Transizione verde: l’alternativa eterodossa

La pianificazione economica relativa la transizione verde dovrà prevedere un processo di democratizzazione industriale e di appello ai governi per essere attuata.

Autore

Arnab Bhattacharya

Data

20 Giugno 2023

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DATA

20 Giugno 2023

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Un tema centrale nel dibattito sulla carbon neutrality1 e sullo sviluppo e/o transizione sostenibile sono i meccanismi da adottare per realizzare questo processo nel breve periodo, possibilmente entro i prossimi decenni. Mentre è importante sviscerare ogni aspetto della transizione, è altrettanto importante elaborare un piano economico che, affrontando le complessità del percorso, fornisca le soluzioni per raggiungere l’obiettivo zero emissioni senza «lasciare indietro nessuno» (Principio  dei Valori Universali degli SDG delle Nazioni Unite)2. Il piano, non allarmistico ma di grande impatto, è noto come il Green new deal, che segna un percorso dettagliato degli obiettivi da conseguire per la trasformazione della nostra società. 

Certo, pensare di raggiungere l’ ‘equilibrio’ della carbon neutrality in uno scenario di libero mercato può sembrare un ideale irraggiungibile, o quanto meno improbabile. La definizione stessa di libero mercato si riferisce alla massimizzazione dell’utilità, che non risponde necessariamente al complesso di requisiti essenziali per evitare la catastrofe climatica.

La conservazione della biosfera non attiene alla massimizzazione del profitto, ma ai servizi per il benessere della collettività, soprattutto nel contesto della ‘transizione giusta’ e del principio LNOB (Leaving No One Behind)3.

Con l’avvento dell’economia neoclassica e del libero mercato, i prezzi di beni e servizi sono finalizzati a ottenere il massimo del profitto e, di conseguenza, a stabilire un equilibrio tra domanda e offerta. Ma questo meccanismo, che avrebbe funzionato a meraviglia negli Stati capitalisti avanzati, non ha mai avuto tra i suoi obiettivi la sostenibilità in quanto tale e la visione a lungo termine descritta negli studi di Kohei Saito e Bellamy Foster sul nesso tra capitalismo e rovina ecologica 4 5. L’economia neoclassica può essere sintetizzata come «lo studio dell’allocazione di risorse scarse tra bisogni umani illimitati»6, un modello economico che non pone al centro i servizi per il benessere della collettività, che sono un elemento fondamentale della transizione verde.

Nell’economia capitalista globale, l’individuo è avulso dal contesto sociale e considerato semplicemente un’unità che consuma (razionalmente?) e genera domanda. I prezzi sono dettati dal profitto che costituisce il motore dell’economia capitalista di mercato7.

Esiste la percezione di una «scarsità» di risorse da cui generare profitto, sebbene gli studi empirici abbiano dimostrato che i principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono la sovrapproduzione, lo spreco e la distribuzione iniqua delle risorse. In questo tipo di economia, l’organizzazione della produzione, la distribuzione del reddito e persino la piena occupazione non sono, per definizione, problemi fondamentali. Ed è per questo che, nel secolo scorso, si sono verificate numerose crisi, grandi e piccole, in cui ampie fasce della popolazione non sono più state in grado di ‘comprare’ beni/servizi o di ripagare i propri debiti. La crisi del ‘costo della vita’ nel Regno Unito è un caso da manuale delle contraddizioni intrinseche dello status quo.

Se vogliamo prendere seriamente la crisi climatica, dovremo farci guidare da un pensiero economico più eterodosso, e le ragioni di questa necessità sono molteplici. Il nodo centrale è decidere come distribuire il plusvalore nella società – compresi redditi e investimenti 8 9. La situazione ottimale è quella dove i servizi per il benessere della collettività soddisfano i «bisogni umani durante la transizione verde». In questo caso si tratta di un problema di ottimizzazione radicalmente diverso: come fornire beni e servizi ai partecipanti all’economia senza danneggiare (ulteriormente) l’ambiente? La semplice produzione (il)limitata di beni/servizi o l’aumento della domanda non garantiscono la trasformazione ecologica. Solo riconoscendo l’inadeguatezza dell’attuale paradigma economico, che ha portato all’emissione record di gas serra, potremo iniziare a considerare delle soluzioni alternative. Questa linea di pensiero ha indotto l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) a raccomandare il limite di aumento della temperatura globale di 1,5°C rispetto al ‘livello preindustriale’ 10. In questo caso, il percorso verso la transizione prevede la scomposizione della logica economicistica dominante di oggi.

