La relazione tra istruzione, equità e apprendimento

Le disuguaglianze nell’ambito dell’educazione sono frutto di un complesso insieme di fattori: la DAD ha influito ma non è la causa principale.

istruzione e apprendimento

Autore

Elisa Amicone

Data

5 Settembre 2022

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5' di lettura

DATA

5 Settembre 2022

ARGOMENTO

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Siamo abituati, non appena vengono resi pubblici i risultati delle prove nazionali (INVALSI) e internazionali (OCSE PISA), a leggere titoli e articoli scoraggianti, dove la scuola italiana appare sempre più sulla via del peggioramento. Compaiono degli schieramenti: ora si incolpano gli studenti, ora gli insegnanti, e poi le riforme della scuola e l’incompetenza generalizzata. Le recenti prove INVALSI del 2021, svoltesi quindi a un anno dall’inizio della pandemia, hanno suscitato preoccupazione per i dati effettivamente peggiorati, in alcuni casi. E, prevedibilmente, i giornali ne hanno individuato nella Didattica a Distanza la causa principale.

La DAD ha innegabilmente rappresentato una difficoltà per lo svolgimento delle lezioni, d’altra parte questo non è stato l’unico fattore ad aver influito sui risultati delle prove. Infatti bisogna tenere in considerazione che ai risultati di apprendimento descritti dalle prove concorrono fattori non esclusivamente legati alla qualità dell’istruzione scolastica. In questo articolo cercheremo di andare oltre alla superficie dei dati e dei titoli allarmanti per provare a capire a cosa sono realmente legati i risultati di apprendimento.

Citando Kaplan «Troppo spesso ci chiediamo di misurare qualcosa senza affrontare la questione di che cosa potremmo fare con le misure una volta ottenute. Noi vogliamo sapere come, senza porci il problema del perchè» 1. Le prove INVALSI offrono, infatti, oltre agli esiti di apprendimento, anche una panoramica sullo stato della scuola italiana. Con il suo bagaglio di differenze di genere, di età, di background e di territorio. Differenze che pesano in quanto anticipano le diseguaglianze: fattori sui quali intervenire per poter rendere la scuola equa non solo in termini di accessibilità.

Anatomia dell’equità

L’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 si focalizza sull’ ‘Assicurare un’istruzione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti’. Nello specifico, il target 4.1 dichiara: «Entro il 2030, assicurarsi che tutti i ragazzi e le ragazze completino una istruzione primaria e secondaria libera, equa e di qualità che porti a rilevanti ed efficaci risultati di apprendimento». 

Ma cosa si intende per equità? I fattori che determinano l’equità nell’ambito dell’istruzione sono molteplici; se prima ci si concentrava sull’equità esclusivamente in relazione all’accesso al sistema scolastico. Successivamente questo concetto si è ampliato e ora incorpora altre categorie di diseguaglianza. L’equità è infatti legata non solo alla possibilità di fruizione del sistema scolastico (ovvero la sua efficienza), ma anche ai diversi livelli di apprendimento (ovvero la sua efficacia).

Un sistema iniquo, infatti, si verifica quando gli esiti di apprendimento si differenziano a seconda del gruppo di appartenenza a una specifica categoria (genere, provenienza geografica, background socio-economico culturale). 

In particolare, l’indicatore ESCS, la denominazione internazionale dell’indicatore dello status socio-economico-culturale dello studente, ha un forte valore predittivo sui risultati delle prove di valutazione che vengono svolte dagli studenti. L’ESCS è basato su tre indicatori: 

  • Status occupazionale dei genitori (HISEI);
  • Livello di istruzione dei genitori (PARED);
  • Possesso di specifici beni materiali, quali posto tranquillo per studiare, computer, scrivania, enciclopedia, Internet a casa, una camera personale (HOMEPOS).

Sicuramente la DAD ha influito negativamente su quest’ultimo indicatore, l’HOMEPOS, colpendo gli studenti svantaggiati in termine di accesso a Internet e computer, ma questo non rappresenta l’unico fattore che ha contribuito ai risultati più bassi delle prove.
In realtà, prendendo in considerazione le ultime prove INVALSI, possiamo notare come nel 2021, gli studenti con ESCS alto (quindi con un background socio economico culturale maggiore) hanno totalizzato punteggi più alti in tutte le materie valutate (Italiano, Matematica, Inglese) rispetto a quelli con ESCS basso, un fenomeno rilevato anche nel periodo pre-pandemico, come si può osservare nella seguente tabella.

Figura 1. Risultati prove INVALSI 2018 per livello socio economico culturale 2

Secondo il rapporto Eurydice 3 infatti, gli aspetti che influenzano l’equità sono:

  • Scelta della scuola;
  • Politiche di ammissione;
  • Tracking: assegnazione di percorsi di studio;
  • Ripetenza;
  • Sostegno studenti con scarso rendimento;
  • Sostegno scuole svantaggiate;
  • Opportunità di studio;
  • Finanziamento scolastico;
  • Accountability nella scuola;
  • Autonomia scolastica;
  • Partecipazione all’educazione e cura prima infanzia;
  • Differenziazione dei tipi di scuola.

Tutti questi fattori sono strettamente connessi all’indicatore ESCS e, quindi, anche ai risultati di apprendimento degli studenti. 

