Sociologia economica ed economie di piattaforma

Lo stato dell’arte della sharing economy, a dieci anni dalla sua nascita, in vista della sfida 'sostenibile' post pandemia.

Autore

Ivana Pais

Data

19 Dicembre 2022

AUTORE

TEMPO DI LETTURA

5' di lettura

DATA

19 Dicembre 2022

ARGOMENTO

CONDIVIDI

Sono passati quasi dieci anni dalla diffusione del termine sharing economy. La storia breve – e piuttosto tormentata – di questo concetto consente di trarre considerazioni che riguardano anche la sostenibilità

Alla loro nascita, le piattaforme di sharing proponevano nuove forme di integrazione tra economia e società, basate su legami di reciprocità tra estranei (economia della collaborazione) e sulla valorizzazione di risorse sotto-utilizzate (economia della condivisione). La retorica delle piattaforme faceva ampio riferimento ai principi della sostenibilità sociale e ambientale. 

La diffusione di queste pratiche ha poi fatto emergere elementi di tensione tra queste due forme di sostenibilità: la condivisione di abiti può favorire la costruzione di legami deboli tra le persone che partecipano allo scambio e favorire la progettazione di prodotti durevoli ma il trasporto e il lavaggio dei capi possono comportare alti costi ambientali; il car pooling può ridurre il possesso di automobili di proprietà individuale ma, allo stesso tempo, disincentivare l’utilizzo di mezzi pubblici. Ancora più evidente è il trade off tra sostenibilità sociale e ambientale da un lato e sostenibilità economica dall’altro. 

Le piattaforme di sharing sono nate a seguito della crisi finanziaria del 2007/2008, che ha reso disponibili capitali di rischio e ha sostenuto culturalmente questo modello. Una volta raggiunte dimensioni significative e, in molti casi, una posizione di monopolio o oligopolio, molte piattaforme hanno abbandonato i dispositivi peer-to-peer per adottare modelli professionali e commerciali più tradizionali. I criteri di sostenibilità economica hanno preso il sopravvento sugli altri. 

Nella giuntura critica dettata dalla pandemia, questo equilibrio è stato messo in discussione dalle norme di distanziamento fisico e dalle limitazioni alla mobilità individuale. In questa fase di riorganizzazione, le principali piattaforme dichiarano un ritorno allo spirito originale di mutualismo tra pari, anche se guidato da iniziative top-down, più che bottom-up. 

Nei prossimi mesi si vedrà se questa nuova crisi stia riportando il pendolo dal polo della sostenibilità economica in direzione di quella sociale e ambientale, recuperando la dimensioni sharing ma limitando queste piattaforme a una dimensione di nicchia, oppure se saranno in grado di promuovere strategie integrate orientate alla promozione delle tre forme di sostenibilità. 

Leggi anche
Economia
Editoriali
5′ di lettura

L’uscita dall’OPEC+ degli Emirati Arabi Uniti (EAU) durante la chiusura di Hormuz

di Domenicantonio De Giorgio, Massimiliano Frenza Maxia
Economia
Editoriali
5′ di lettura

Micro-manifatture e circolarità: le nuove virtù dell’economia

di Navi Radjou
Economia
Viva Voce
4′ di lettura

Progettare la moneta per un nuovo modello di società

di Cristina Toti
Società
Viva Voce

Il cibo non è un algoritmo: la battuta d’arresto del Nutri-Score

di Carlotta Benedetti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Digitamore

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Scienza
Viva Voce

Ecosofia, tra metamorfismo e ibridazione. Filosofia e scienza per la biodiversità degli ecosistemi

di Alessandra Gattino Mazzini
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Vestirsi è sempre un atto politico

di Chiara Elettra Paioli
4′ di lettura
Economia
Viva Voce

Progettare la moneta per un nuovo modello di società

di Cristina Toti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Il mare oltre il limite dello sguardo

di Marco Garbin
4′ di lettura

AI

Equilibri Magazine si avvale, ove necessario, di strumenti di Intelligenza Artificiale come supporto ai processi editoriali. L’utilizzo dell’IA avviene nel rispetto delle normative vigenti in materia di diritto d’autore, protezione dei dati personali e trasparenza informativa. Tutti i contenuti sono verificati e approvati dalla redazione, che ne garantisce accuratezza, correttezza e conformità legale.

Credits

Ux Design: Susanna Legrenzi
Grafica: Maurizio Maselli / Artworkweb
Web development: Synesthesia