Perché Milano sede del Tribunale Europeo dei Brevetti?

Sostenibilità e geografia del diritto nella scelta del capoluogo lombardo a sede del Tribunale Europeo dei Brevetti.

Autore

Laura Cavalli, Angela Lupo

Data

28 Febbraio 2023

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6' di lettura

DATA

28 Febbraio 2023

ARGOMENTO

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L’Agenda 2030 dell’ONU è una to do list globale che attende di essere portata a compimento. Ma non solo. Deve essere attenta e rapida a rispondere alle esigenze di un Mondo Nuovo, che viene chiamato ad affrontare una pandemia, un (attuale) conflitto in Ucraina, una rivoluzione digitale ed energetica. 

La post modernità deve tener conto di un Mondo in trasformazione, oppure -come si dice oggi- in transizione: per farlo occorrono costruttori che sappiano usare bene la ricchezza, la sappiano diffondere e (re)distribuire per ricreare momenti di benessere e di civiltà. Il Mondo sostenibile è il mondo che prende a prestito la terra dai propri figli e che non l’eredita semplicemente dai propri avi; che rispetta il territorio in cui i cittadini vivono; è un mondo a misura di uomo, di donna e di bambino.

In uno scenario in divenire, è importante che l’Italia, insieme all’UE, siano presenti nel Mondo, con la propria identità, con le proprie caratteristiche culturali e sociali e con la propria grandezza, trasmettendo alle nuove generazioni più consapevolezza e senso critico attraverso la formazione e, soprattutto, più certezza del diritto.

Interessante incipit, ma – verrebbe da chiedersi – cosa c’entrano la sostenibilità, la geografia del diritto, la geopolitica e, infine, la candidatura di Milano a sede del Tribunale Europeo dei Brevetti?

Com’è noto, per effetto dell’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti (UPCA, Unified Patent Court Agreement) e dei Regolamenti dell’UE n. 1257/2012 e n. 1260/2012, saranno modificati i criteri di tutela per i brevetti in vigore e le future domande di brevetto in ambito europeo. Nel sistema attuale, a seguito della concessione di una domanda di Brevetto Europeo, il Brevetto viene convalidato nei singoli Stati UE scelti dal titolare: la competenza e la giurisdizione sulle singole convalide nazionali di un Brevetto Europeo spettano ai singoli Tribunali Nazionali. Il nuovo Brevetto Europeo sarà operativo solo dopo l’entrata in vigore dell’Accordo internazionale sul Tribunale Unificato dei Brevetti e la data – prorogata di due mesi dall’iniziale 1° aprile 2023 – sarà presumibilmente il 1° giugno 2023.

L’Italia ha ratificato l’Accordo (UPCA) il 19 febbraio 2013 a Bruxelles e successivamente con Legge 3 novembre 2016 n. 2014.

Nella previsione iniziale, il Tribunale di Primo Grado, oltre alla sede centrale a Parigi, avrebbe avuto due divisioni tematiche distaccate a Monaco di Baviera e Londra. A seguito della Brexit, la c.d. terza sede, in capo a Londra e da questa dismessa, non essendo più parte dell’UE, dovrebbe essere riassegnata. Nel settembre del 2020 l’Italia ha ufficialmente candidato Milano come terza sede del Tribunale Unificato dei Brevetti. La distribuzione delle competenze prevede a Parigi (settore fisica, elettricità, trasporti, tessili), a Monaco (meccanica, armi, esplosivi) ed infine alla c.d. sede vacante di Londra (chimica, farmaceutica e metallurgica). Oltre ad una sede centrale, sono anche state istituite sedi nazionali in ognuno dei paesi aderenti (a Milano per l’Italia). Infine, la Corte di Appello sarà in Lussemburgo.

Perché Milano?

Senza voler sconfinare nelle argomentazioni tipiche del mondo dei media e del social, sembra che, nella classifica dei brevetti europei, l’Italia sia balzata al terzo posto, dopo l’uscita dall’UE del Regno Unito.

L’Italia è cresciuta in misura esponenziale, in termini di deposito brevettuale, nei settori tecnologico, elettromedicali e quello dei trasporti: tra le regioni più virtuose, in fatto di brevetti, ci sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Piemonte e alcune Regioni del Centro-Sud che hanno ricevuto domande di brevetto in misure elevate. La spinta maggiore è stata data proprio dalla digital transformation. Certamente si tratta di numeri ben lontani da realtà di Nazioni quali Usa o Cina, ma pur sempre significativi a dimostrazione che l’innovazione e il digitale stanno implementando l’indotto delle aziende italiane sempre di più, anche grazie alle realtà imprenditoriali, nuove e meno nuove, che spingono il proprio business grazie ai brevetti.

