L’adattamento del moscerino che sfida il gelo

Autore

Redazione

Data

30 Marzo 2026

AUTORE

TEMPO DI LETTURA

1' di lettura

DATA

30 Marzo 2026

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


Biologia

Adattamento

CONDIVIDI

I moscerini della neve (Chionea alexandriana) sono tipule senza ali che sfidano le leggi della fisiologia degli insetti: quando quasi tutti gli altri spariscono con i primi freddi, questi insetti rimangono attivi per tutto l’inverno e si muovono rapidamente sulla neve, anche a temperature sotto zero.

Un recente studio genomico pubblicato su Current Biology ha rivelato che la loro sopravvivenza non è un caso, ma il risultato di adattamenti molecolari molto precisi. Prima di tutto, le Chionea possiedono proteine antigelo — chiamate AFP — che impediscono ai cristalli di ghiaccio di danneggiare i tessuti. Ma il vero segreto sta altrove: questi moscerini sono in grado di produrre calore dall’interno, attraverso un meccanismo biochimico che coinvolge mitocondri e perossisomi — strutture cellulari che normalmente gestiscono l’energia e il metabolismo dei grassi. È una strategia che, nel mondo degli invertebrati, non si era mai vista: più vicina a quella dei mammiferi che a quella degli insetti.

Generare calore, però, ha un costo: produce sostanze chimiche instabili chiamate radicali liberi, o specie reattive dell’ossigeno (ROS), che in dosi eccessive danneggiano le cellule. Le Chionea hanno risolto anche questo problema: il loro sensore molecolare TRPA1 — una specie di “allarme ossidativo” presente in tutti gli insetti — è 35 volte più resistente rispetto a quello delle specie comuni. Il dato, verificato sperimentalmente, dà la misura di quanto sia estremo questo adattamento.

Perché tutto questo ci riguarda? Perché capire come un insetto sopravvive in condizioni così limite aiuta a comprendere quali meccanismi biologici potrebbero — o non potrebbero — permettere ad altre specie di adattarsi ai cambiamenti climatici in corso. Il moscerino della neve ha già trovato le sue soluzioni e studiarlo potrebbe aiutarci a capire se gli altri insetti avranno il tempo di fare lo stesso.

Per approfondire: Current Biology

Leggi anche
Oggi, Scienza
1′ di lettura

Il pappagallo senza becco che è diventato “re”

di Redazione
Oggi, Scienza
1′ di lettura

Perché gli anfibi sono in grado di rigenerare gli arti?

di Redazione
Oggi, Società
1′ di lettura

Gli effetti del junk food sull’umore

di Redazione
Economia
Viva Voce

Architettare piani di sostenibilità: piccola guida all’acquisto critico

di Gloria Ballestrasse
5′ di lettura
Politiche
Viva Voce

La transizione non è per tutti

di Domenico Lombardi
4′ di lettura
Economia
Viva Voce

Il Golfo Persico tra crisi e geo-economia: energia, mercati e nuovi equilibri globali

di Domenico Lombardi
6′ di lettura
Società
Viva Voce

Democrazia e crisi della temporalità: tra urgenza politica e perdita di progetto

di Giovanni Salpietro
5′ di lettura
Politiche
Viva Voce

Federalismo demaniale e rilancio del patrimonio culturale: il caso dell’Abbazia di San Galgano

di Carlotta Benedetti
4′ di lettura
Società
Viva Voce

Malattie croniche: la prevenzione nel piatto delle scuole in Svezia e Finlandia

di Carlotta Benedetti
4′ di lettura

AI

Equilibri Magazine si avvale, ove necessario, di strumenti di Intelligenza Artificiale come supporto ai processi editoriali. L’utilizzo dell’IA avviene nel rispetto delle normative vigenti in materia di diritto d’autore, protezione dei dati personali e trasparenza informativa. Tutti i contenuti sono verificati e approvati dalla redazione, che ne garantisce accuratezza, correttezza e conformità legale.

Credits

Ux Design: Susanna Legrenzi
Grafica: Maurizio Maselli / Artworkweb
Web development: Synesthesia