Agricoltori e clima: adattarsi non basta

Autore

Redazione

Data

19 Ottobre 2026

AUTORE

TEMPO DI LETTURA

2' di lettura

DATA

19 Ottobre 2026

ARGOMENTO

CONDIVIDI

Davanti al cambiamento climatico abbiamo due strade: ridurre le emissioni (mitigazione) oppure imparare a convivere con un clima diverso (adattamento). In agricoltura molti Paesi puntano soprattutto sulla seconda: gli agricoltori scelgono varietà che si raccolgono prima, per evitare le ondate di calore di fine stagione, e regolano fertilizzanti e irrigazione.

Ma funziona davvero tutto questo? Persino negli Stati Uniti, l’agricoltura più studiata al mondo, gli esperti si dividono: per alcuni gli agricoltori si adatteranno in fretta e i danni saranno modesti; per altri l’adattamento sarà lento e le perdite pesanti.

Un gruppo di ricercatori, analizzando dati sui raccolti di sei colture di base (mais, soia, riso, frumento, manioca e sorgo) e confrontando zone calde e fredde, ricche e povere, ha ricostruito come i produttori reagiscono al caldo e alla pioggia. Hanno poi proiettato quei comportamenti nel futuro. Secondo lo studio pubblicato su Nature, per ogni grado in più di temperatura media globale, il mondo perde l’equivalente di circa 120 calorie al giorno a persona, il 4,4% del fabbisogno raccomandato. Con 4 gradi in più a fine secolo, la perdita salirebbe a quasi un quinto. L’adattamento aiuta, ma non basta – con alte emissioni assorbe il 23% delle perdite al 2050 e il 34% a fine secolo e per tutte le colture, tranne il riso, resta un conto salato. E poi c’è il dato più contro intuitivo: dove si perde di più. Molti studi sugli effetti del clima indicano i Paesi più poveri come le principali vittime, qui invece le perdite più pesanti colpiscono i grandi “granai” di oggi, regioni dal clima temperato che finora non hanno avuto bisogno di adattarsi.

Per sfamare un mondo più caldo serviranno innovazione e adattamenti ben più ambiziosi.

Per approfondire: Nature

Leggi anche
Oggi, Scienza
1′ di lettura

Gesti e parole: il linguaggio degli elefanti

di Redazione
Scienza
Freccette
5′ di lettura

Houston, abbiamo un microrganismo nello spazio

di Stefano Bertacchi
Scienza
Freccette
5′ di lettura

Il potere predittivo dell’evoluzione

di Marco Garbin
Politiche
Viva Voce

ESG. Quanto conta la rendicontazione?

di Luigi Capoani, Linda Rotondo
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Il cibo non è un algoritmo: la battuta d’arresto del Nutri-Score

di Carlotta Benedetti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Digitamore

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Scienza
Viva Voce

Ecosofia, tra metamorfismo e ibridazione. Filosofia e scienza per la biodiversità degli ecosistemi

di Alessandra Gattino Mazzini
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Vestirsi è sempre un atto politico

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Economia
Viva Voce

Progettare la moneta per un nuovo modello di società

di Cristina Toti
4′ di lettura

AI

Equilibri Magazine si avvale, ove necessario, di strumenti di Intelligenza Artificiale come supporto ai processi editoriali. L’utilizzo dell’IA avviene nel rispetto delle normative vigenti in materia di diritto d’autore, protezione dei dati personali e trasparenza informativa. Tutti i contenuti sono verificati e approvati dalla redazione, che ne garantisce accuratezza, correttezza e conformità legale.

Credits

Ux Design: Susanna Legrenzi
Grafica: Maurizio Maselli / Artworkweb
Web development: Synesthesia