L’Italia, pertanto, potrebbe subentrare al Regno Unito in quanto terzo Paese (una volta escluso appunto il Regno Unito, dopo Germania e Francia) con maggior numero di brevetti europei validati nell’anno 2012, anno preso a riferimento del sistema per attribuire le sedi (ex artt. 7 e 89 dell’Accordo).

Ma quali le ragioni per far scegliere Milano a terza sede del Tribunale Unificato dei Brevetti?

  • Essenzialmente la storia e il quadro giuridico (UPCA e Regolamenti) che detta modi e tempi per l’assegnazione della sede;
  • La geografia territoriale, economica e ‘geopolitica’ della città di Milano e, nel contempo, dell’Italia.

Sulla prima questione cd. tecnico giuridica, la Normativa di riferimento prende in esame una realtà ante Brexit e decisamente ante pandemia e conflitto ucraino. Va da sé che, tenendo conto di tutti gli elementi che avevano indotto a scegliere Londra come (terza) sede o seconda divisione della sede di Parigi, la ricaduta su Milano sembra a dir poco necessaria poiché l’Italia risulta il terzo Paese in UE per brevetti (10° nella classifica mondiale) dopo l’uscita dall’UE del Regno Unito.

La vis attractiva potrebbe rinvenirsi considerando la nascita del Progetto europeo, sin dal Trattato CECA (18 aprile 1951 a Parigi) che, sei anni dopo, dette vita alla Comunità economica europea a Roma il 25 marzo 1957: tra questi Stati fondatori figura proprio l’Italia.

Questa Storia non può andare dimenticata.

Con riguardo alla seconda ragione che potrebbe far decidere l’assegnazione della sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, vanno fatte alcune precisazioni di carattere storico ed economico.

Milano è stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente: tra le figure storiche più significative emerge il Funzionario e Vescovo Ambrogio, un grande innovatore sia per la società civile sia per la sfera propriamente religiosa. Ad Ambrogio si deve, in qualche modo, la particolare attitudine del popolo meneghino ad ‘accogliere’ altri popoli di diversa cultura e origine, provenienti dalle zone più disparate.

Questa caratteristica di ‘condivisione’, a tratti dialogica, viene ripresa, nel corso del tempo, per giungere, dopo il periodo florido del medioevo e del Rinascimento, sino a tempi moderni, quello del boom economico che spinse Milano a diventare la città più industrializzata del Paese, tra le più moderne d’Europa e del Mondo. Dal XII secolo fino al XVI secolo Milano fu una delle più grandi città europee e un primario centro commerciale, divenendo capitale del Ducato di Milano. Dopo la dominazione spagnola, Milano passa sotto la corona austriaca, divenendo anche uno dei principali centri dell’illuminismo italiano. In tempi recenti, insieme a Torino e Genova costituisce il c.d. Triangolo Industriale negli anni del boom economico, quando la crescita industriale (e urbanistica) coinvolse anche le città limitrofe creando la vasta Aerea Metropolitana milanese.

Nel 1906 e nel 2015 Milano ha ospitato due esposizioni universali (EXPO 1906 e EXPO 2015), divenendo tra i maggiori centri al mondo per il disegno industriale e per la Moda. 

Nel corso della sua storia, Milano ha spesso anticipato input e linee di tendenza per l’economia dell’Italia, dalla primordiale agricoltura e dal diffuso artigianato sino allo sviluppo delle attività manifatturiere, all’interno del processo di industrializzazione, e, nel contempo, al successivo sviluppo del settore terziario, della finanza, dell’editoria, del design industriale, della ricerca scientifica e biotecnologica, infine dell’intero sistema informatico e delle tecnologie digitale.

Milano ha la sede della Borsa Italiana (quinta in Europa e nona nel Mondo); è una città con un importante nodo stradale e autostradale, con tre Aeroporti (Linate; Malpensa; Orio al Serio) e con buone linee di trasporto di superficie e di metropolitane e, in ambito eco green, buone soluzioni di piste ciclabili e bike sharing. Infine, Milano annovera primari Centri di ricerca, in campo medico e dello sviluppo biotecnologico, nonché circa 39 centri universitari; quattro degli otto Atenei milanesi sono presenti nelle classifiche mondiali (Politecnico di Milano; Università Cattolica del Sacro Cuore; Università Commerciale Luigi Bocconi; Università degli Studi di Milano).  

