Una nuova teoria del valore a partire dall’entropia

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 impongono alla ricerca economica di rifondare una teoria del valore a partire dalla questione dell’entropia.

Autore

Edoardo Toffoletto

Data

2 Gennaio 2023

AUTORE

TEMPO DI LETTURA

5' di lettura

DATA

2 Gennaio 2023

ARGOMENTO

CONDIVIDI

Saying that economics is metaphorical is no longer taboo, but it is also no longer inconsequential.
[…] Further research will recognize that arguing ‘economics is metaphorical’ is potentially subversive
[…] The work that is done in this book suggests that we can profitably stop talking about algebra.
When we begin talking about metaphor, science moves.

Arjo Klamer e Thomas C. Leonard 1

Negli ultimi anni, la ricerca economica si spende nel misurare l’andamento di sistemi socio-economici alla luce dell’Agenda ONU 2030 e dei suoi relativi indicatori, i famosi SDGs (Sustainable Development Goals). Tuttavia, si rileva una grande latenza fra i risultati della riflessione epistemologica più raffinata – da Georgescu-Roegen a Mirowski 2 – e la ricaduta operativa di tali ricerche. Nonostante l’arricchimento qualitativo, includendo fattori un tempo considerati extraeconomici, si constata ancora negli SDGs l’ancoramento per la misurazione del valore ai paradigmi classici delle teorie oggettive o soggettive del valore.

Tali paradigmi si possono riassumere così:

1. La teoria soggettiva del valore comporta che il valore economico è determinato essenzialmente dalla domanda, quindi ha un radicamento nella psicologia dei consumatori, da qui la connotazione “soggettiva” della teoria che non implica una minore oggettività teorica. Essa ha le sue radici nella Seconda Scolastica della Scuola di Salamanca e si può affermare che è in tale solco che si sviluppa la matrice del pensiero neoclassico e neoliberale 3, in cui l’economia è pensata appunto a partire dall’autoregolazione del mercato, il cui sintomo è l’opera di Hayek The Sensory Order, un’opera sulla fondazione teorica della psicologia, ispirata dalla prima cibernetica, da cui tutto il suo pensiero discende 4.  

2. La teoria oggettiva del valore si delinea invece attraverso Smith e Ricardo per culminare in Karl Marx, e concepisce il valore come espressione del tempo-lavoro che fa del valore economico un parametro radicato nel processo di produzione, da cui appunto è possibile estrarre il plusvalore. Questo diventa il fondamento del pensiero economico classico e liberale che sopravvive nella sua elaborazione keynesiana e correla l’aumento del valore all’investimento. 

La costruzione degli indicatori degli SDGs deriva dall’incrocio di tali paradigmi. Si argomenta qui che tale incrocio – benché un passo avanti rispetto alla reciproca esclusione dei due paradigmi – non è sufficiente per evitare la riproduzione di indicatori poco (o non) salienti per registrare efficacemente l’interazione fra processi globali e locali che determinano l’andamento dei processi economici che si intende monitorare.

Modelli economici? Le metafore costitutive del pensiero scientifico

Anzitutto, si osserva che ogni modello scientifico è un sistema di analogie, fondato su una metafora di riferimento, che ha dimenticato la sua origine metaforica. In tal modo, fondare il valore economico sulla questione dell’entropia implica riarticolare il modello scientifico a partire da un’altra metafora di riferimento da cui determinare analogicamente gli indicatori e parametri di monitoraggio pertinenti.

L’architettonica del concetto di energia (Ill. I) proposta da Mirowski veicola il fatto che la nozione di moto in fisica, di corpo, il cui antropomorfismo soggiace all’astrazione del corpo fisico, e quindi del libero movimento inerziale delle merci nello spazio-mercato, e il concetto di valore in economia sono parti inseparabili della metafora implicita dell’energia. In questo sistema di analogie, la relazione moto/valore è quella che più ha contribuito alla quantificazione e matematizzazione del concetto di energia, il nesso corpo/moto alle simmetrie energetiche (leggi della termodinamica), mentre l’asse corpo/valore rinvia alla dimensione sociale e antropomorfica del concetto di energia ad oggi la meno riconosciuta 5.

Se ogni modello si fonda su una metafora costitutiva (constitutive metaphor), che informa di sé l’articolazione del sistema di analogie e omologie del modello scientifico, ciò spiega l’impossibilità di dialogo e cooperazione tra scuole di pensiero economiche o scientifiche differenti, giacché esse procedono da metafore costitutive incompatibili. Tali metafore costitutive si possono ritrovare nella periodizzazione delle epoche delle ritenzioni ipomnestiche stiegleriane letterarie, meccaniche, analogiche e digitali 6.

