In un contesto globale sempre più segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici, i territori di margine — siano essi periurbani o rurali — non sono solo quelli più fragili, ma offrono un laboratorio privilegiato per sperimentare strategie di rigenerazione basate sulla natura. Le nature-based solutions (NBS), promosse anche dall’Unione Europea, rappresentano un approccio integrato che coniuga resilienza climatica, tutela della biodiversità, benessere sociale e possono anche contribuire al miglioramento della qualità spaziale.
Questo articolo ripercorre due sperimentazioni di research-by-design condotte dal gruppo di ricerca multidisciplinare Progetti Territorio di FEEM in Basilicata che incarnano questo paradigma: la rigenerazione agro-forestale di Bucaletto, quartiere periferico di Potenza, e il progetto ReclaiMEDLand nel Metapontino, che re-immagina il paesaggio agricolo-produttivo della bonifica costiera di fronte alle sfide economiche, sociali ed ecologiche di oggi e di domani. Pur nelle loro diversità, i due progetti esplorano il potenziale di rigenerazione della natura, con un focus su forme innovative di produzione di cibo, attraverso un approccio design-based.
Bucaletto Agro-Food Forest. Rigenerare un quartiere marginale attraverso il cibo
Nato come insediamento temporaneo in seguito al sisma del 1980, Bucaletto si è trasformato nel tempo in un quartiere stabile ma segnato da vulnerabilità strutturali, sociali e ambientali. Situato ai margini della città di Potenza, è stato prefigurato come campo di sperimentazione per un progetto di rigenerazione urbana fondato su pratiche di agroforestazione secondo un approccio design-based. Qui il cibo, da semplice bisogno primario, diventa motore di rigenerazione urbana e strumento di trasformazione ecologica. Attraverso interventi di de-paving, recupero dei suoli degradati e forestazioni urbane, è stata delineata una rete di sistemi verdi rigenerativi che implementano nature-based solutions per la produzione di cibo locale, sano e sostenibile. La realizzazione di orti comunitari, foreste commestibili e sistemi agroforestali non solo intende contribuire a migliorare la resilienza del quartiere agli effetti del cambiamento climatico — riducendo isole di calore, migliorando la permeabilità del e favorendo la biodiversità — ma agisce anche sul piano sociale. I sistemi verdi prefigurati trasformano lo spazio pubblico del quartiere in un luogo molteplice e condiviso, favorendo coesione comunitaria, senso di appartenenza e nuove forme di cittadinanza ecologica. Inoltre, ridefiniscono in maniera ibrida e complessa, la relazione tra il quartiere e la trama agricola che lo circonda, attivando nuove ecologie1.
ReclaiMEDLand nel Metapontino. Rigenerare il paesaggio produttivo di bonifica
Il Metapontino, storica area agricola della Basilicata affacciata sul Mar Ionio, rappresenta uno dei fronti più esposti ai cambiamenti climatici: siccità, salinizzazione delle falde, erosione costiera e perdita di fertilità minacciano la produttività e la sostenibilità del sistema agricolo di bonifica. In questo contesto nasce ReclaiMEDLand, un progetto/processo multidisciplinare, che si propone di immaginare scenari di adattamento design-based e ripensare il paesaggio produttivo anche attraverso strategie nature-based. Anche qui il riconoscimento delle vulnerabilità esistenti diventa punto di partenza per prefigurare strategie e azioni di adattamento che esplorano il potenziale rigenerativo della natura, ridefinendo le relazioni tra acqua, terra e produzione agricola. Attraverso l’introduzione di infrastrutture verdi adattive2, come fasce tampone vegetali, zone umide artificiali e corridoi ecologici multifunzionali, ReclaiMEDLand promuove una visione integrata del paesaggio in cui la produttività agricola contribuisce alla resilienza ecologica. Il progetto interviene anche sul piano dell’organizzazione spaziale e delle pratiche agricole, incentivando transizioni verso modelli agro-ecologici e sistemi poli-colturali resilienti, capaci di rispondere in modo flessibile alle pressioni ambientali. Un aspetto centrale del progetto è il coinvolgimento delle comunità locali e degli attori territoriali in processi collaborativi di co-progettazione dello spazio, capaci di attivare nuove forme di governance e cura collettiva. In questo senso, ReclaiMEDLand ha proposto una visione trasformativa del territorio, dove rigenerazione ecologica, innovazione sociale e transizione produttiva procedono insieme3.
