…social scientists, generally, go on a spree of arithmomania
and apply arithmetical operations on paper to any numbers
they can get hold or think of, without stopping for one moment
to consider whether these operations have any meaning at all.
Do we not frequently see economists adding discounted utilities
of future dates – i.e., discounted future fluxes – as if they
were annuities paid in money (a cardinal variable)? How often
also do we see the formula of the arithmetic mean – which implies
addition – applied to variables for which subsumption
makes absolutely no sense?
Nicholas Georgescu-Roegen 1
In un precedente contributo, si era posta l’attenzione sulla necessità di ripensare in funzione dell’Agenda 2030 la teoria del valore a partire dalla questione dell’entropia ed in tal modo fare del valore l’espressione della produzione di anti-entropia. Ciò determina la transizione dal valore-lavoro al valore-antientropia. Si tratta così di sfruttare tali coordinate teoriche per analizzare una serie di progetti proposti all’interno dei Quartieri del Terzo Paradiso di Lecco (QTP), promossi da una rete di associazioni capitanate dal Centro di Ricerca Arte, Musica e Società (CRAMS) con il patrocinio della Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.
Prima di entrare nel merito dei progetti territoriali e dei parametri socio-economici in discussione all’interno dei QTP, è opportuno sondare alcune posizioni del dibattito contemporaneo riguardo al cambiamento climatico. Esse si riveleranno infatti costituite dall’implicito orizzonte concettuale dell’entropia, che non è mai direttamente affrontata come tale.
La questione dell’entropia come inconscio del dibattito sul cambiamento climatico
Al di là di considerazioni quantitative o qualitative, ciò che preme è appunto mettere in luce le coordinate concettuali, cioè di fatto i sistemi di metafore e analogie, che orientano tanto il dibattito pubblico, quanto la ricerca scientifica. In tal modo, si riesce a cogliere quanto il pamphlet dello scrittore e saggista Jonathan Franzen What if we stopped pretending? si situa nello stesso orizzonte di senso, per esempio, dell’economista Robert S. Pindyck, nonostante la divergenza metodologica e disciplinare 2.
L’implicito orizzonte concettuale dell’entropia costituisce così l’inconscio dell’attuale dibattito attorno al cambiamento climatico. Non è questo il luogo di un’analisi dettagliata di tale tesi, ma a titolo di esempio si possono evocare le posizioni di Franzen e Pindyck. Come scrivono Vergalli, Romano e El Khoury, si evince dalla posizione di Pindyck, che «il cambiamento climatico è probabilmente inevitabile» e al contempo l’utilizzo di «grandi modelli informatici per fare proiezioni» trasmettono «un’aura di legittimità scientifica e quindi di precisione» provocando – in termini psicanalitici – una suggestione di massa che induce all’ «illusione che sappiamo molto sul cambiamento climatico e sul suo impatto» 3. Al contrario, poche sono le certezze, ma nulla esime dall’affrontare la questione dell’adattamento, e cioè «adottare misure per contrastare gli effetti di un’elevata e crescente concentrazione di CO2, o di altri aspetti del cambiamento climatico» 4.
Dall’altra parte, Franzen pone il lettore di fronte alla seguente biforcazione etica: «Puoi continuare a sperare che la catastrofe sia evitabile, e sentirti sempre più frustrato o infuriato per l’inazione del mondo. Oppure, puoi accettare che il disastro sia imminente, e cominciare a ripensare cosa significa avere speranza» 5. Al di là del latente messianismo, si scorge la medesima postura di Pindyck, dove in fondo l’accento sull’adattamento come aumento delle capacità a sostenere eventuali cambiamenti a livello globale della biosfera esprime appunto l’inevitabilità del cambiamento stesso, senza per questo sminuire gli sforzi a ritardarlo o arginarlo.
Quartieri del terzo paradiso: adattamento come produzione di anti-entropia
L’entropia costituisce così l’inconscio del dibattito contemporaneo, giacché vi è sempre in gioco una tensione fra processi globali e locali. Oltre alle sfide globali, Franzen invita a considerare che «è altrettanto importante combattere per piccole battaglie più locali, di cui si ha una qualche speranza realistica di vincere» 6. Per tale ragione, il carattere necessariamente locale dei processi di adattamento comporta che esso possa intendersi tecnicamente come produzione di anti-entropia, in quanto frutto della tensione fra le tendenze entropiche locali e globali.
