Anche a riposo, il cervello resta attivo, rievocando schemi neurali legati a esperienze passate e preparando risposte future. Due studi coordinati dal prof. Maurizio Corbetta mostrano che questa attività spontanea è presente in molte specie e interessa anche il sistema motorio, dove si ripetono schemi legati a movimenti abituali. «Il nostro cervello è un archivio vivente di esperienze passate» spiega il prof Corbetta. «Un esempio? Le aree visive specializzate nel riconoscimento dei volti umani, anche a riposo, mostrano schemi di attività identici a quelli evocati dall’osservazione di un volto. Gli studi ci indicano che questo meccanismo consente al cervello di ‘ripassare’ e organizzare le informazioni, come una sorta di allenamento silenzioso per affrontare stimoli futuri.»
Questa ipotesi è stata testata sperimentalmente anche nel sistema motorio. Nello studio Brain-wide dynamic coactivation states code for hand movements in the resting state pubblicato su «PNAS», i ricercatori Lu Zhang, Lorenzo Pini, Gordon Shulman e lo stesso Corbetta hanno dimostrato che il cervello replica gli stessi schemi di attività sia mentre compiamo un movimento semplice, come aprire e chiudere la mano, sia quando siamo a riposo. E non solo: questi schemi sono più comuni per i movimenti abituali rispetto a quelli meno familiari, suggerendo che il cervello utilizza il riposo anche per consolidare la memoria delle azioni passate.
Questi meccanismi potrebbero essere fondamentali per comprendere e curare disturbi neurologici, come quelli causati da un ictus.
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