L’economia di Francesco

I giovani, guidati dal papa, al lavoro per ri-animare l’economia

Autore

Paolo Santori

Data

20 Febbraio 2023

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DATA

20 Febbraio 2023

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I giovani di EoF

L’Economy of Francesco (da qui in avanti EoF) è un movimento di giovani economisti ed economiste, imprenditrici e imprenditori, attori e attrici del cambiamento della società civile (change-makers), che nasce nel 2019 come risposta ad una lettera di Papa Francesco. Così scriveva il pontefice: 

«Cari amici, vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un ‘patto’ per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani. Sì, occorre ‘ri-animare’ l’economia! E quale città è più idonea per questo di Assisi, che da secoli è simbolo e messaggio di un umanesimo della fraternità?

…Carissimi giovani, io so che voi siete capaci di ascoltare col cuore le grida sempre più angoscianti della terra e dei suoi poveri in cerca di aiuto e di responsabilità, cioè di qualcuno che ‘risponda’ e non si volga dall’altra parte.

Le vostre università, le vostre imprese, le vostre organizzazioni sono cantieri di speranza per costruire altri modi di intendere l’economia e il progresso, per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita. Finché il nostro sistema economico-sociale produrrà ancora una vittima e ci sarà una sola persona scartata, non ci potrà essere la festa della fraternità universale.

Per questo desidero incontrarvi ad Assisi: per promuovere insieme, attraverso un ‘patto’ comune, un processo di cambiamento globale che veda in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri e agli esclusi. 1»

Due dati risaltano all’occhio:

1) il Papa desidera incontrare i giovani, non ha in mente una Davos Francescana con i maggiori economisti al mondo;

2) il Papa sceglie Assisi, città simbolo di un modo di fare economia diverso (pensiamo alla tradizione economica francescana, fatta di pensiero e prassi).

Un’economia diversa e nuova ha bisogno, secondo Papa Francesco, di una diversa prospettiva (la fraternità al posto dell’individualismo) e dell’energia trasformatrice dei giovani. 

La risposta dei giovani è incredibile: oltre 5000 domande di iscrizione da tutto il mondo per partecipare al grande incontro di Assisi programmato per marzo 2020. Il grande numero segnala che ancor prima che risposte o proposte, c’era un comune desiderio di ripensare e trasformare l’economia mondiale. Forse è proprio questa la cifra specifica che unisce i giovani di EoF, nonostante le grandi distanze geografiche, anche oggi: un intenso desiderio di giustizia sociale, economica e ambientale, tutto a partire da una visione profonda dell’umano e del suo ruolo nel pianeta. Un desiderio, un’esigenza, una domanda comune che dal 2019 permettono un proficuo dialogo tra giovani teorici (economisti/e universitari) e pratici (imprenditori/ici e change-makers). 

Le vicende di EoF si intersecano e alternano con quelle del mondo. La pandemia di Covid-19 impedisce l’evento mondiale a marzo 2020, i giovani da tutto il mondo si incontrano virtualmente a novembre 2020 e, con le riaperture, aumentano gli incontri in presenza fino ad arrivare al grande evento mondiale di settembre 2022. Tra i vari eventi i giovani costituiscono gruppi locali e nazionali (Hub) e gruppi di lavoro tematici internazionali (Villaggi). Ad Assisi si radunano oltre 1000 giovani da più di 120 paesi, il Papa arriva il terzo giorno e, dopo aver ascoltato la voce dei giovani (come tanto desiderava), offre consigli e linee guida per il futuro. Papa Francesco invita i giovani a usare la testa, il cuore ma anche le mani per costruire la nuova economia. Non solo: c’è un riferimento a un quadruplice senso di sostenibilità (sociale, economica, ambientale e spirituale) che deve guidare il pensiero e l’azione dei giovani di EoF. La bellezza dell’evento EoF è nel dialogo: il Papa ascolta la giovane imprenditrice che si occupa di educazione finanziaria per fasce povere di popolazione in Africa; il giovane economista che insegna econometria e la applica nei progetti di sviluppo per la Caritas sudamericana; il giovane fattore polacco che ha creato le ‘Fattorie di Francesco’, una mondiale che condivide pratiche e colture sostenibili, e così via. 

EoF vorrebbe costruire un’economia che torni alla sua vocazione originaria di spazio di inclusione e cooperazione, e anche di antidoto alla miseria, all’esclusione, alla guerra e ai conflitti.

