La rivoluzione industriale ‘bio.0’

Autore

Stefano Bertacchi

Data

2 Novembre 2022

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3' di lettura

DATA

2 Novembre 2022

ARGOMENTO

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Secondo l’ultimo report sulle biotecnologie in Italia redatto da Assobiotec, tra i vari settori di questo ambito le biotecnologie rosse sono quelle dominanti. Trattandosi di quelle che hanno a che fare con la salute e la medicina non stupisce che esse siano trainanti di tutto il settore, che comprende anche le biotecnologie vegetali (verdi) e quelle industriali (industriali), chiaramente minoritarie.

Le aziende che si occupano di biotecnologie mediche sono circa la metà tra quelle presenti sul nostro territorio, prendendosi da sole oltre il 70% del fatturato biotech italiano. Chiaramente una posizione di dominio, che ritroviamo anche all’estero: d’altronde quando si parla di salute pubblico, media, aziende e politica drizzano tutti le orecchie. Ubi maior… Non vuole essere una critica sia chiaro, abbiamo tastato con mano quanto avere a disposizioni aziende capaci di produrre farmaci e vaccini innovativi sia cruciale sia da più punti di vista, scientifico, sociale, economico e geopolitico.

È però evidente come queste tre anime biotech della bioeconomia abbiano una gerarchia interna, che a cascata influenza gli investimenti nei settori di riferimento. Tanto da portare l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) a definire ‘neglette‘ le biotecnologie agricole e industriali, nella propria agenda della bioeconomia fino al 2030. Risulta necessario stimolare la ricerca in questi due settori aumentando gli investimenti pubblici nella ricerca e incoraggiando i partenariati pubblico-privato.

In aggiunta è fondamentale incoraggiare l’uso delle biotecnologie per affrontare le questioni ambientali globali sostenendo gli accordi internazionali per creare e sostenere i mercati basati su prodotti biotech. Non dobbiamo quindi avere timore di tuffarci in una nuova rivoluzione industriale, che vista la natura rinnovabile delle biomasse utilizzate mi permetto di ribattezzare bio.0.

Per esempio, l’Unione Europea già accelera verso la bioeconomia, in quanto necessarie per affrontare molte delle sfide cruciali per il futuro: lotta ai cambiamenti climatici, accesso a cibo sano, riduzione impatto ambientale dei processi produttivi e dei rifiuti in discarica sono solo alcuni dei temi chiave di questo bio-mondo.

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