Bere caffè riduce il rischio di demenza? Alcuni ricercatori hanno condotto uno studio su oltre 130.000 persone e i risultati suggeriscono che due o tre tazze di caffè al giorno possono ridurre il rischio di demenza e rallentare il declino cognitivo. Dei 131.821 partecipanti, 11.033 hanno sviluppato demenza: sia i partecipanti di sesso maschile che femminile con il più alto consumo di caffè con caffeina presentavano un rischio di demenza inferiore del 18% rispetto a coloro che riferivano di consumarne poco o niente; i bevitori di caffè con caffeina presentavano anche una minore prevalenza di declino cognitivo soggettivo (7,8% contro 9,5%). Inoltre, secondo alcune misurazioni, coloro che bevevano caffè con caffeina mostravano anche prestazioni migliori nei test oggettivi sulla funzione cognitiva complessiva. I benefici cognitivi sono stati più evidenti nei partecipanti che consumavano da due a tre tazze di caffè con caffeina o da una a due tazze di tè al giorno. Contrariamente a diversi studi precedenti, un’assunzione maggiore di caffeina non ha prodotto effetti negativi, ma ha invece fornito benefici neuroprotettivi simili a quelli del dosaggio ottimale.
“Sebbene i nostri risultati siano incoraggianti, è importante ricordare che l’entità dell’effetto è limitata e che esistono molti modi importanti per proteggere le funzioni cognitive con l’avanzare dell’età. Il nostro studio suggerisce che il consumo di caffè o tè contenenti caffeina può essere un tassello di questo puzzle” ha affermato l’autore senior Daniel Wang , ricercatore associato presso la Channing Division of Network Medicine del Mass General Brigham Department of Medicine e professore associato presso la Harvard Medical School.
Per approfondire: Jama network