Le parole sono pennelli

Le illustrazioni sono state create da Carlo Muttoni, in arte MUT, per accompagnare l’Almanacco Equilibri 2026, “Energia H₂O”.

Disegnare è un atto meraviglioso e magico. La mente si prolunga fino alle dita che impugnano la matita, e mano e braccio diventano una sorta di organo intelligente, un po’ come accade nel polpo che, per ognuno dei suoi tentacoli, può contare su 40 milioni di neuroni che lo dotano di un’intelligenza diffusa, indipendente e decentralizzata.

Ricorro all’allegoria della più sorprendente tra le creature marine perché le illustrazioni presenti in questo nuovo volume di Equilibri sono dedicate al tema dell’acqua, in tutti i suoi rivoli e risvolti.

E poi c’è un altro tema liquido: quello dell’AI.

L’Intelligenza Artificiale, che ha ben poco di artificiale – visto che i suoi processi si basano sull’intelligenza aggregata di tanti esseri umani – attinge al mare magnum di quanto abbiamo appreso ed esperito per milioni di anni. E in questo lavoro, devo dire, ho trovato anche riflessi che toccano le corde dell’inconscio, con immagini che affiorano dal profondo, come se l’intelligenza aggregata sapesse dove andare a pescare.

La tecnica del disegno, alla fine, è una sorta di simposio dove è possibile banchettare con la conoscenza del mondo. Il processo di invenzione e creazione è fluido, ed è troppo forte la tentazione per non associarlo alle proprietà uniche e miracolose di una molecola di H20, che tutto connette e tutto unisce.

La mano non impugna solo la matita, in questo processo, ma scrive parole che ispirano immagini. È un po’ come se le parole fossero dei pennelli in mano all’artista. E in mano a tutti. Alla fine, niente è più visivo della scrittura. E niente è più corale dell’acqua.

Teardrop

La definizione di Energia H₂O è mutevole quanto l’acqua. Perché è energia di diversi tipi: dissipata o in carica, potenziale o a piena disposizione. Perduta, o investita. Energia della conoscenza, che genera innovazione, ma anche energia sociale, sia essa imprigionata o liberata dalla creatività. È l’energia del Pianeta e le risposte alle sfide biologiche, geologiche, scientifiche, metafisiche, umane che essa alimenta.

Acquarama

Leggendo la “Psicoenciclopedia possibile”, mastodontica opera fuori dagli schemi del pittore e autore Gianfranco Baruchello, disseminazione di temi e immagini che simula la complessità dei processi associativi della mente, abbiamo intagliato un nostro percorso. Un viaggio – a forma di spirale/conchiglia che si espande da un centro – attraverso i lemmi dell’opera, che dall’acqua ci porta fino al cambiamento. Un tragitto, in linea con le “Istruzioni per l’uso” di Baruchello, “aperto al dubbio e all’interrogazione” di chi legge.

Filastracqua

“di tutte le distanze
quella che separa la bocca dalla sete
è la più grande

quante parole prima di farsi acqua
poche alla fine si bagnano
non tutti i fiumi sfociano nel mare
ci sono lacrime che muoiono sul viso
pozzanghere che si fanno fango senza preavviso

le parole scorrono come l’acqua io scorro
le parole cascano come l’acqua io casco
le parole allagano come l’acqua io allago
le parole annegano come l’acqua io annego
le parole evaporano come l’acqua io evaporo”

I server hanno sete

I data center sono by design strutture energivore e richiedono da 10 a 100 volte l’elettricità di un edificio convenzionale. Per via dell’enorme quantità di acqua necessaria a raffreddare le loro viscere, lo stress idrico è uno degli impatti più dannosi e rilevanti che i data center hanno sulle comunità locali. In essi pulsa la contraddizione del nostro tempo: innovazione che consuma il futuro per alimentare il presente.

Fonti di vita

L’acqua è al cuore delle attività e del pensiero umano. La usiamo per nutrirci, coltivare, rilassarci, produrre energia, contemplare, raffreddare, progettare, divertirci, per fare arte o musica o riflettere sul nostro ruolo nel mondo. Attorno a essa abbiamo creato innumerevoli miti fondativi, talmente a fondo è radicata nel nostro inconscio individuale e collettivo. La consideriamo una risorsa da sfruttare, o da proteggere, la studiamo come un fenomeno altro da noi o in quanto linfa del nostro stesso corpo, o la celebriamo, riverita come fosse un nostro antenato vivente. È sovrumana, fonte suprema di vita, di angosce, di distruzione, di benessere, di sviluppo, o più umana di ogni altra sostanza al mondo, liquido amniotico e principio regolatore dell’esistenza biologica. Nella sua danza senza fine di abbondanza e siccità, di piene e secche, di piogge e pattern planetari, di calore trattenuto e restituito, troviamo la consolazione di un ordine universale sul quale fare affidamento.

