I ricercatori del Cnr-Iret di Firenze e del NBFC hanno partecipato a uno studio internazionale guidato dall’Università di Jyväskylä, in Finlandia, per mappare la biodiversità dei funghi attraverso campionamenti d’aria di varie aree del mondo. Utilizzando il sequenziamento del DNA delle spore fungine, hanno analizzato campioni da 47 località globali, incluse regioni tropicali, temperate e polari; il team italiano si è occupato delle Svalbard, dove i funghi giocano un ruolo cruciale nell’ecosistema. Stefano Ventura, ricercatore del Cnr-Iret, afferma che «questa tecnica di campionamento ci ha permesso di arricchire l’attività di biomonitoraggio, anche nell’ottica di prevedere l’evoluzione della biodiversità nei prossimi anni: oggi è stata applicata ai funghi, ma potenzialmente si presta ad applicazioni ad altri gruppi di microrganismi, come batteri o cianobatteri, aprendo prospettive entusiasmanti per comprendere la loro distribuzione globale e prevedere quantitativamente le loro dinamiche di diversità, così come le possibili perdite di diversità».
Lo studio, pubblicato su Nature, ha scoperto nuove specie di funghi e approfondito la comprensione dei fattori climatici ed evolutivi che ne influenzano la presenza. Una conoscenza dettagliata della distribuzione di funghi, e in futuro anche di altri organismi in grado di indicare la crescente perdita di biodiversità e l’indebolimento dei processi naturali dell’ecosistema, fornirà preziose informazioni, utili anche per prendere decisioni di salvaguardia degli ecosistemi.
Per approfondire: Nature