A largo della California, il viaggio annuale in canoa (tomol) dei Chumash verso Limuw (Santa Cruz Island), guidato da Eva Pagaling, è un rito che lega la comunità indigena alla sua storia e alla lotta per il ripristino delle foreste di alghe marine californiane. Questi ecosistemi, vitali ma degradati da inquinamento, ricci di mare e ‘The Blob’ (un’ondata di calore marino che ha colpito negli anni la California), sono fondamentali per il clima: assorbono 20 volte più CO2 delle foreste terrestri, mitigando i cambiamenti climatici.
Il nuovo Chumash Heritage National Marine Sanctuary (ufficializzato nel 2024) protegge 11.400 km² di acque costiere, essenziale per il recupero. La coltivazione delle alghe kelp offre soluzioni innovative: vengono usate per creare biostimolanti liquidi (es. Ocean Rainforest) che sostituiscono i fertilizzanti artificiali (riducendo le emissioni di protossido di azoto), si usano poi per produrre biopolimeri biodegradabili come alternativa alla plastica derivata dal petrolio negli imballaggi, e, se integrate nel mangime per bovini, possono ridurre le emissioni di metano tra il 40% e l’80%.
Scienziati e comunità collaborano per accelerare il ripristino di questi ‘ingegneri climatici’ naturali, dimostrando che ampliare le foreste di alghe è un ottimo investimento finanziario e ambientale.
Per approfondire: Smithsonian Magazine