Un corso di marketing digitale per le PMI lucane

In Basilicata le PMI affrontano sfide digitali: un corso di marketing promuove l'innovazione e la competitività.

Autore

Susanna Boietti, Angelo Bencivenga

Data

11 Aprile 2024

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5' di lettura

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11 Aprile 2024

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In un’era sempre più dominata dalla digitalizzazione, le aziende che implementano tecnologie all’avanguardia acquisiscono un marcato vantaggio competitivo. Le Piccole e Medie Imprese (PMI), cioè quelle aventi tra i 10 e i 249 dipendenti, costituiscono il perno dell’economia italiana e dell’Unione Europea. Tuttavia, rispetto alle grandi aziende, sono proprio queste a trarre minor beneficio dalle opportunità della digitalizzazione.

Il report dell’Istat intitolato Imprese e ICT, pubblicato il 20 dicembre 2023, evidenzia le difficoltà delle PMI nell’adottare processi di digitalizzazione avanzati. Questa valutazione si basa su 12 caratteristiche specifiche che formano il Digital Intensity Index (DII), un indicatore composito utilizzato per identificare le principali difficoltà che le imprese italiane ed europee incontrano nel campo del digitale, segnalando aree di potenziale miglioramento. Le maggiori lacune si registrano nelle PMI per quanto riguarda le competenze specialistiche, come l’analisi dati (25,7% contro il 74,1% delle grandi imprese) e l’utilizzo di software gestionali come ERP e CRM (41,4% e 85,0% per le grandi imprese; 18,5% e 53,4% per le PMI), oltre a un utilizzo meno frequente dei social media (almeno due) (28% contro 55%) e servizi avanzati di cloud computing (54,6% contro 80,1%).

L’analisi sottolinea che non tutti i 12 indicatori del DII sono neutrali rispetto ai settori economici delle imprese: esiste una chiara correlazione positiva tra alcuni indicatori e le imprese appartenenti a specifici settori, come quello dell’informazione e comunicazione, dell’energia e delle professioni tecniche, indicando differenze significative nell’adozione delle tecnologie digitali. Inoltre, alcuni indicatori si correlano maggiormente con attività orientate al mercato, come l’uso dei social media e le vendite online, con variazioni notevoli a seconda del settore.

Per quanto riguarda il commercio elettronico, nonostante un leggero aumento nel volume di affari generato online dalle PMI, la quota di quelle che vendono sul web rimane sostanzialmente invariata. Inoltre, nel 2023, solo il 5% delle imprese con almeno 10 dipendenti ha implementato tecnologie di intelligenza artificiale, mostrando una stabilità rispetto all’anno precedente.

Un ostacolo significativo alla digitalizzazione delle PMI è rappresentato dalla carenza di competenze digitali avanzate. Le grandi aziende, avendo a disposizione un numero maggiore di specialisti ICT, detengono un vantaggio notevole in termini di competenze, rendendo più arduo per le PMI approfittare pienamente delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali.

Per contrastare questa tendenza e supportare le PMI nella loro trasformazione, nel 2023 è stato lanciato da FEEM in Basilicata un innovativo corso di marketing digitale, mirato specificamente alle imprese delle aree interne lucane. L’obiettivo è stato quello di innescare processi virtuosi di sviluppo delle competenze per favorire l’imprenditorialità e far progredire la conoscenza sui temi della digitalizzazione che sta rivoluzionando il mondo del lavoro. L’intento è quindi di educare alle sfide tecnologiche non solo partendo dalla scuola ma interessando anche il lifelong learning o apprendimento permanente, il processo che il singolo individuo attua per ottenere la sua realizzazione nel lavoro e nella società durante la sua intera vita.

Il corso intensivo, in collaborazione con le amministrazioni comunali, ha coinvolto 70 imprese locali nei comuni di Calvello, Anzi e Moliterno e ha fornito ai partecipanti, con 48 ore di formazione, le conoscenze necessarie per orientarsi nell’era digitale. Durante le lezioni i partecipanti hanno avuto l’opportunità di acquisire competenze sulle strategie che sono alla base del marketing digitale. Suddiviso in sei moduli, il corso ha coperto argomenti come lo sviluppo di siti web, l’ottimizzazione SEO, il marketing dei motori di ricerca, l’e-commerce, l’utilizzo strategico dei social media, l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale. Al termine dell’esperienza il 77% dei partecipanti ha compilato un questionario di gradimento per raccogliere feedback e determinare l’efficacia dell’esperienza di formazione identificando punti di forza e aree di miglioramento. Le valutazioni hanno riportato un giudizio favorevole sull’iniziativa. Le imprese hanno espresso il desiderio di approfondire ulteriormente gli argomenti trattati e di partecipare a futuri corsi. Questo dimostra che c’è una forte richiesta di formazione digitale fra le imprese, che riconoscono l’importanza di colmare il divario digitale così da essere più competitive nel mercato nazionale e internazionale.

Il corso ha ottenuto un notevole apprezzamento non soltanto dai partecipanti, ma anche dai responsabili delle politiche locali, tanto che la FEEM sta prendendo in considerazione di realizzare una seconda edizione in altri Comuni per quest’anno. A questo proposito, diverse amministrazioni hanno già manifestato il loro interesse. Rafforzare le imprese individuali contribuisce significativamente allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali, poiché si interviene su aziende autoctone impegnate in settori chiave come l’agricoltura, la trasformazione dei prodotti agricoli, l’artigianato, il turismo e i servizi essenziali. Questo impatto si rivela particolarmente cruciale nei territori interni, caratterizzati da una maggiore vulnerabilità, ma ricchi di peculiarità uniche. Senza dimenticare, infine, che iniziative del genere si inseriscono in quelle strategie a favore delle piccole e medie imprese previste dallo Small Business Act (SBA), la principale iniziativa europea a favore delle PMI.

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