È davvero così? La scienza lo conferma.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha sperimentato un ‘intervento di biodiversità’ coinvolgendo bambini e animali per rispondere al problema della ‘modernizzazione del microbioma’ – un fenomeno associato alla vita nelle aree urbane dove la diversità delle popolazioni microbiche nell’intestino umano tende a ridursi rispetto a quella di chi vive in ambienti rurali o più a contatto con la natura e questo porta poi all’aumento di allergie, asma, obesità, sindromi metaboliche, diabete di tipo 2 e altre malattie infiammatorie.
I ricercatori hanno studiato e osservato per quindici giorni, nel contesto di un campo estivo, dieci bambini residenti in aree urbane che hanno interagito per circa dieci ore al giorno con i cavalli di una fattoria didattica. Dai risultati è emerso che proprio a seguito dell’interazione con i complessi sistemi naturali, tra cui animali da fattoria in ambiente rurale, il microbiota dei bambini riacquisisce diversità, batteri promotori dalla salute e metaboliti antinfiammatori. Questo approccio, chiamato ‘rewilding del microbioma’, evidenzia i benefici dell’interazione con ambienti naturali per contrastare i problemi di salute legati alla vita urbana.
«Sono ora in corso studi per confermare questi risultati in un contesto più ampio e per farlo andremo ad esplorare diversi ambiti di interazione con ecosistemi naturali in maniera sistematica e in collaborazione con associazioni ed enti del territorio regionale», afferma Simone Rampelli, ricercatore dell’Alma Mater, autore dello studio. Restano ancora da chiarire, infatti, i meccanismi che permettono questo scambio di microbioma tra specie diverse, ma lo sguardo degli studiosi abbraccia ora un orizzonte ampio, che considera l’interazione tra uomo e natura nel suo complesso.
Per approfondire: Le Scienze.