Socio-sanitario
Nel contesto di Lecco, il Comune si è posto come capofila per la costituzione di una comunità energetica (CE), all’interno della quale i QTP s’inseriscono integrando la politica pubblica con ulteriori progetti e una visione olistica della transizione ecologica: dal socio-sanitario all’energia, e dal lavoro all’educazione. I primi progetti sul territorio erano infatti incentrati su prassi alternative volte al miglioramento del settore socio-sanitario, tra cui Brainart, che ha mostrato risultati decisivi sull’impatto delle diverse forme di musicoterapia per soggetti anziani proiettati inesorabilmente verso Alzheimer contribuendo non solo alla loro salute psicofisica, ma anche alla loro vita sociale.
Educazione
Nel 2023 si è invece inaugurata la Scuola di Filosofia, dedicata a Bernard Stiegler, e diretta da Sara Baranzoni e Paolo Vignola, che mira a portare una volta al mese nei licei e istituti tecnici del territorio le coordinate concettuali per orientarsi nel proprio tempo. Con la medesima periodicità, e sotto il coordinamento di Giacomo Gilmozzi, la Scuola costruisce un percorso che conduce alle Baite Filosofiche, dove si cerca di volta in volta di illustrare le categorie e le idee per orientare gli sforzi dei progetti territoriali.

Energia
Come ricorda il portavoce dei QTP, Massimo Gozzi, in seno all’iniziativa di CE portata avanti dal Comune di Lecco, occorre sottolineare la dimensione necessariamente locale di una CE, che è «un soggetto giuridico autonomo basato sulla partecipazione aperta e volontaria» con il criterio determinante che la condivisione energetica tra impianti di potenza non superiore a 1 MW avvenga all’interno della medesima cabina primaria. L’accento cade quindi sull’auto-consumo condiviso tra soggetti afferenti alla medesima cabina primaria, al fine di evitare grossi trasferimenti di energia aumentando così l’entropia. Tale criterio non deve ridurre una CE ad una semplice comunità di auto-consumo, giacché lo scopo è infatti la produzione di surplus energetico, la cui condivisione (e quindi inevitabile dispersione-entropia) è tuttavia regolata al fine di ridurre l’entropia producendo così entropia negativa.
I processi di produzione e consumo energetico in un sistema socio-economico sono la perfetta analogia del processo metabolico di un essere vivente, da cui Schrödinger coniò il concetto di entropia negativa: l’anti-entropia avviene quando tale entropia negativa si accumula invece di permanere nello scambio metabolico tra il sistema energetico-vivente ed il proprio ambiente. Ma cosa si intende per accumulo di entropia negativa? Può propriamente una tale misura accumularsi?
Anzitutto, è l’osservabile misurato che cambia tra il concetto di entropia negativa e anti-entropia: il primo ci dice l’inversione della tendenza all’entropia, quindi un sistema che da uno stato di relativo disordine passa all’ordine; mentre il secondo indica piuttosto il grado di organizzazione di un sistema e la sua capacità di riprodursi ed aumentare la propria organizzazione.
In questo contesto, il Progetto EnergEtica 7 consente la produzione di anti-entropia attraverso progetti di efficientamento energetico. In effetti, non risulta sufficiente la semplice produzione di entropia negativa di una CE, che deve essere invece integrata da dispositivi di efficientamento energetico (dalla semplice coibentazione delle infrastrutture a sistemi ad alto tasso tecnologico per il monitoraggio dei consumi), al fine di produrre anti-entropia.
