I diversi aspetti della neutralità tecnologica

Non esiste una tecnologia in assoluto migliore di un’altra e, come scrive il filosofo dei nuovi media Peter Lunenfeld, non esiste tecnologia che porti solo benefici.

Autore

Giorgio Irtino

Data

20 Febbraio 2023

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6' di lettura

DATA

20 Febbraio 2023

ARGOMENTO

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Ogni soluzione ha i suoi pregi e i suoi difetti e può essere efficace in una determinata situazione e deludente o addirittura nociva in un’altra. Per questo e altri motivi bisognerebbe lasciare alle persone e alle organizzazioni la possibilità e la libertà di scegliere la tecnologia più adeguata ai propri bisogni ovvero di optare per un utilizzo contemporaneo di diverse alternative, assumendosene però la responsabilità sia da un punto di vista imprenditoriale sia da quello etico e sociale.

Abbastanza abitualmente si sente ormai parlare di neutralità climatica o di neutralità carbonica, ma ancora poco conosciuto è invece il concetto di neutralità tecnologica, principio secondo il quale non è conveniente puntare su una sola tecnologia ma è meglio prevedere un approccio flessibile e aperto alla convivenza tra diverse tecnologie che possano agevolare il soddisfacimento di date condizioni e il raggiungimento di determinati scopi.

Sebbene questa impostazione trovi applicazione principalmente nell’ambito della transizione energetica, sono molti altri i campi in cui è già stata utilizzata nel recente passato o potrà esserlo in modo ancora più proficuo nel prossimo futuro, a condizione di inserirla in una visione più ampia ed etica di sviluppo sostenibile che ne ispiri e guidi obiettivi, responsabilità e benefici. È opportuno infatti ricordare sempre che le tecnologie non nascono neutrali – in quanto sono sempre frutto della visione e dei pregiudizi (e magari anche degli interessi) degli esseri umani che le progettano, le realizzano, le applicano.

Un ricorso democraticamente allargato a diverse opzioni non può quindi che fare bene all’umanità.

Neutralità tecnologica per la transizione energetica

In questo campo la neutralità riguarda lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie che possano abilitare le diverse fonti energetiche utilizzabili per ridurre la dipendenza da quelle fossili e per abbattere le emissioni di gas serra.

La gamma delle fonti rinnovabili a disposizione è ampia: dal solare all’eolico, dal geotermico all’idroelettrico, dai biocarburanti alle biomasse. Ciascuna di esse, per essere sfruttata al meglio, richiede un approccio tecnologico specifico, con importanti investimenti nel campo ‘ricerca e sviluppo’ – sia sulle attrezzature che servono per la produzione dell’energia (dai pannelli solari alle pale eoliche ecc…), sia per la definizione dei processi di trasformazione, di immagazzinamento e di distribuzione.

Neutralità tecnologica per la mobilità

Quello della mobilità è un campo strettamente legato alla transizione energetica e prende in considerazione le diverse tecnologie che possano costituire un’alternativa al motore endotermico. Si stanno esplorando varie soluzioni destinate a coesistere, almeno in una fase di transizione, in attesa che una delle tante tecnologie dimostri di essere quella più matura e conveniente. La tecnologia ibrida, con le sue diverse varianti, sembra al momento essere la più diffusa, con la tendenza a evolvere verso l’elettrico puro ma con una particolare attenzione all’idrogeno. Anche in questo caso lo sviluppo tecnologico dei motori determina una diversificata gamma di servizi collegati, come le reti di ricarica/rifornimento e i sistemi di ‘sensoristica’ terrestre e satellitare necessari per la navigazione e la guida autonoma.