Questa considerazione ci porta al problema principale che tutti gli attivisti per il clima, gli scienziati e i politici devono affrontare: come fare per raggiungere questo obiettivo (realisticamente)? Rimodellare l’economia richiederà una notevole dose d’innovazione e una partecipazione politica importante11 12. Ma soprattutto, la pianificazione economica dovrà prevedere la collocazione dei mercati all’interno di un processo di democratizzazione industriale. Alcuni settori richiederanno la supervisione diretta delle istituzioni democratiche (come lo Stato) semplicemente per limitare le emissioni e rispondere al contempo alle esigenze della popolazione: elettricità, produzione agricola, occupazione, istruzione, sanità, trasporti, ecc. Si tratta di settori che necessitano di un quadro pianificato per soddisfare i bisogni della popolazione riducendo l’impronta di carbonio e assicurando la stabilità economica13.

Ci saranno poi dei settori che non richiederanno una supervisione diretta per essere efficienti: si tratta dei beni di consumo in rapida evoluzione e dei prodotti/servizi di uso quotidiano. Nonostante la dipendenza  dalle dinamiche dei settori pianificati, non esiste la necessità immediata di un controllo diretto su tali articoli, purché la produzione aderisca agli obiettivi net zero14(attraverso la legislazione, la tassazione, le tariffe, la nazionalizzazione dei supermercati, ecc)15. Se la ‘destinazione’ sarà indicata esplicitamente dall’IPCC e concordata con la comunità internazionale, sarà necessario elaborare un piano per raggiungerla. Forse è proprio questo il momento più opportuno per un connubio tra politica economica eterodossa16 e transizione verde.

Note

  1. Il termine carbon neutrality si riferisce all’assorbimento di una quantità di carbonio almeno pari a quella che viene emessa.
  2. UNSDG, Operationalizing Leaving No One Behind: Good practice for UN country teams, 2022 https://unsdg.un.org/resources/leaving-no-one-behind-unsdg-operational-guide-un-country-teams.
  3. S. Lee, Issue Brief: Just Transition. UNDP Issue Brief, 2022, https://www.undp.org/publications/issue-brief-just-transition
  4. K. Saito, Karl Marx’s Ecosocialism: Capital, Nature, and the Unfinished Critique of Political Economy, NYU Press, 2017
  5. J. B. Foster, B. Clark e R. York, The Ecological Rift: Capitalisms War on the Earth, NYU Press, 2010
  6. W. F. Mitchell, L. R Wray e M. Watts, Modern monetary theory and practice: an introductory text, Centre for Full Employment and Equity, 2016
  7. S. Ackermann, The Red and the Black, Jacobin, 2012, https://jacobin.com/2012/12/the-red-and-the-black.
  8. E. Scurrah, What a ‘Just Transition’ Would Really Look Like, Tribune Magazine, 2021, https://tribunemag.co.uk/2021/02/what-a-just-transition-would-really-look-like
  9. M. Ajl, A People’s Green New Deal: Obstacles and Prospects. Agrarian South, in “Journal of Political Economy”, 10(2), 2021, pp. 371–390
  10. IPCC, Summary for Policymakers. in: Global Warming of 1.5°C, 2018. An IPCC Special Report on the impacts of global warming of 1.5°C above pre-industrial levels and related global greenhouse gas emission pathways, in the context of strengthening the global response to the threat of climate change, sustainable development, and efforts to eradicate poverty, Cambridge University Press, Cambridge, UK and New York, NY, USA, pp. 3-24
  11. L. Levidow, Green New Deals: What Shapes Green and Deal?, Capitalism Nature Socialism, 33:3, 2022, pp.76-97.
  12. S. Gindin, We Need to Say What Socialism Will Look Like, Jacobin, 2019 https://jacobin.com/2019/03/sam-gindin-socialist-planning-models
  13. M. Robinson, Supplying the Green Transition Must Be Fast and Fair. Project Syndicate, 2022,.https://www.project-syndicate.org/commentary/transition-minerals-respect-for-human-rights-by-mary-robinson-2022-05
  14. Il termine Net Zero si riferisce all’equilibrio tra la quantità di gas a effetto serra rilasciati nell’atmosfera e la quantità di gas a effetto serra rimossi.
  15. M. Nuno Orlenas, The social surplus approach: Historical origins and present state, in The Routledge Handbook of Heterodox Economics, Routledge, 2017
  16.  J. Tae-Hee e T. Zdravka, Social provisioning process: A heterodox view of the economy in The Routledge Handbook of Heterodox Economics, Routledge, 2017
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