Ambiente ed estetica sostenibile: punti di vista

La percezione visiva è il processo di elaborazione delle informazioni provenienti dal mondo esterno attraverso gli occhi ed elaborate dal cervello che le traduce in informazioni più complesse.

Autore

Caterina Verrone

Data

17 Novembre 2022

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TEMPO DI LETTURA

5' di lettura

DATA

17 Novembre 2022

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


Ambiente

Architettura

Design

Mitigazione

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Introduzione

Scrive lo scrittore Fredric Brown «Si trattava di quella vecchia, insulsa controversia sul suono. Se un albero cade nel folto di una foresta dove nessuno può sentirlo, la sua caduta produce un rumore? Esiste un suono se nessuno può udirlo?»

La famosa frase di Søren Kierkegaard, filosofo e scrittore danese vissuto nell’800 recita invece: «Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo».

Il rapporto fra realtà e osservatore è un problema che arrovella non solo scrittori e filosofi ma anche i fisici quantistici. Si consideri per esempio il principio di indeterminazione di Heisemberg,  secondo il quale «lo sguardo dell’osservatore, in particolare l’attività di misurazione, modificano ciò che si sta guardando», o l’ultimo esperimento  condotto da un’équipe di scienziati della Heriot-Watt University di cui Carlo Rovelli, fisico del Centre de Physique Theorique di Luminy, commenta: «Io credo che l’esperimento di Fedrizzi e colleghi supporti proprio la conclusione secondo la quale non esistono fatti indipendenti dall’osservatore» 1

Non sconvolge il fatto quindi che l’osservatore sia centrale nella valutazione di qualsiasi fenomeno del reale finanche nella progettazione di azioni mirate alla mitigazione visiva.

Come anticipato nell’Episodio 2, la percezione visiva ha delle regole che permettono agli osservatori di leggere il reale, ma ognuno di essi, in base alla sua indole, formazione, conoscenze e influenze esterne, trasformerà questi stimoli in letture della realtà differenti. Per questo è importante classificare l’impatto visivo.

La Classificazione dell’impatto visivo

Impianto, persone e paesaggio interagiscono tra loro generando effetti differenti. É quindi attraverso il punto di vista del fruitore e delle percezioni psico-sociali proprie dell’uomo che è possibile definire le modalità di azione. Introdotte nell’articolo precedente, le regole percettive, tipiche dell’arte e della grafica, sono gli strumenti utili a capire a quali forze visive sia sottoposto lo skyline dell’impianto e del paesaggio circostante. Il contesto è quindi definito da come persone e paesaggio si relazionano all’opera, generando 1. Effetti psico-sociali e 2. Effetti ambientali.

1) Effetti psico-sociali: IMPATTO SULLE PERSONE 2
L’accettabilità dell’impianto, ossia gli aspetti più o meno sopportabili legati alla sua immagine, varia in base al target considerato, se ci si riferisce quindi agli osservatori o ai visitatori.

  • I primi sono coloro che vivono il luogo, come i residenti o i frequentatori assidui dell’area, che spesso vedono l’insediamento industriale come elemento ingerente, pericoloso e contaminante. In essi predomina quindi il desiderio di ‘sicurezza ambientale’, ottenibile attraverso un’estetica che trasmetta pulizia, efficienza e ordine: tutti concetti che comunicano non pericolosità. Gli osservatori necessitano di una situazione che renda ‘invisibile’ l’opera, sia visivamente che ‘operativamente’, che faccia dimenticare loro la propria presenza.
  • I visitatori sono invece coloro che fruiscono sporadicamente o occasionalmente i territori accoglienti gli impianti. Più sensibili al ‘fascino tecnologico’, essi sono più attenti all’estetica e alla comunicazione dell’impianto, non negandolo. Un impianto sicuro, altamente innovativo, attento alla propria immagine è quindi un valore aggiunto per il territorio, un motivo in più per visitare l’area.
  • Vi sono in ultimo gli stakeholder e i promotori, il cui obiettivo è la promozione della propria immagine attraverso la misurazione delle ricadute positive che l’insediamento può generare sul loro territorio in termini di lavoro, sviluppo, ecc.