Margini in trasformazione: la rigenerazione come opportunità
Le esperienze di Bucaletto e ReclaiMEDLand, pur nella diversità dei contesti e delle scale di intervento, condividono una visione comune della rigenerazione come processo ecologico, economico e sociale che esplora le potenzialità della natura. Entrambe si collocano in territori di margine — il primo in una periferia urbana, il secondo in un paesaggio agricolo di bonifica — reinterpretandoli non come spazi residuali, ma come laboratori di innovazione progettuale. Un primo elemento di convergenza è l’approccio design-based e multisistemico: la rigenerazione non si limita alla soluzione di criticità puntuali, ma si fonda su una visione trasformativa e relazionale del territorio. In questo quadro, le nature-based solutions (NBS) non sono semplici dispositivi tecnici, ma materiali di progetto capaci di generare nuova qualità spaziale, benessere collettivo e resilienza climatica. Altro punto in comune è la centralità del cibo come elemento trasversale. A Bucaletto, orti urbani e foreste edibili riattivano il legame tra abitanti e territorio, producendo valore sociale, economico e ambientale; nel Metapontino, la trasformazione del sistema agricolo apre a scenari di agroecologia rigenerativa, orientati alla gestione sostenibile delle risorse e alla transizione produttiva. In entrambi i casi, il cibo diventa leva progettuale e strumento per affrontare il cambiamento climatico in chiave sistemica. Tuttavia, emergono alcune differenze significative. Bucaletto opera in un contesto urbano fragile, segnato da marginalità sociale e degrado fisico. L’intervento lavora alla scala di quartiere, rafforzando l’infrastrutturazione verde e promuovendo inclusione, autogestione e appartenenza. ReclaiMEDLand, al contrario, agisce su scala territoriale, intervenendo su un paesaggio produttivo segnato da pressioni ambientali croniche, ripensandone le ecologie e le logiche organizzative attraverso una governance collaborativa. Le tipologie di criticità affrontate sono differenti: Bucaletto nasce da una condizione post-emergenziale e si confronta con l’urgenza della riqualificazione sociale e ambientale; ReclaiMEDLand risponde a fenomeni lenti ma strutturali, che mettono in discussione la sostenibilità a lungo termine dell’intero sistema produttivo di bonifica.
Queste differenze non minano la coerenza rispetto al tema centrale, ma ne amplificano il potenziale. Dimostrano come le NBS siano adattabili a diversi contesti, capaci di generare rigenerazioni multiscalari — dal quartiere al paesaggio agricolo — con effetti integrati su ecologie, economie e comunità. Entrambe le esperienze condividono una visione dell’adattamento non come mera risposta emergenziale, ma come opportunità rigenerativa, capace di innescare nuove ecologie, nuovi usi e nuove relazioni. In questo scenario, i territori marginali si rivelano non più come periferie da risanare, ma come avanguardie operative di un futuro possibile. Attraverso la natura, questi progetti attivano traiettorie di cambiamento sistemico, orientate verso una transizione giusta e sostenibile.
La vera innovazione progettuale, in un clima che cambia, sta nell’abitare l’incertezza con strumenti che non si limitano a contenerne gli effetti negativi, ma che generano nuove possibilità di coesistenza tra natura, comunità e territori.

Nutrire i margini per immaginare futuri possibili
Le due sperimentazioni analizzate dimostrano come i territori marginali, spesso considerati fragili o residuali, possano invece rivelarsi luoghi strategici per attivare processi di rigenerazione profonda, capaci di connettere ecologia, coesione sociale, sviluppo economico e qualità spaziale. In un clima che cambia, Bucaletto e ReclaimedLand testimoniano la forza trasformativa delle nature-based solutions, non solo come strumenti di mitigazione, ma come possibilità di progetto, in grado di riscrivere le relazioni tra persone, paesaggi, risorse e luoghi.
Le strategie adottate agiscono in modo differenziato ma complementare — alla scala urbana e territoriale — offrendo modelli adattivi che vanno oltre la logica dell’emergenza, per costruire futuri adattativi e condivisi. Rigenerare i margini, dunque, non significa soltanto recuperarli, ma nutrirli — di nuove ecologie, di relazioni, di senso. Significa riconoscerli come spazi anticipatori di una transizione giusta e sostenibile, dove la rigenerazione nature-based diventa strumento per abitare l’incertezza, generare valore e ricomporre fratture ambientali e sociali. È in questi territori, spesso ai bordi dei processi dominanti, che si sperimentano le visioni più coraggiose di un futuro possibile.
Note
- Per approfondire si veda: A. Raffa, Rigenerazione urbana in contesti e comunità vulnerabili. Una sperimentazione di research-by-design per la rigenerazione nature-based del quartiere Bucaletto, Potenza, in “Equilibri Magazine”, 5 giugno 2025.
- Per approfondire sul ruolo delle infrastrutture verdi nella rigenerazione: A. Raffa, Dalle Infrastrutture grigie a quelle verdi, in “Equilibri Magazine”, 23 marzo 2023.
- Per approfondire si veda: A. Raffa e C. Brisotto, Progetto ReclaiMEDlanD. Un percorso di adattamento condiviso e design-based per i paesaggi moderni di bonifica tra Basilicata e Emilia Romagna, in “Equilibri Magazine”, 18 luglio 2024.