Dal 2020 alcune orche iberiche entrano in contatto fisico con le imbarcazioni nelle acque di Spagna e Portogallo, urtandole e spingendole e da allora il comportamento ha danneggiato centinaia di scafi. Sul perché questi animali si comportino così il dibattito è aperto: l’ipotesi più circolata, avanzata anche da alcuni ricercatori, è quella della vendetta, con un’orca traumatizzata da una collisione o da una rete che avrebbe inaugurato la pratica, poi imitata dal gruppo. Questa, purtroppo, è una lettura che ha già prodotto conseguenze: ci sono diportisti che hanno attaccato gli animali con esplosivi e fucili. Un recente studio non conferma la vendetta e non la sostituisce con un’altra certezza, ma aggiunge ciò che finora mancava, cioè osservazioni ravvicinate da sott’acqua.
I ricercatori hanno documentato sette episodi tra il 2018 e il 2025 in cui delle orche hanno toccato la loro imbarcazione da ricerca, un gommone a scafo rigido, nel Portogallo meridionale. Su ventisei individui identificati ne sono intervenuti otto: due femmine adulte e sei giovani di entrambi i sessi, appartenenti a cinque matrilinee. Le orche sono animali sociali che si tramandano di generazione in generazione repertori,vocali così distinti da gruppo a gruppo che si parla di veri dialetti: è per questa via che un comportamento nuovo si propaga in un gruppo. Il primo episodio precede di due anni le segnalazioni pubbliche, e tra i protagonisti compare un individuo mai registrato prima in questo comportamento, segno che la pratica continua a diffondersi.
Le riprese subacquee mostrano che non esiste un solo tipo di interazione: si va dalla curiosità a comportamenti agonistici, cioè di sfida o minaccia. In questi episodi il contatto è quasi sempre opera dei giovani ed è spesso un semplice sfioramento o una spinta leggera; in qualche caso gli animali hanno spinto lo scafo mostrando il ventre, atteggiamento che i ricercatori leggono come non ostile, e uno si è avvicinato con un pezzo di tonno in bocca, come per mostrarlo. In tutti e sette gli incontri le orche stavano cacciando o cercando prede nelle vicinanze, ed è il dettaglio che conta di più: in quel tratto di mare gli animali passano ore in attesa dei banchi di tonno rosso, e le interazioni cadono proprio in quei tempi morti. Quello che emerge non è una ritorsione, ma nemmeno un gioco accertato: un repertorio esplorativo in cui la barca finisce per essere trattata come un oggetto qualsiasi.
Il loro comportamento ha destato preoccupazione tra scienziati e ambientalisti, soprattutto perché le orche iberiche – un sottogruppo geneticamente distinto di circa quaranta individui – sono in pericolo critico di estinzione. Qualunque cosa stiano facendo con le barche, potrebbe costare loro la vita, per mano di diportisti esasperati o per effetto di eliche e attrezzature nautiche.
Video S1. Approfondimento su un comportamento delle orche iberiche nei confronti delle imbarcazioni: prospettive basate su molteplici interazioni con una nave da ricerca.
Per approfondire: Online Library Wiley