2) Effetti ambientali: IMPATTO SUL PAESAGGIO

La visibilità dell’impianto si concentra su ciò che ‘emerge’ dell’opera nel paesaggio in base alla posizione del fruitore. Viene così introdotto il concetto di ‘punto di vista’ dal quale si osserva l’insediamento. Declinando il concetto di visibilità a solo appannaggio del territorio, si devono considerare altri due criteri:

  • l’individuabilità che rende l’opera riconoscibile ma non dissonante nel territorio;
  • la mimetizzazione che imita l’ambiente circostante rendendo poco riconoscibile l’impianto nel contesto.

I ‘punti di vista’ sono fattori fondamentali nell’analisi del contesto e nella sintesi delle soluzioni.

Essi sono generati dalla posizione del fruitore rispetto all’impianto: si creano così delle inquadrature dell’opera nel contesto che variano la percezione dell’una rispetto all’altro. Diventa quindi indispensabile scegliere dei punti di vista privilegiati da cui operare che normalmente sono posti ad altezza uomo e lungo strade o stazionamenti più frequentati. Di norma si considerano punti di vista:

  • a lunga/media distanza da cui è possibile effettuare un’analisi completa del paesaggio e del contesto contenente l’opera, in relazione al territorio sia naturale che antropico, analizzando elementi positivi e negativi che le varie componenti agiscono sul contesto;
  • a breve distanza da cui si analizzano i singoli elementi dell’impianto e il loro impatto.

Gli step successivi

La 1. Classificazione dell’impatto visivo, in generale, passa poi per altre fasi come la 2. Ricognizione 3, ossia la descrizione del territorio; la 3. Individuazione delle componenti dell’Opera; la 4. Identificazione e valutazione degli elementi su cui intervenire.

Figura 1. Strumenti e Valutazione dell’impatto visivo: metodologia
  • Ricognizione. Lo studio dello stato di fatto, è composto dal Territorio e dall’Opera. Dopo aver individuato il tipo di paesaggio nel quale si inserisce l’opera, viene definita la perimetrazione dell’area di azione considerando le caratteristiche geomorfologiche ed urbanistiche del territorio. 
  • Individuazione delle componenti su cui intervenire. Le componenti dell’opera inserite nel paesaggio, anche in base ai punti di vista, assumono dimensioni di impatto e sviluppo (orizzontale, verticale) predominanti a livello visivo, elementi emergenti sulle quali individuare delle modalità di intervento specifico.
  • Identificazione degli elementi detrattori e di valorizzazione. Gli elementi emergenti possono essere classificati come detrattori, elementi valorizzanti l’intorno o elementi borderline. In questo modo è possibile capire se essi potranno essere utilizzati come punti di forza nella proposta di progetto o se sarà necessario intervenire su di essi, modificandoli o mitigandoli.

Conclusioni

Queste considerazioni trasmettono in sintesi, i pro e i contro dello stato di fatto e serviranno da riferimento per la progettazione.

Un ulteriore step del progetto è la raccolta di casi studio esemplari, che mostrano come progettisti nazionali e internazionali hanno affrontato l’argomento del miglioramento e della mitigazione dell’impatto visivo, utile a

capire quali modalità di intervento progettuale/estetico siano stati già affrontati e con che esiti, in modo da fornire la soluzione migliore al territorio, a chi lo fruisce e soprattutto a chi lo abita

Note

  1. S. Iannaccone, Un esperimento indica che non esiste una realtà oggettiva. Ma cosa significa per la meccanica quantistica? Un esperimento primo nel suo genere ha indagato uno dei principi cardine della meccanica quantistica, ossia il rapporto tra osservatore e realtà, sezione SCIENZA, WIRED, pubblicato online 02/03/2019, https://www.wired.it/scienza/lab/2019/03/02/meccanica-quantistica-non-esiste-realta-oggettiva/
  2. G. Nardin, P. Simeoni, C. Bianco, C. Pantanali; Architettura ed impatto visivo degli impianti di termo-valorizzazione dei rifiuti, in “Quarto, Convegno Nazionale Utilizzazione termica dei rifiuti, Abano Terme 12 – 13 Giugno 2013”
  3. Provincia Milano, PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), Adeguamento di alla LR 12/2005. Repertorio delle misure di mitigazione e compensazione paesistico-ambientali, giugno 2012
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