Per esempio, la scelta del percorso di studi del ciclo secondario superiore è molto influenzata dall’ESCS e, conseguentemente, ricade anche sui risultati di apprendimento. 

Infatti, diversi studi realizzati a partire dall’analisi dei risultati INVALSI e OCSE PISA mostrano come, al livello secondario superiore la differenza nei punteggi si acuisce, proprio nel momento che coincide con la stratificazione sociale a seconda della scelta del percorso 4.

Purtroppo le origini sociali sono fondamentali per la scelta, molto di più delle competenze, delle attitudini e dei risultati individuali. Nonostante in Italia l’accesso all’istruzione sia libero, e ognuno possa scegliere il percorso che preferisce, si verifica inevitabilmente un processo di stratificazione sociale basato su aspettative di mobilità sociale e aspettative personali. Gli studenti con ESCS più basso hanno aspettative negative sulle proprie possibilità di riuscita e, nonostante i risultati individuali, tendono a non scegliere determinati percorsi.

Prendendo in considerazione gli studi sulle rilevazioni nazionali possiamo vedere quanto influiscono le tre componenti della variabilità totale dei risultati di una prova: differenze tra scuole, differenze tra classi all’interno della stessa scuola, differenze tra studenti all’interno delle stesse classi 5.  

Se la variabilità che si può osservare all’interno di una stessa classe è ascrivibile alle differenze individuali degli studenti, la variabilità tra scuole e tra classi all’interno della stessa scuola gioca invece un ruolo più importante del singolo studente.

L’apprendimento degli studenti è infatti influenzato anche dall’effetto di contesto 6, cioè dalle caratteristiche degli individui che appartengono a uno stesso gruppo, a esempio la classe e la scuola. 

Ciò vuol dire che gli studenti, influenzandosi tra loro, avranno un rendimento peggiore quando lo status di una scuola, o di una classe, corrisponde a un ESCS basso, predittore di risultati bassi. Questo determina due conseguenze:

  • L’aumento del divario tra scuole in base al background socio economico culturale;
  • L’aumento del divario tra classi con rendimento maggiore o peggiore.

Laddove invece le classi e le scuole sono formate in maniera equilibrata, non raggruppando gli studenti sulla base del loro ESCS e delle loro competenze, la variabilità tra classi sarà più vicina allo zero, realizzando così un sistema più equo.

L’ESCS della scuola, infatti, ha un peso maggiore rispetto all’ESCS individuale; è confermato dalla letteratura che la qualità dell’insegnamento non ha un impatto tale da diminuire l’effetto dell’ESCS sull’apprendimento 7

In conclusione, le diseguaglianze educative dipendono da una molteplicità di fattori che, se non presi in considerazione dalle politiche pubbliche, minimizzano se non neutralizzano gli sforzi del mondo dell’istruzione per appianare le diseguaglianze. 

Si dovrebbe quindi puntare al raggiungimento dell’equi-eterogeneità 8 delle classi all’interno delle scuole, in modo tale da creare uno scambio virtuoso tra studenti con background e livelli di apprendimento diversi tra loro.

Inoltre, se si vuole migliorare l’offerta formativa del sistema d’istruzione, aumentandone l’efficacia e conseguentemente i risultati di apprendimento, bisogna sottolineare che le politiche educative in silos, senza quindi un intervento complessivo e mirato all’appianamento delle diseguaglianze sociali, non riescono a migliorare la situazione attuale. 

Per questo, quando leggiamo i risultati delle prove di apprendimento, dobbiamo ricordarci che le differenze tra risultati sono fortemente influenzate dalle diseguaglianze, perciò la qualità dell’insegnamento e quindi il valore del sistema formativo italiano non può essere giudicato solo sulla base dei risultati degli studenti, come spesso invece, superficialmente, accade. 

Certo, sicuramente è importante isolare i fattori, comprenderli e lavorare per migliorare la proposta della scuola in base alle necessità, ma bisogna innanzitutto aumentare le interconnessioni e le relazioni tra ricerca, politiche pubbliche, pratica e disseminazione, in modo da intensificare gli sforzi nel rendere la società più giusta e, di conseguenza, anche la scuola, che contribuisce in maniera fondamentale a questo stesso obiettivo.

Note

  1. A. Kaplan, The Conduct of Inquiry: Methodology for Behavioral Science, San Francisco: Chandler Pub. Co, 1964
  2. Rapporto prove INVALSI 2018
  3. Commissione europea/EACEA/Eurydice, L’equità nell’istruzione scolastica in Europa: Strutture, politiche e rendimento degli studenti, Rapporto Eurydice. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2020.
  4. O.Giancola, L.Salmieri, Family Background, School-Track and Macro-Area: the Complex chains of Education Inequalities in Italy, Working Papers Series n.04, Sapienza University of Rome, 2020.
  5. Ibidem.
  6. A. Bendinelli, A. Martini, Effetto scuola o effetto classe?, Working Paper n.55, INVALSI, 2021.
  7. O.Giancola, L.Salmieri, Family Background, School-Track and Macro-Area: the Complex chains of Education Inequalities in Italy, Working Papers Series n.04, Sapienza University of Rome, 2020.
  8. Equilibrio raggiungibile grazie al bilanciamento delle diversità all’interno di un insieme
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