non sono mai scomparse, ma si sono trasformate.
La seconda vita delle Big Tobacco
Negli ultimi anni l’uso di sigarette elettroniche e delle pouch di nicotina è cresciuto rapidamente tra i più giovani, ribaltando il trend del calo di fumo tradizionale che sembrava ormai consolidato.
Dietro questa trasformazione dei consumi c’è anche una strategia industriale precisa: le grandi multinazionali del tabacco, messe in difficoltà dalla riduzione dei fumatori, hanno trovato nei nuovi dispositivi una seconda vita.
Bustine di nicotina ed e-cig vengono presentate come alternative “pulite”: niente combustione e niente odori sgradevoli. Ma a produrle e commercializzarle sono spesso gli stessi gruppi che per decenni hanno dominato il mercato delle sigarette tradizionali.
L’obiettivo è intercettare nuovi consumatori, soprattutto giovani. La nicotina resta il perno del sistema: è una sostanza che crea forte dipendenza e chi inizia presto ha molte più probabilità di restare legato a questi prodotti negli anni.
Perché piacciono ai giovani
In origine, le sigarette elettroniche erano state pensate come alternativa per i fumatori abituali che volevano smettere di fumare. Ma il mercato ha poi preso una direzione differente: oggi sono utilizzate prevalentemente da giovani che non avevano mai fumato con regolarità diventando, dunque, il primo punto di contatto con questa dipendenza,
Il “fumo senza fumo” è percepito come meno rischioso e anche socialmente più accettabile.
La diffusione è capillare. Nonostante i divieti di vendita ai minori, l’accesso resta relativamente semplice: i prodotti “senza fumo” sono pubblicizzati nei centri commerciali frequentati dai più giovani e se ne parla tanto anche online.
Gli aromi giocano un ruolo centrale. Gusti dolci e fruttati abbassano la percezione del rischio tanto che alcuni stati Europei, come la Finlandia, vietano già la vendita di liquidi aromatizzati proprio per renderli meno attraenti ai più giovani. Eppure, nei liquidi delle sigarette elettroniche si trovano concentrazioni di nicotina non così distanti da quelle delle sigarette tradizionali. Il quadro normativo prova a inseguire il fenomeno: il decreto legislativo 141/2024 ha vietato la vendita online di prodotti contenenti nicotina.
Sono i dati3, ancora una volta, a spiegare la portata del fenomeno: il 57% dei giovani fumatori ha iniziato a 14 anni o prima, il 40% tra i 15 e i 17 anni. E una quota rilevante mantiene consumi elevati: il 15% delle fumatrici e il 25% dei fumatori supera le 10 sigarette al giorno, mentre una minoranza arriva oltre le 20.
Fumano più le ragazze, e l’abitudine al fumo resta ancora legata ai momenti di socialità. L’abitudine si diffonde tramite l’imitazione: il 57% dei giovani che fumano quotidianamente dichiara di avere amici fumatori, contro il 25% dei coetanei non fumatori.
Non solo sigarette: le bustine che creano dipendenza
Accanto alle e-cig si stanno diffondendo rapidamente anche le nicotine pouch. Piccoli sacchetti bianchi da posizionare tra labbro e gengiva che rilasciano nicotina senza combustione né tabacco.
Le bustine di tabacco e nicotina sono particolarmente popolari in Svezia, dove vengono chiamate snus: l’Unione Europea ne ha proibito la vendita dal 1992 con la sola eccezione dello stato scandinavo.
Le pouch vendute in Italia non contengono foglie di tabacco, ma nicotina estratta o sintetica insieme ad aromi e additivi.
L’assenza di un dispositivo fisico le rende ancora più discrete. Possono essere utilizzate ovunque, durante le ore di lavoro e persino in classe. La concentrazione di nicotina può essere molto elevata: una singola bustina può rilasciare dosi superiori a quelle di una sigaretta, aumentando il rischio di dipendenza.
Se in Scandinavia le bustine di tabacco sono ampiamente diffuse, in Italia questo prodotto è arrivato sul mercato solo a partire dal 2022 e per un per questo motivo, si tratta di un prodotto consumato quasi esclusivamente da giovani, soprattutto maschi. Il mercato è in rapida espansione e le norme faticano a tenere il passo: lo scorso anno il Ministero della Salute, a seguito delle verifiche tecniche svolte dall’Istituto Superiore di Sanità e delle difformità riscontrate, ha emanato un decreto4 che ha bloccato la vendita di tre varianti di nicotine pouches perché non pienamente conformi alla normativa che disciplina la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche e delle miscele.
Negli Stati Uniti, dove il consumo è praticamente diffuso, un’inchiesta5 ha segnalato un aumento dei casi di avvelenamento da nicotina tra i bambini: oltre 4.000 episodi registrati solo 2025, spesso legati all’ingestione accidentale delle bustine. Ad attrarre i bambini sono le confezioni colorate e aromi dolci. Proprio le stesse caratteristiche che le rendono desiderabili tra gli adolescenti.
C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione: la percezione del consumo di questi prodotti da parte dei più giovani. Prodotti così semplici rischiano di far sottostimare l’uso. La nicotina non si vede, non si sente e proprio per questo passa inosservata. Il rischio è un consumo continuo, un gesto quasi automatico. È qui che la dipendenza cambia forma. Diventa più discreta, e quindi più facile da sottovalutare.
Il paradosso resta: prodotti in origine pensati per ridurre i danni del fumo finiscono per rendere il consumo più diffuso e meno percepito come rischioso.
La nicotina non cambia. Cambia solo il modo in cui arriva. E crea dipendenza.
Note
- EUDA, European Union Drug Agency, Risultati chiave del Progetto di indagine scolastica europea 2024 su alcol e altre droghe (ESPAD), 2024
- D’Argenio P., G. Gorini, Prevenzione del tabagismo in Italia a 15 anni dal Programma nazionale Guadagnare Salute: ombre sull’approccio intersettoriale al tabacco, ISS, 2021
- Fondazione Veronesi, Fumo, così il mercato della nicotina aggancia i ragazzi, 2024
- Decreto dirigenziale del 5 agosto 2025
- The Examination, Child poisoning cases rise as nicotine pouches flood stores, 2026