Hydrogen city

Tra entusiasmi, difficoltà e rinascite, l’idrogeno resta il simbolo della mobilità che aspira a liberarsi dal fossile. Torna ciclicamente a promettere un futuro senza emissioni, eppure sconta il classico “dilemma della gallina e dell’uovo”: non si costruiscono le stazioni di rifornimento a idrogeno perché non circolano abbastanza veicoli, ma a loro volta i veicoli non si producono perché manca l’infrastruttura delle stazioni.

Acqua cosmica

L’acqua è presente ovunque nell’universo e svolge un ruolo fondamentale nella formazione delle stelle e dei pianeti. Si trova nelle nubi molecolari e nello strato di ghiaccio che ricopre i granelli di materia nello spazio interstellare. Nella Via Lattea ci sono molte molecole di acqua e CO che si formano allo stesso modo in cui si formarono poco dopo il Big Bang: l’acqua cosmica si è generata molto prima di quanto si ritenesse in passato, forse anche prima delle prime galassie. L’acqua contenuta in un bicchiere potrebbe essere più antica del Sole.

Guerre per l’acqua

La narrazione che attribuisce una guerra alla scarsità d’acqua assolve i politici dalle loro responsabilità, e compromette gli sforzi per risolvere quei conflitti che si suppone sia l’acqua a provocare. Sappiamo che le guerre non si combattono mai soltanto per l’acqua, così come sappiamo che un’efficace cooperazione sull’acqua tra nazioni può favorire stabilità e pace. L’acqua non ci impone i conflitti, ma può aiutarci a mitigarli, spingendo i Paesi a cooperare oltre i confini che gli uomini hanno scelto di tracciare.

Le montagne perdono

La montagna sta diventando un ambiente idrico vulnerabile, meno capace di regolare i flussi e assorbire gli shock climatici. La perdita d’acqua è parte di una rete di squilibri che ci impone di ripensare il nostro rapporto con l’altitudine e la stagionalità, le risorse e il turismo. Sviluppando, per esempio, nuove governance condivise o modelli di ospitalità centrati su pratiche meno impattanti, che valorizzano l’acqua come elemento identitario di un territorio.

Era acqua elettrica

Dalle maree alla pioggia, nuove tecnologie possono trasformare l’acqua in energia pulita. La casistica è ampia e sorprendente: dalla creazione di energia osmotica, che sfrutta la differenza di salinità tra acqua dolce e acqua marina per generare elettricità, ai pannelli pluvio-voltaici, o ai nanogeneratori triboelettrici per produrre energia dalla neve, fino a metodi più consolidati per la generazione di energia mareomotrice, che sfruttano gli innalzamenti e abbassamenti periodici del livello del mare.

Cosmovisione

Per gli antichi mesoamericani, l’acqua è il principio costitutivo dell’universo. La capitale del mondo azteco, Tenochtitlan, sorgeva infatti su placide acque. Questo capolavoro di ingegneria era la magnifica incarnazione della simbiosi tra uomo e natura, un paradigma di “ecologia umana” centrato sulla sacralizzazione e la cura dell’acqua, in cui l’ingegno si adoperava per modellare l’habitat. Ogni opera idraulica era un atto di collaborazione con il divino.

Navigli di Milano

La tombatura dei Navigli lombardi nel ventennio fascista è da sempre una ferita aperta per Milano. L’idea di una riapertura di una parte della Cerchia interna si è affacciata per anni e il progetto più recente è stato affossato dalla pandemia di Covid. Ma il valore e la fattibilità, anche economica, di un rilancio dei Navigli è immutato, e risiede nei 16 gradi centigradi di temperatura media dell’acqua padana.

Biglia rossa, biglia blu

“The Blue Marble” è una delle immagini più famose del mondo: la foto della Terra interamente illuminata, scattata dallo spazio nel 1972 dal geologo e astronauta della Nasa, Harrison Schmitt. Il nostro pianeta si rivela all’umanità come un’imponente tela di un azzurro profondo, dominata per tre quarti dall’acqua. “The Red Marble”, al contrario, è un sogno, un auspicio per il futuro: il plasma di deuterio e trizio contenuto in un anello incandescente da un campo magnetico. La biglia rossa che segnerebbe l’avvento della fusione nucleare, il Sacro Graal delle fonti energetiche, in quanto illimitata. Finalmente a disposizione dell’uomo.

