Una ricerca delle Università di Torino e Warwick rivela che per molti bruchi (specialmente della famiglia Lycaenidae), il ritmo è il “passaporto” per la sopravvivenza. Oltre al noto mimetismo chimico basato sui feromoni, questi insetti utilizzano una vera e propria parola d’ordine vibroacustica per integrarsi nelle colonie di formiche.
Lo studio dimostra che i bruchi con il più alto grado di mirmecofilia (dipendenza dalle formiche) hanno evoluto la capacità di emettere segnali complessi, caratterizzati da isocronia (battito regolare) e metro binario (alternanza di intervalli lunghi e brevi). Questi pattern, sorprendentemente simili al linguaggio ritmico delle formiche, permettono al segnale di emergere nel caos sonoro del formicaio.
Mentre le specie meno dipendenti producono ritmi semplici e irregolari, i bruchi “esperti” sincronizzano il proprio beat con quello delle ospiti per ricevere protezione e cibo. Questa scoperta suggerisce che il senso del ritmo non sia un’esclusiva dei primati, ma una proprietà biologica fondamentale per la cooperazione tra specie diverse.
Per approfondire: The New York Academy of Sciences