In questo senso, l’anti-entropia è un accumulo di entropia negativa, giacché quest’ultima ci dice che un sistema ha estratto energia (ordine) dal suo esterno, mentre l’anti-entropia misura la capacità di organizzare tale estrazione di ordine-energia funzionalizzando gli stessi processi entropici inevitabili nei movimenti di distribuzione energetica (dal metabolismo alla logistica della circolazione delle merci). In altre parole, si tratta – per usare termini più comuni, ma meno rigorosi sotto il profilo energetico – della re-immissione delle esternalità negative in un’economia circolare. Il Progetto EnergEtica prevede infatti la costituzione di un fondo territoriale a partire dal risparmio derivato dall’efficientamento energetico stimato in media attorno al 40% annuo 8. Così ogni soggetto partecipante al progetto reinveste attorno al 5-10% del capitale risparmiato grazie all’efficientamento energetico, contribuendo così all’aumento dell’organizzazione del proprio ambiente socio-economico.
Indicatori di produzione di anti-entropia
In tal senso, si possono interpretare come effetti di tale produzione di anti-entropia, per esempio, l’aumento del reddito disponibile, cioè il reddito pro capite o nucleo famigliare al netto delle spese correnti (energia gas o elettricità, rifiuti, tasse), in quanto espressione di un sistema socio-economico sempre più anti-entropico, cioè organizzato. Se tale parametro è l’effetto diretto dell’aumento dell’organizzazione del sistema, vi è poi l’effetto indiretto dell’aumento dell’accesso al credito, che misura quantitativamente la fiducia degli istituti di erogazione del credito nelle potenzialità di crescita di un determinato territorio e quindi della probabilità del successo imprenditoriale dei suoi abitanti 9.
In fondo, l’anti-entropia in quanto misura dell’organizzazione esprime il grado di polifonia di un sistema economico, che «è frutto della storicità personalistica», scrive Giulio Sapelli, «ed è un complesso di relazioni fra persone piuttosto che tra le merci, reificanti ed alienanti» 10. L’anti-entropia misura quindi quanto un sistema sociale sia incentrato sulle relazioni tra persone, anziché sull’automatizzazione algoritmica dei processi istituzionali e socio-economici.
Note
- In N. Georgescu-Roegen, The Entropy Law and the Economic Process, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1971, Chapter IV. Measure, Size, and Sameness, p. 99.
- Cfr. J. Franzen, What if we stopped pretending?, London, 4th Estate, 2021.; S. Vergalli, I.G. Romano e C. El Khoury, Il futuro del clima: prevenire e adattarsi al cambiamento climatico, in “Equilibri. Rivista per lo sviluppo sostenibile”, n°1-2, 2022, pp. 111-127.; e S. Vergalli, I.G. Romano e C. El Khoury (a cura di), Robert S. Pindyck: prevenire e adattarsi al cambiamento climatico, in “Equilibri Magazine”, video, 11 luglio 2022, https://equilibrimagazine.it/video/robert-s-pindyck-prevenire-e-adattarsi-ai-cambiamenti-climatici/.
- S. Vergalli, I.G. Romano e C. El Khoury, Il futuro del clima: prevenire e adattarsi al cambiamento climatico, cit., pp. 121-123.
- Ibid., pp. 124-125.
- J. Franzen, What if we stopped pretending?, cit., pp. 20-21.
- Ibid., p. 38.
- Concepito da Giacomo Gilmozzi, ricercatore e responsabile dei progetti europei all’Institut de Recherche et d’Innovation del Centre Pompidou di Parigi, in seguito a numerose discussioni sul nesso tra valore, anti-entropia e cooperazione.
- Tale stima è stata fornita dalla società Enerbrain, con cui i QTP hanno iniziato un dialogo per l’implementazione del Progetto EnergEtica.
- E. Toffoletto, Progetto per un modello di contabilità territoriale, 9 agosto 2020, documento interno QTP.; M. Morganti, 12. Il sociale al tempo del colera: storia dell’impatto in Intesa Impact, in A. Brugnoli, L. Erzegovesi e G. Vittadini (a cura di), Rapporto sulla Sussidiarietà 2019/2020. Sussidiarietà e…finanza sostenibile,Milano, Fondazione per la Sussidiarietà, 2020, pp. 347-360.
- G. Sapelli, Perché esistono le imprese e come sono fatte, Milano, Guerini & Associati, 2019 (1999)1, 6. Polifonia d’impresa: l’impresa pubblica e l’impresa cooperativa, pp. 114-115.