Acqua merce del secolo

La crisi idrica che viviamo oggi non è semplicemente il risultato di una scarsità naturale. È il prodotto di scelte politiche, economiche, finanziarie e culturali che hanno trasformato l’acqua da diritto in merce, da bene condiviso in strumento di potere. Ripensare l’acqua come bene comune significa riconoscere che la sua gestione non è neutrale e confrontarsi con le regole di un sistema che spesso tutela i profitti più di quanto tuteli la vita. Non bastano piccoli gesti individuali o etichette verdi di facciata per risolvere problemi che sono, prima di tutto, politici.

Castoro 6

Il Castoro Sei, creatura prometeica un po’ nave ammiraglia, un po’ officina e un po’ sommergibile, ha solcato i mari di mezzo mondo e superato ogni ostacolo per posare le sterminate condotte sottomarine, lunghe centinaia di chilometri, che permettono il trasporto del gas e dell’energia a milioni di persone. Mezzo speciale, ma anche comunità umana e collettivo di intelligenze, nei suoi 44 anni di onorata attività è stato alimentato anche dall’ingegno del suo equipaggio, che di fronte a problemi apparentemente insormontabili ha sviluppato soluzioni mai pensate prima, scrivendo la storia del settore.

Blue Tech

L’economia del mare è un settore eterogeneo che integra competenze diversificate, filiere industriali e non. La blue economy rappresenta l’11% del PIL italiano, con 1 milione di addetti e 230 mila realtà imprenditoriali, quasi tutte piccole imprese. Per esprimere pienamente il suo potenziale, questo comparto – strategico per la morfologia e la posizione strategica della nostra Penisola nel Mediterraneo – necessita di tecnologie dedicate, collaborazione tra istituzioni e imprese, sostegno del mondo accademico e della ricerca.

Gocce

Rendere accessibile il sapere significa ridurre le disuguaglianze alla radice. Costruire un’economia della comprensione, non soltanto della produzione. Trasmissione di sapere alle nuove generazioni, diritto all’apprendimento continuo con il potere di imparare, risposte all’analfabetismo esistenziale del nostro tempo: la vera sostenibilità di questo millennio passa da qui. Oggi serve un nuovo patto educativo tra generazioni che riconosca la conoscenza come bene comune essenziale.

L’età inquieta

Corpi in mutazione e menti inquiete attraversano il tempo della trasformazione, sospesi tra realtà e immaginazione. Il digitale affascina e confonde, mentre la ricerca di senso disegna traiettorie uniche e imprevedibili. Trovare le proprie originali risposte alle due questioni inedite della crescita, l’amore e la conoscenza, farà di ciascuno un soggetto unico e irripetibile.

Tre bicchieri

Se il progresso tecnologico e il miglioramento delle tecniche di generazione di energia rinnovabile possono essere considerati il motore della transizione verde, la forza propulsiva che ne determina velocità e direzione è rappresentata dalle condizioni economiche, finanziarie e istituzionali che ne consentono la diffusione su larga scala. Il destino del clima è una sfida planetaria che si gioca sull’equilibrio tra sviluppo umano, innovazione e risorse.

Oggetti smarriti

Luogo fisico della memoria e snodo delle relazioni col mondo, discreti o invadenti, gli oggetti materiali disegnano i bordi della realtà in cui viviamo. Se da un lato l’avvento dell’AI e prima ancora dell’epoca digitale ne proclamano una crescente irrilevanza, innescano la dissoluzione del reale in un gioco di suggestioni e riflessi, dall’altro le cose si ribellano a una esistenza raccontata come residuale e in bilico, riprendendosi quella (perduta?) centralità che da sempre – dal carbone ai server, dalle dighe ai gasdotti, fino a terre rare e stretti contesi – hanno avuto nella storia dell’umanità.


Portatori d’acqua

Tutti sappiamo che il nostro corpo è composto per il 60% di acqua, presente nel sangue, nei fluidi intracellulari ed extracellulari. Meno noto è il concetto di zeta potenziale, la misura del potenziale elettrico di particelle sospese in un liquido, che in pratica indica quanto le particelle cariche – come proteine, cellule o colloidi – si respingano e si attraggano. Ciò accade nell’acqua dentro al nostro corpo: nutrimento, certo, ma anche mezzo elettrolitico dove ioni come sodio, potassio e cloro creano microscopici campi elettrici. Lo zeta potenziale misura proprio il loro effetto nella stabilità delle particelle biologiche, dunque sulla vita cellulare tout court. Senza un corretto equilibrio, le cellule tenderebbero a collassare o aggregarsi. L’acqua circonda queste cellule, le nutre e protegge, mantenendole in costante equilibrio elettrico. Nelle parole di Albert Szent-Györgyi, biochimico ungherese e scopritore della vitamina C: «La vita non è altro che un’elettricità che danza in una goccia d’acqua».

I testi di accompagnamento sono di Giuliano Di Caro.

AI

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