In passato alcuni studi sperimentali hanno dimostrato che l’acidificazione degli oceani causata dal rilascio di CO₂ di origine antropica nell’atmosfera e dalla successiva dissoluzione in acqua di mare avrà un impatto significativo su vari organismi marini. In una ricerca pubblicata da poco, alcuni studiosi hanno osservato gli effetti corrosivi dell’acidificazione sulla morfologia di denti di squalo isolati in un’incubazione di otto settimane a un pH di 7,3 – ovvero il pH previsto per l’acqua di mare nell’anno 2300.
Hanno preso come esemplare lo squalo pinna nera (Carcharhinus melanopterus), spesso tenuto in acquari da esposizione in condizioni controllate (e questo ha facilitato il campionamento per le indagini in situ). I denti di questa specie di squalo sono denti con una forte seghettatura nella mascella superiore. Utilizzando la microscopia elettronica a scansione (SEM) i ricercatori hanno potuto osservare gli effetti corrosivi dell’acidificazione sulle diverse strutture dentali, come la radice, le dentellature primarie e secondarie e la corona dei denti degli squali.
I risultati mostrano che l’acidificazione degli oceani avrà effetti significativi sulle proprietà morfologiche dei denti, come la corrosione visibile sulla corona, la degradazione delle strutture radicali e la perdita di dettagli fini della dentellatura in condizioni di basso pH. Tutto questo potrebbe quindi poi portare a un serie di cambiamenti nella vita degli squali e di conseguenza la loro esistenza negli oceani.
Per approfondire: Frontiers