Bussola

Autore

Rodolfo Maggio

Data

23 Dicembre 2022

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4' di lettura

DATA

23 Dicembre 2022

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La bussola in cinese si dice ZhǐNánZhēn (指南针), il che letteralmente significa ‘ago che indica il Sud’ 1 Quando l’ho imparato, ho sospirato, e mi sono soffermato a pensare. Mi son detto che l’immagine della bussola che punta a Sud avrebbe potuto servirmi per trasmettere l’idea che la Cina, dal nostro punto di vista, è un po’ come se fosse un modo alla rovescia. 

Questa idea è rimasta a bollire nel calderone della mia mente per un po’ di tempo, perché non volevo presentarla senza averci pensato su. Uno dei motivi principali per cui non mi sembrava il caso di prenderla troppo seriamente, come immagine simbolo di una relazione tra culture, è che tale immagine presuppone che le culture in questione, siano esse Cina e Stati Uniti o Cina e Italia, non sono oggetti astratti e relativamente semplici, come delle figure geometriche che possono comodamente essere disposte su di un piano, divise da un asse, ed essere contemplate nella loro perfetta simmetria. Le culture sono complesse, spesso contraddittorie; sono tutto fuorché semplici.

Pertanto, non possiamo trattarle nel nostro pensiero come oggetti che, nello spazio vuoto, possano essere agilmente ribaltate. O meglio, possiamo, ma si tratterebbe di un puro esercizio della ragione, di quel lato analitico del nostro pensare che ha tanto più tendenza a distaccarsi del reale quanto più s’innamora di se stesso e dei suoi arzigogoli.

E così, ho cercato di trattenermi dal prendere troppo sul serio questa immagine. Eppure, non è errato dire che ci sono parecchie cose che in Cina sono, si fanno, e si pensano, esattamente al contrario che in Occidente. Ne ho cominciate a collezionare, e nel condividerle con voi, spero di farvi un bel regalo di Natale.

Cominciamo con una contrapposizione tanto semplice quanto conosciuta. In Italia, così come in tutti i paesi occidentali, il nome proprio viene prima del nome di famiglia. Mario Rossi; Maria Bianchi; Rodolfo Maggio. OK. In Cina, è il contrario: viene prima il nome di famiglia e poi il nome proprio. Vi risparmio la sequela di nomi, ma è noto che è così che ‘si è’. Certo, nella vita di tutti i giorni, ci sono contesti in cui questa regola non vale, o non viene rispettata (ed è per questo che il discorso è più complesso, come dicevo più su). Ma resta il fatto che una regola c’è. O meglio, ci sono due regole diverse per due paesi, e sono all’opposto.

Inoltre, quella dell’ordine che vuole la famiglia prima dell’individuo 2 è una regola che si estende, seguendo lo stesso principio. Lo vediamo, per esempio, nel modo di scrivere gli indirizzi sulle cartoline, o sulle lettere. In Cina, prima di tutto si scrive il nome della Repubblica Popolare.

Dopo il codice postale, segue il nome della Provincia, poi quello della Città, quello della Strada, dell’Edificio (spesso il suo numero civico), e, all’interno dell’edificio, il numero dell’Appartamento. Solo alla fine si scrive il nome della persona. Tutti noi sappiamo che da noi è l’opposto. Prima di tutto c’è l’individuo, e solo alla fine la nazione. Risparmio, ancora una volta, la sequela di dati, perché tutti noi vi siamo abituati. Vorrei solo porre l’attenzione sulla simmetria tra un modo di scrivere gli indirizzi e l’altro.

Essa potrebbe suggerire una contrapposizione perfetta tra cultura occidentale e cultura cinese; perfetta proprio come la simmetria assiale di due figure geometriche identiche ma ribaltate. Ma non dobbiamo farlo; no, no, no, non dobbiamo lasciarci trascinare da queste rappresentazioni astratte. La realtà è più complessa, come detto. Eppure, a utilizzare la bussola cinese sembra davvero di trovarsi in un mondo alla rovescia. Prendiamola in mano.

Non solo il Sud è in alto e Nord è in basso. L’Ovest è a destra e l’Est è a sinistra. Ovviamente, questo non significa che per i cinesi noi siamo a Est e loro sono a Ovest. Sarebbe davvero troppo! Significa soltanto che la bussola, quando la si usa per trovare il Sud, che sta appunto in alto, è ribaltata. 

