Uno studio INGV pubblicato su Remote Sensing ha analizzato l’innalzamento del livello del mare nella Laguna di Venezia fino al 2150, combinando dati geodetici, topografici e climatici.
«Per stimare gli effetti dell’aumento del livello del mare nella Laguna di Venezia entro il 2150, lo studio ha adottato un approccio multidisciplinare basato su differenti tipologie di dati, tra i quali quelli geodetici provenienti dalle reti di stazioni Global Navigation Satellite System, note come GNSS, i dati satellitari Synthetic Aperture Radar – SAR (che insieme alle stazioni GNSS consente di misurare i movimenti del suolo con precisione millimetrica), le serie temporali del livello del mare raccolte dalla rete di mareografi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dal Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia e i dati topografici ad alta risoluzione messi a disposizione dal CO.RI.LA e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)», spiegano Marco Anzidei e Cristiano Tolomei, ricercatori dell’INGV.
I risultati mostrano scenari critici: entro il 2150 il livello potrebbe salire fino a 3,47 m in caso di eventi estremi, sommergendo fino al 64% dell’area esaminata. Il MoSE potrebbe non bastare a proteggere la città. Senza nuovi interventi, Venezia sarà sempre più vulnerabile a inondazioni, con impatti su popolazione, economia e patrimonio. Lo studio invita a pianificare subito misure di adattamento.
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