Quando i fiumi smettono di scorrere

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Redazione

Data

14 Gennaio 2026

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14 Gennaio 2026

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Acqua

Fiumi

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In un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Water, un team di ricercatori dell’Università di Padova ha dimostrato che i corsi d’acqua non-perenni non rappresentano un’eccezione, ma anzi sono la tipologia fluviale più diffusa sul pianeta Terra.

Integrando simulazioni globali e dati di campo, emerge che fino a circa l’80% dei corsi d’acqua smette di scorrere almeno un giorno all’anno. Dalle analisi emerge inoltre che le reti fluviali del pianeta sono molto più estese di quanto comunemente rappresentato: considerando l’intera trama dei corsi d’acqua, la loro lunghezza complessiva raggiunge valori compresi tra 1,2 e 1,5 miliardi di chilometri. Di questa enorme rete, circa tre quarti – oltre un miliardo di chilometri – è costituita da corsi d’acqua che si asciugano periodicamente.

«Questa diffusione è legata alla struttura stessa delle reti fluviali, dominate da una miriade di piccoli corsi d’acqua estremamente numerosi e dinamici, che si attivano e si disattivano in risposta alle precipitazioni e alle condizioni idrologiche locali – spiega Gianluca Botter, uno degli autori dello studio e docente dell’Università di Padova – il loro comportamento influenza il funzionamento dell’intero sistema fluviale, lasciando una traccia evidente anche nei bacini idrografici di grandi dimensioni».

Quantificare la frazione di una rete fluviale che non scorre tutto l’anno quindi è fondamentale, poiché l’umidità e l’essiccazione dei canali regolano importanti servizi idrologici e biogeochimici dei bacini idrografici. 

Per approfondire: Nature

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