Tali metafore non si autoescludono. Per esempio, ancora oggi, si parla di programma genetico, che non è altro che una concezione del vivente derivata dalla metafora letteraria o scritturale, dove il vivente è una trascrizione-traduzione di una scrittura originaria, cioè il DNA. Tuttavia, la metafora dell’energia è un caso particolare, poiché essa è fisicamente derivata dalla metafora della macchina, giacché le leggi della termodinamica rientrano all’interno della meccanica classica, ma essendo trasversale anche alla biologia e quindi al vivente, essa fonda al contempo più sistemi analogici irriducibili gli uni agli altri.

Anti-entropia, neghentropia ed entropia: il valore esprime la produzione di anti-entropia

La teoria oggettiva del valore del tempo-lavoro è l’analogia perfetta della nozione fisica di lavoro, che implica un cambiamento nello stato fisico e l’energia non è che una variabile di stato. Rifondare il valore a partire dalla questione dell’entropia comporta in primo luogo quindi includere la dispersione energetica nei processi produttivi e di circolazione delle merci, nonché nelle forme di consumo. In altri termini, è necessario iscrivere i processi economici nella freccia irreversibile dell’entropia, che precede il vivente stesso. Non è questa la sede per un’argomentazione esaustiva, ma se l’universo in termini fisici è un sistema ad energia costante che tende all’entropia, il vivente proponeva per la prima volta Erwin Schrödinger è invece il luogo di produzione di entropia negativa (o neghentropia).

Così, se l’entropia è espressa da k log D, l’entropia negativa sarà invece k log 1/D 7. In tal modo, se D è la misura del disordine atomico, il suo inverso 1/D è la misura indiretta dell’ordine. Schrödinger afferma attraverso l’esempio del metabolismo che il vivente non può fare altro che differire il proprio equilibrio termodinamico, cioè la morte dell’organismo, estraendo ordine dal proprio ambiente, quindi riducendo l’entropia nel proprio organismo ed aumentandola fuori di sé. Questa è la neghentropia, che descrive il grado zero del vivente, cioè il processo metabolico 8.

In un processo economico, l’estrazione di energia (sotto forma di idrocarburi o rinnovabili) non è esattamente il processo omologico al metabolismo biologico? In questo contesto, la descrizione dell’entropia come disordine atomico di un corpo risulta insufficiente anche a livello fisico. Se l’entropia massima è equivalente all’equilibrio termodinamico, allora una migliore approssimazione del concetto di entropia è piuttosto la tendenza all’omogeneizzazione.

Ciò implica in realtà che l’entropia stessa sotto forma di percorsi casuali contribuisce all’ordine nell’evoluzione biologica. Infatti, se la fisica spiega il movimento a partire dalle invarianti, la biologia al contrario deve dare conto della stabilità delle forme viventi a partire dall’attività o variazione. L’anti-entropia è pertanto la produzione di eterogenesi attraverso le diverse operazioni biologiche di morfogenesi, sostituzione e riparazione, che non si riducono allo scambio metabolico della neghentropia risultante in una somma zero (entropia + entropia negativa = 0) 9.

L’anti-entropia è la risultante della tendenza globale e locale all’entropia, cioè delle variazioni interne ed esterne all’organismo. L’area in blu nel grafico (Ill. II) rappresenta la zona in cui si stabilizzano le variazioni, in quanto eterogeneità anti-entropiche, mentre la «disruption du premier ordre» è la distruzione dell’anti-entropia e la disrupzione di secondo ordine polarizza la tensione tra entropia globale e locale distruggendo la possibilità di produrre anti-entropia.

La produzione di anti-entropia garantisce la possibilità di complessificazione degli organismi, ma essa si definisce piuttosto come un’operazione di organizzazione, giacché l’aumento di complessità privo di organizzazione equivale ad un aumento di entropia. Se si sostituisce all’organismo, il soggetto economico si ottiene il modello omologico della co-individuazione tra organizzazione e mercato 10.

In quanto incontro di domanda e offerta, il mercato non è altro che il flusso metabolico neghentropico, mentre il valore sarà l’espressione della produzione inevitabilmente locale, e tuttavia scalare, di anti-entropia, quale organizzazione delle tendenze entropiche locali e globali.

