La coesistenza sostenibile tra uomo e fauna selvatica richiede una comprensione meccanicistica dei molteplici modi in cui l’uomo influenza gli animali. Tuttavia, i progressi sono ostacolati dalla mancanza di dati accessibili che misurino la presenza dinamica delle persone. Agricoltura, insediamenti, strade e altre infrastrutture influenzano profondamente gli habitat disponibili per gli animali, ma quanto cambia effettivamente il comportamento di uccelli e mammiferi in relazione agli umani? Un recente studio, pubblicato su Science e condotto negli Stati Uniti, ha usato i dati dei cellulari per mappare i movimenti delle persone e capire come la nostra presenza influenzi 37 specie di mammiferi e uccelli negli States. Dallo studio è emerso che non conta solo l’impatto delle infrastrutture (strade, edifici) ma anche il nostro semplice “essere lì”: oltre il 65% delle specie cambia le proprie abitudini a causa della presenza umana.
La scoperta più interessante, però, riguarda principalmente il dove: gli animali reagiscono in modo molto più marcato alla nostra presenza quando si trovano in habitat naturali e incontaminati; in pratica, un escursionista in un bosco selvaggio “disturba” la fauna molto di più di una persona in un’area già urbanizzata o agricola.
La conclusione? Per convivere in armonia con la fauna selvatica non basta limitare il cemento ma è necessario imparare a gestire con estrema cura e consapevolezza anche il modo e i luoghi in cui noi stessi esploriamo la natura.
Per approfondire: Science