Milano, dunque, con la moda e il design, ma anche lo sviluppo di settori tra i più innovativi (biomedicale, meccanica, meccatronica, AI) ha i numeri ‘giusti’ e ‘sostenibili’ per vedersi assegnare la terza sede del Tribunale Unificato dei Brevetti, con le competenze già assegnate a Londra.

A quanto sopra va anche aggiunto il ruolo che Milano – città così globale eppur così efficiente e umana – potrebbe rivestire all’interno della geografia dei territori europei e del Mondo.

La ricerca di nuove soluzioni, in chiave di transizione energetica, pone quesiti urgenti: c’è infatti bisogno di promuovere nuove forme di collaborazione e di ricerca tra i vari Paesi, grazie anche alle tecnologie, al fine di trovare rimedi per il mondo dell’energia, in un’ottica di sostenibilità ambientale e economica (minori consumi energetici).

E che dire, allora, dell’urgenza di promuovere la ricerca (adeguata), in capo biomedicale e sanitario per sconfiggere tematiche di salute a livello mondiale, visto quanto emerso nel tempo pandemico?  

Nella scelta per la terza sede del Tribunale Unificato dei Brevetti, dunque, Milano potrebbe costituire la sintesi, più giusta e sostenibile, per promuovere e valorizzare il Made in Italy e tutte le eccellenze italiane. A quanto sopra, va aggiunto che Milano potrebbe costituire altresì, all’interno dei territori dell’UE, il punto d’incontro del Nord Europa con il Sud Europa, in un’ottica di rafforzamento dell’identità dell’Unione Europea, all’interno della Storia del diritto europeo e del Progetto cui tanto tempo fa sei Paesi, tra cui l’Italia, dettero vita.        

La scelta di Milano, nel tempo attuale, significherebbe, sviluppare una nuova identità europea, all’insegna della rinnovata cultura d’impresa, grazie anche alla tutela brevettuale e ad una migliore certezza del diritto e, nel contempo, porre le basi per il rilancio dell’economia comune europea post pandemica, con rafforzamento sinergico delle relazioni commerciali con gli altri Paesi, nel Mondo globale ridisegnato, in qualche modo, dalla pandemia e dall’attuale conflitto in Ucraina, in un’ottica di stabilità economica e politica.

È tempo, dunque, che si contribuisca a costruire una vera politica industriale comune, con precise regolamentazioni, che sappia dare risposte immediate alle sfide economiche globali (e con il Tribunale Unificato dei Brevetti anche in termini di certezza del diritto), rispettando la Storia dell’UE e dei singoli Paesi che hanno dato vita al Progetto comune europeo.


L’Europa va ripensata da tutti, anche elaborando nuove forme di condivisione, ponendo al centro la Politica Europea, che deve aiutare il senso di appartenenza comune. Portare a compimento questa Politica Europea garantirebbe la sopravvivenza della Civiltà Occidentale e, nel contempo, aiuterebbe una, diversa e più sostenibile, geografia dei territori che, grazie a certezza del diritto e buoni percorsi di economia, potrebbe stimolare il dialogo tra i Popoli europei, non solo secondo un criterio di bilancia commerciale comune, bensì promuovendo innanzitutto l’Identità Europea, quell’insieme cioè di Storia e di Cultura che i Padri fondatori ben avevano concepito. Chissà, forse si dovrebbe partire da Milano e  dalla terza sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, per portare a compimento l’Europa delle geografie sostenibili 1.

Note

  1. Con questo spirito costruttivo, ripensando la sostenibilità di un Mondo Nuovo, è stato organizzato un Convegno lo scorso 31 gennaio 2023, all’interno della Fondazione ENI Enrico Mattei, grazie alla collaborazione sinergica della Prof, Laura Cavalli (Coordinatrice Agenda 2030 FEEM) con Angela Lupo e Carlo Dattilo (Avvocati e co-founder LEITFRAME), alla presenza di alti esponenti delle Istituzioni, pubbliche e privati, come l’Avv. Amedeo Teti, Direttore Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Ministero per le Imprese e per il Made in Italy, il Dott. Simone Crolla, Consigliere Delegato American Chamber of Commerce in italy, il Prof. Avv. Francesco Salerno, Associato di Diritto Commerciale presso l’Università di Foggia, Partner Studio Associato Kpmg, la Dott. ssa Chiara Rossi, Giornalista e Redattrice StarMag, gli Avvocati Claudio Santarelli e Nino La Lumia, nuovo Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano.
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