André Gorz, il pensatore di ieri per il domani

Autore

Alessandro Isidoro Re

Data

21 Novembre 2022

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2' di lettura

DATA

21 Novembre 2022

ARGOMENTO

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André Gorz nasce a Vienna nel 1923, con il nome di Gerhart Hirsch. Passò la sua gioventù cercando invano di soddisfare le aspettative contraddittorie dei genitori: Robert Hirsch, un industriale di origini ebraiche, e Maria Starka, una segretaria cattolica. Entrambi avrebbero voluto fare di lui un uomo virile e germanico e tutto questo generò in Gerhart alienazione e senso di disagio verso la quotidianità.

Significativa per la sua vita fu l’ascesa al potere di Adolf Hitler, che lo spinse a cambiare ufficialmente nome e a rifugiarsi in Svizzera, dove si laureerà in ingegneria chimica. Il nuovo nome, Gorz, deriva dalla marca di cannocchiali ricevuti dal padre, ritenuti erroneamente provenienti dalla città di Gorizia.

André Gorz si trasforma ben presto però in traduttore, filosofo e scrittore sospeso tra esistenzialismo e marxismo. Nel 1949 decide infatti di inseguire le sue vere inclinazioni e di trasferirsi a Parigi, dove viene accolto ‘sotto l’ala’ di Jean-Paul Sartre. Qui intraprende la carriera di giornalista con un altro pseudonimo, Michel Bosquet e, nel 1964, fonda il Nouvel Observateur – con il supporto di Jean Daniel. 

Giornalista di professione e filosofo per vocazione, è il fondatore e uno dei principali teorici dell’ecologia politica novecentesca. Il precipuo interrogativo della sua vita, attorno al quale il suo lucido pensiero ha sempre navigato, è stato: «come può la società alienare un individuo e come può quest’ultimo liberarsi da questi determinismi?» 

Nel 2003 pubblica quello che forse rimane il suo capolavoro, L’Immateriale – Conoscenza, Valore, Capitale: un piccolo grande trattato sull’incipiente società della conoscenza come Leitmotiv del terzo millennio.

Lettera a D. Storia di un amore, scritto nel 2006, è la sua ultima opera. Gorz muore infatti suicida il 22 settembre 2007, assieme alla moglie Dorine, affetta da un morbo degenerativo. Non volendo vivere l’uno senza l’altro, hanno scelto di spegnersi insieme. L’opera è un monito a non «rimandare l’esistenza a dopo»; a saper guardare con occhi nuovi ogni giorno, e non lasciare nulla d’intentato sulla strada dell’amore.

André Gorz, pensatore della sinistra esistenzialista e libertaria francese, conclude così la sua carriera, quasi interamente dedicata alle teorizzazioni politiche antiautoritarie ed ecologiste. Tramanda ai posteri un pensiero di speranza: ‘credere nella potenza della parola e nel futuro’.

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