Esistono nuovi modi per vivere e far rivivere borghi e tradizioni culturali, lasciando alla storia il compito di continuare a tracciare la linea unitaria del tempo. Marsicovetere (Potenza), uno dei paesi dell’area interna della Basilicata, che si affaccia su una delle valli più suggestive, la Val d’Agri, ha scelto di affidare allo storytelling dell’innovazione il compito di raccontarsi al mondo.
Nasce così il progetto “Marsicovetere 3D Experience” per trasformare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico in un viaggio immersivo tra reale e virtuale.
Il progetto, realizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) in collaborazione con il Comune di Marsicovetere, dà continuità alle attività promosse da FEEM sul territorio con il “Technology & Digital Hub”. Uno spazio fisico, nato nel 2018 nell’ambito del “Campus Agrivanda” di Eni, che si configura come un centro per supportare imprese, istituzioni e cittadini nello sviluppo di nuove competenze digitali e nel realizzare progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale dei borghi lucani.
“Marsicovetere 3D Experience” rappresenta un passo significativo verso una nuova idea di turismo accessibile e di valore, capace di portare l’identità territoriale anche oltre i confini geografici. Il borgo si candida, così, a diventare un laboratorio di idee e un modello di innovazione replicabile, e perché no, anche scalabile. Passeggiare tra i vicoli di Marsicovetere significa attraversare secoli di storia: architetture in pietra, chiese che custodiscono memorie antiche, piazze che raccontano la vita della comunità.
Il progetto è nel pieno della fase di realizzazione. La Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e il Museo Rurale “La Casa di Dorina” sono stati i primi luoghi ad essere digitalizzati. A questo patrimonio storico-culturale si aggiungeranno altre bellezze storiche e architettoniche che comporranno i tasselli dei virtual tour, esperibili sia tramite browser web che con visori di realtà virtuale (VR).
I virtual tour si basano su sequenze di fotografie o di video a 360 gradi collegati tra loro, realizzati con scanner 3D capaci di riprodurre dei veri e propri gemelli digitali. Queste riproduzioni garantiscono con estrema accuratezza la morfologia di oggetti, edifici storici, piazze e paesaggi urbani. I modelli così ottenuti costituiscono un archivio digitale del patrimonio, utile per attività di ricerca, restauro, monitoraggio, conservazione nel tempo e valorizzazione turistica. In altre parole, la tecnologia diventa uno strumento che protegge la memoria storica del borgo e la fa rivivere.
I primi virtual tour del progetto “Marsicovetere 3D Experience” sono stati presentati a febbraio alla Bit Milano 2026 (Borsa Internazionale del Turismo), nei prossimi mesi verranno presentati al pubblico.
Il borgo lucano sceglie di raccontarsi con un nuovo linguaggio per ampliare la visibilità turistica del territorio e rafforzare l’accessibilità, permettendo anche a chi non può visitare fisicamente il borgo di scoprirne le bellezze, in modo realistico e immersivo.
L’innovazione digitale sta modificando il comportamento dei viaggiatori e il modo delle destinazioni di raccontarsi. I virtual tour diventano così non solo uno strumento promozionale, ma anche un mezzo per creare coinvolgimento emotivo e costruire relazioni durature tra territori e visitatori. Come nel caso di Marsicovetere, la tecnologia non sostituisce l’esperienza reale, ma la anticipa e la valorizza. Le fotografie ad alta definizione, i contenuti informativi, le ricostruzioni storiche e le narrazioni digitali conducono l’utente alla scoperta dei luoghi più significativi. Un viaggio digitale che diventa invito alla scoperta del reale.
Oggi i virtual tour accompagnano l’utente-turista lungo diverse fasi del viaggio, dalla scoperta iniziale della destinazione fino al ricordo dell’esperienza vissuta. Non sono considerati più solo come un semplice supporto tecnologico, ma giocano un ruolo importante nel rimodellare l’esperienza turistica, offrendo a destinazioni e operatori nuove opportunità.