Note

  1. In A. Klamer e T.C. Leonard, So what’s an economic metaphor?, in P. Mirowski (a cura di), Natural Images in Economic Thought. “Markets Read in Tooth & Claw”, Cambridge, Cambridge University Press, 1994, p. 44.  
  2. Cfr. N. Georgescu-Roegen, The Entropy Law and the Econonic Process, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1971. e P. Mirowski, More Heat than Light. Economics as Social Physics, Physics as Nature’s Economics, Cambridge, Cambridge University Press, 1989 e P. Mirowski (a cura di), Natural Images in Economic Thought. “Markets Read in Tooth & Claw”, cit., passim. 
  3. J.G. Hülsmann, 1. L’École autrichienne à la fin du XIXe et au début du XXe siècle, in P. Nemo e J. Petitot (a cura di), Histoire du libéralisme en Europe, Parigi, Presses Universitaires de France, 2006, Partie V. Le libéralisme autrichien, p. 1037: «La scolastique procurait à l’École autrichienne bien plus que son épistémologie. Elle lui fournissait également un héritage économique e politique». 
  4. F.A. Hayek, The Sensory Order. An inquiry into the foundations of theoretical psychology, Chicago, The University of Chicago Press, 1953.; cfr. G. Oliva, The Road to Servomechanisms: The influence of cybernetics on Hayek from The Sensory Order to the Social Order, in “CHOPE Working Paper”, n. 2015-11, 2015, pp. 1-40. 
  5.  P. Mirowski, More Heat than Light. Economics as Social Physics, Physics as Nature’s Economics, cit., 3. Body, motion, and value, pp. 107-108: «It would be fair to observe that the motion/value face of the pyramid was the most responsible for the quantification and mathematization of the energy concept, while the body/motion face was more responsible for the symmetry character of the energy concept. The body/value face will prove in many respects the most controversial aspect, because it is responsible for the less acknowledged anthropomorphic and social character of the energy concept, the religious overtones and the cultural influences so often spurned as the opposite of scientific argument».
  6.  Cfr. A. Klamer e T.C. Leonard, So what’s an economic metaphor?, cit., pp. 39, 42.; e E. Toffoletto, Stiegler e la nuova critica dell’economia politica. Parte I, in “Equilibri magazine”, settembre 2022, https://equilibrimagazine.it/bernard-stiegler-la-nuova-critica-economia-politica-prima-parte/.
  7. Dove k è la costante di Boltzmann che stabilisce la corrispondenza tra la meccanica statistica e la termodinamica, mentre D è la misura quantitativa del disordine atomico di un corpo.
  8. P. Mirowski, More Heat than Light. Economics as Social Physics, Physics as Nature’s Economics, cit., 2. The history of the energy concept, pp. 59-66.; cfr. E. Schrödinger, What is Life? and Mind and Matter, Cambridge, Cambridge University Press, 1967, pp. 67-75.
  9. Cfr. G. Longo e M. Montévil, Randomness Increases Order in Biological Evolution, in M. Dinnees, B. Khoussainov e A. Nies (a cura di), Computation, Physics and Beyond, Berlino, Springer, 2012, pp. 289-308, https://doi.org/10.1007/978-3-642-27654-5_22.; e G. Longo e M. Chollat-Namy, Entropie, Néguentropie e Anti-Entropie: le jeu des tensions pour penser le vivant, in “ISTE OpenScience”, 2022, pp. 1-22.
  10. G. Longo e M. Chollat-Namy, Entropie, Néguentropie e Anti-Entropie: le jeu des tensions pour penser le vivant, cit., pp. 14 sgg.; cfr. G. Sapelli, L’impresa come soggetto storico, Firenze, goWare, 2015, Vol. 1. La direzione d’impresa, la competizione, la sovranità, pp. 3-61.
Leggi anche
Economia
Editoriali
5′ di lettura

L’uscita dall’OPEC+ degli Emirati Arabi Uniti (EAU) durante la chiusura di Hormuz

di Domenicantonio De Giorgio, Massimiliano Frenza Maxia
Economia
Editoriali
5′ di lettura

Micro-manifatture e circolarità: le nuove virtù dell’economia

di Navi Radjou
Economia
Viva Voce
4′ di lettura

Progettare la moneta per un nuovo modello di società

di Cristina Toti
Società
Viva Voce

Il cibo non è un algoritmo: la battuta d’arresto del Nutri-Score

di Carlotta Benedetti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Digitamore

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Scienza
Viva Voce

Ecosofia, tra metamorfismo e ibridazione. Filosofia e scienza per la biodiversità degli ecosistemi

di Alessandra Gattino Mazzini
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Vestirsi è sempre un atto politico

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Economia
Viva Voce

Progettare la moneta per un nuovo modello di società

di Cristina Toti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Il mare oltre il limite dello sguardo

di Marco Garbin
4′ di lettura

AI

Equilibri Magazine si avvale, ove necessario, di strumenti di Intelligenza Artificiale come supporto ai processi editoriali. L’utilizzo dell’IA avviene nel rispetto delle normative vigenti in materia di diritto d’autore, protezione dei dati personali e trasparenza informativa. Tutti i contenuti sono verificati e approvati dalla redazione, che ne garantisce accuratezza, correttezza e conformità legale.

Credits

Ux Design: Susanna Legrenzi
Grafica: Maurizio Maselli / Artworkweb
Web development: Synesthesia