Ma non finisce qui, perché tutta la percezione dei punti cardinali è ribaltata, di conseguenza. Infatti, in cinese non si dice Sud-Est, ma Est-Sud (DōngNán, 东南); non si dice Sud-Ovest ma Ovest-Sud (XīNán, 西南); non si dice Nord-Est ma Est-Nord (DōngBěi, 东北); non si dice Nord-Ovest, ma Ovest-Nord (XīBěi, 西北). Nel cercare di accogliere nella mente queste direzioni doppiamente opposte, percepisco una fatica. Ma è una fatica necessaria, se si vuole imparare a camminare a testa in giù.

Abbiamo parlato di spazio; ora parliamo di tempo. Non sono solo il posto dell’uomo nel mondo e la percezione che abbiamo di quest’ultimo, a essere diverse. Lo è anche il tempo, che in Cina si scrive ‘al contrario’: Anno, Mese, Giorno. Non come facciamo noi, con il nostro Giorno, prima di tutto, che porta così tanta attenzione al breve termine. Sembra quasi di scorgere, in questa diversa, ribaltata distribuzione dell’enfasi, quell’argomento che vuole la cultura cinese orientata al lungo termine, tanto usato per interpretare la politica economica del Dragone così come la sua storia; come se il tempo fosse una risorsa abbondante. In effetti, se guardiamo alle nostre piccole vite, pur in questo periodo di feste, il tempo sembra sempre così poco. Eppure è lo stesso: è solo che lo guardiamo da punti di vista opposti.

In questa mia breve collezione di opposti, composta come regalo per il 25 Dicembre 2022, o forse dovrei dire, per il 2022 Dicembre 25, ho cercato di mostrare come, pur trattenendoci dall’astrarre le culture in formule semplicistiche, la tentazione non è senza ragioni. Sia che si tratti di tempo, di spazio, o di persone, l’impressione che uno ha, nell’approcciarsi a questo mondo cinese, così diverso, è che esso non sia semplicemente diverso, ma verso in modo particolare. Proprio… all’opposto. 

Ci vorrebbe ben più spazio, e tempo, per parlare di una questione così ampia. Mi sono limitato a una breve lista di opposti, perché fare altrimenti sarebbe andato contro il formato di questa rubrica, che vuole essere breve, agile… ‘indolore’. Ma, per chi volesse ‘farsi male’ con un po’ di ricerca scientifica, senza tuttavia riportare lesioni letali, consiglio un documentario in cui il tema della contrapposizione culturale tra la visione Occidentale e quella Orientale viene esplorato in molti altri altri aspetti lo riguardo quasi ogni anno, sempre sotto il vischio, e questo perché confrontare le culture, lo ammetto, è il mio grande amore.

A proposito, di ‘grande amore’; l’avete presente? Ognuno ne ha uno. O almeno, da noi. In Italia, lo sappiamo, il grande amore può essere uno solo. C’è chi lo ricorda con nostalgia, e ammette sospirando che ‘quello è stato il Grande Amore’; chi deve ancora trovarlo, e lo dice senza troppa convinzione; ma l’idea che il grande amore possa essere uno solo è profondamente radicata in noi. In Cina, lo avrete indovinato, non è così. E’ l’opposto. L’amore per il partner, è il ‘piccolo amore’ (XiǎoÀi, 小爱). Il grande amore (DàÀi, 大爱) è quello per la patria. O per l’umanità.

Leggi anche >> Armonia (Cinofono – Ep. 1)

Leggi anche >> Sotto il cielo (Cinofono – Ep. 2)

Leggi anche >> Tecnologia (Cinofono – Ep. 3)

Leggi anche >> Relazione (Cinofono – Ep. 4)

Note

  1. In origine la bussola si chiamava LuóPán (罗盘) e solo in seguito è diventata nota come ZhǐNánZhēn (指南针). In cinese esiste anche il termine che indica la bussola con il nord in alto, detta ZhǐBěiZhēn (指北针), che però è molto meno usata..
  2. Prendere il cognome come simbolo del gruppo è solo uno dei molti modi in cui possiamo interpretarne il significato. Un altro modo, più filologico, potrebbe essere quello di scorgevi una connessione al ramo materno più in particolare, che non a supposto gruppo più in generale. Infatti i cognomi più antichi hanno il radicale Nǚ (女) donna, e anche nello stesso carattere Xìng(姓) che significa cognome, è presente il radicale  Nǚ (女) donna, ad indicare che in passato si acquisiva il cognome dalla madre. Poi, da una prospettiva geografica, un cognome può indicare anche la provenienza geografica della famiglia. Insomma, ci sono molti modi di interpretare il significato del cognome; quello di leggervi il valore del gruppo di appartenenza non è il solo modo
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