Neutralità tecnologica per l’industria 4.0

Nel campo industriale la neutralità tecnologica è una realtà consolidata già da alcuni anni. Il modello di riferimento dell’Industria 4.0 comprende infatti una serie di tecnologie abilitanti che tendono a essere cooperative per favorire l’innovazione dei processi produttivi. In questo modo ai sistemi di lavorazione tradizionali di tipo sottrattivo (come l’asportazione di materiale) si affiancano le più moderne tecnologie additive di stampa 3D (deposizione di materiale); e ancora, ai sistemi di automazione robotica delle singole isole di lavoro si affiancano le tecnologie IOT che favoriscono la comunicazione tra diversi sistemi e l’acquisizione di dati che possano essere elaborati con algoritmi di machine-learning e di intelligenza artificiale per ottimizzare l’efficienza produttiva, la manutenzione predittiva, il retrofitting e la simulazione di processo. 

Neutralità tecnologica per la smart-city

Anche nel campo dello sviluppo urbano gli aspetti tecnologici sono rilevanti: oltre all’obiettivo precipuo della digitalizzazione dei servizi comunali si è fatto strada negli ultimi anni un approccio alla gestione ‘intelligente’, secondo il modello di smart-city, di sistemi a supporto dell’illuminazione, del traffico, del trasporto pubblico, della rete idrica, della sicurezza e di varie altre cose.

In sinergia con l’esigenza della transizione energetica è stato promosso anche lo sviluppo di tecnologie per la riqualificazione urbana, l’intelligent-building e, in ottica più micro, la domotica. E dopo aver elettrificato la mobilità per necessità ambientale ora si pensa anche a decongestionare il traffico dei grandi centri abitati con soluzioni UAM (Urban Air Mobility, ovvero droni elettrici adibiti al trasporto aereo di cose e persone su brevi tragitti metropolitani).

Neutralità tecnologica per l’agricoltura

Contrariamente a quanto normalmente si possa pensare il campo dell’agricoltura, negli ultimi anni, è stato caratterizzato da una forte innovazione tecnologica.

L’adozione di avanzati sistemi per l’agricoltura di precisione è stata parzialmente mutuata dall’esperienza compiuta in abito manifatturiero con il modello dell’Industria 4.0, quindi con l’utilizzo massiccio di tecnologie IOT e di osservazione satellitare per rilevare dati, trasmetterli ed elaborarli con algoritmi previsionali. Ciò ha consentito di ottimizzare le colture e aumentarne la qualità, di irrigare ed effettuare trattamenti fito-sanitari in modo selettivo, di automatizzare attività di semina e raccolta e di monitorare l’andamento stagionale. A queste migliorie si aggiunge poi l’evoluzione dei macchinari agricoli in ottica di sicurezza, di confort e di guida autonoma.

Vantaggi e svantaggi della neutralità tecnologica

Gli esempi brevemente illustrati dimostrano come la neutralità tecnologica sia ampiamente praticata in tanti settori. E non potrebbe essere altrimenti, visto che viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante e continua a evolvere molto rapidamente – aprendo sempre nuovi scenari dalle molteplici potenzialità. L’indubbio vantaggio è di avere a disposizione molte opzioni che possono cooperare tra loro e tra le quali può essere individuata la soluzione più adatta su cui investire, per ottenere il miglior risultato possibile.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dal rischio che, in presenza di un così ampio spettro di opzioni (il celebre ‘imbarazzo della scelta’), si temporeggi o si rimanga indecisi sulla strada da percorre restando ancorati a situazioni obsolete; oppure che si disperdano le energie nel tentativo di percorrere più strade contemporaneamente senza averne compreso le reali potenzialità.

I risvolti etici della neutralità tecnologica

La neutralità tecnologica, in questo senso, funziona, ma cum grano salis: non deve diventare un alibi per non prendere posizione, per non assumersi responsabilità – come invece troppo spesso accade in tanti ambiti.
Al contempo, una corretta collocazione della tecnologia nei diversi settori deve quindi tenere conto dell’impatto che essa genera su ambiente e società in termini di progresso, inclusione e benessere diffuso: in questo modo il cerchio si chiude nel concetto di sostenibilità nella sua declinazione più appropriata di gestione integrata dei fattori ESG. 

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