I diritti degli animali

Autore

Francesco Fortinguerra

Data

5 Settembre 2022

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3' di lettura

DATA

5 Settembre 2022

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


Ambiente

Società

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Nel XX secolo il tema dei diritti degli animali ha sollevato all’interno delle nostre società un ampio dibattito, coinvolgendo scienziati, umanisti, giuristi, sociologi e politici di tutto il mondo. Questo vivace confronto etico-filosofico ha portato il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’UNESCO a Parigi alla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, primo provvedimento internazionale che educa al rispetto di ogni forma di vita.

Da allora si sono moltiplicate le disposizioni normative per il benessere degli animali. Gli anni ’70 hanno visto in particolare l’Europa avviare un percorso culturale e legislativo in questa direzione.

Il benessere degli animali: le cinque libertà

Il benessere in relazione agli animali può essere definito come «lo stato di completa sanità fisica e psichica che consente all’animale di vivere in armonia con il suo ambiente» (definizione OMS/Hughes 1976). Per garantire questo è necessario che vengano assicurati almeno i bisogni essenziali, individuati nelle cinque libertà contenute nel Brambell Report del 1965.

  • Libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione, mediante il facile accesso all’acqua fresca e a una dieta in grado di favorire lo stato di salute;
  • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato, comprendente ricoveri e una zona di riposo confortevole;
  • Libertà da malattie, ferite e traumi, attraverso la prevenzione o la rapida diagnosi e la pronta terapia;
  • Libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche. Fornendo spazio sufficiente, locali appropriati e la compagnia di altri soggetti della stessa specie;
  • Libertà dal timore, assicurando condizioni che evitino sofferenza psichiche.

Anche il Consiglio d’Europa ha rivolto la sua attenzione alla protezione degli animali siglando numerose convenzioni per la loro tutela (animali da compagnia, trasporto, allevamento, macellazione, sperimentazione ecc.).

Lo sviluppo futuro di questo movimento dovrebbe portare al riconoscimento giuridico per gli animali dello status di persona non umana, cioè di soggetto titolare di diritti fondamentali. Quindi il diritto ad una vita pienamente corrispondente alle proprie caratteristiche etologiche nonché alle esigenze che si sono sviluppate nel corso dell’evoluzione naturale

A livello morale potremmo definirla l’estensione del concetto di ‘prossimo’ anche ai soggetti non umani. Giungendo per così dire a una solidarietà globale verso tutti gli abitanti di questo pianeta e all’eradicazione definitiva della violenza e della sopraffazione nei confronti anche degli umani.

Già Ovidio affermò che la crudeltà sugli animali è tirocinio per la crudeltà sugli uomini. E oggi l’associazione Link italia spiega molto bene il legame fra crimine verso sugli animali e crimine sugli umani.

Lavorare per i diritti dei soggetti non umani è quindi la via migliore per rafforzare i rispetto dei diritti degli umani.

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