I principi e la profezia EoF

Dare un’anima nuova all’economia mondiale non è impresa facile. Si tratta di rinnovare il pensiero e l’economia capitalista. Ma i giovani di EoF sono profondamente realisti e si rendono conto delle difficoltà di un obiettivo così ambizioso. In primo luogo, capitalismo è un termine che al singolare non riesce a cogliere la complessità e biodiversità dei sistemi economici nazionali e locali. Sarebbe più corretto parlare di capitalismi e, per ognuno di essi, immaginare dei correttivi nello spirito di EoF. C’è poi da considerare che pensiero e pratica economici sono frutto di secoli di riflessione ed evoluzione: pensare di cambiare l’economia in pochi anni sarebbe utopico, se non ingenuo. Ecco perché nei primi 3 anni di EoF si è lavorato molto sui principi, cioè su quei temi e valori che uniscono persone e prospettive da ogni parte del mondo. Prima di menzionarne alcuni, proviamo ad andare a fondo nella prospettiva EoF.

Quando ci si confronta con un gigante come il capitalismo occorre avere le idee chiare a livello metodologico. Ci sono almeno tre approcci che si possono adottare.

In primo luogo, c’è l’approccio riformista. In questo scenario, i principi del capitalismo sono pienamente accettati e approvati. Tuttavia, riconoscendo che esiste un divario tra i principi e la loro applicazione in situazioni concrete, si tenta di ridurre il divario attraverso implementazioni progressive. Le riforme possono essere portate avanti da un decisore (governo, istituzione internazionale) o possono emergere spontaneamente, rispecchiando le istanze della società civile. Nel loro monumentale libro, Il Nuovo Spirito del Capitalismo 2, Boltanksy e Chiapello hanno mostrato che il capitalismo si evolve incorporando nelle sue strutture le critiche che riceve da vari fronti. Così le critiche ‘sociali’ (da parte di socialisti, operai, ambientalisti, ecc.) e quelle ‘estetiche’ (da parte di intellettuali e artisti), che hanno rappresentato le principali reazioni al capitalismo nella seconda metà del Novecento, piuttosto che provocare la crollo del capitalismo ne sono diventati i capisaldi, dando vita al capitalismo di oggi in cui i maggiori attori sono imprese nate da giovani con culture e mentalità molto diverse da quelle dei capitalisti del secolo scorso. Oggi nelle grandi aziende si assiste sempre più allo sviluppo di bilanci sociali e ambientali, di ‘social business’, di attenzione al benessere sul posto di lavoro, fino ai recenti concetti di capitale d’impresa ‘simbolico’ o addirittura ‘spirituale’. Parallelamente all’inclusione e alla trasformazione della critica sociale, il capitalismo ha anche interiorizzato la critica ‘estetica’, dando vita a una nuova era creativa. Camaleontico, il capitalismo si trasforma, nutrendosi di tutto ciò che trova sul suo cammino, come un impero che conquista i popoli nemici e ne incorpora la cultura, l’arte e la religione. Lo vediamo anche oggi, con il capitalismo che sta assorbendo una nuova serie di critiche, come quelle ‘ecologiche’ – lo si può vedere nel fenomeno in espansione dell’impact investing 3 e dei green bond 4.

Il secondo approccio è quello trasformativo. L’idea è quella di analizzare uno ad uno i principi del capitalismo, cercando di determinare quali sono accettabili e quali dovrebbero invece essere sostituiti. Per fare solo un esempio, si può pensare che l’ideologia libertaria neoliberista di uno Stato minimo che sta alla base di un certo capitalismo sia sbagliata e che i tempi attuali richiedano il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo imprenditoriale degli Stati nazione 5. Inoltre, si può insistere affinché alcune attività economiche (come l’industria delle armi o del gioco d’azzardo) non siano contabilizzate all’interno del PIL di un Paese perché, in realtà, peggiorano la qualità della vita di tutti. Oggi, come sappiamo, ai consumatori viene data la possibilità di votare con il portafoglio e di influenzare le imprese grazie ai loro acquisti. Possiamo elencare molti altri esempi, ma il nucleo di questa idea è cambiare alcuni principi mantenendone altri.

L’ultimo approccio è quello rivoluzionario. Si possono rifiutare in blocco i principi del capitalismo, mirando a un nuovo sistema economico. Quando Marx fece notare che il processo produttivo capitalistico sfruttava i lavoratori e concentrava la ricchezza nelle mani di pochi, non aveva in mente la riforma di quel sistema intrinsecamente sbagliato 6.

Aveva rifiutato tutte le soluzioni socialiste e cercò di dare alla sua analisi una veste scientifica, in particolare per muoversi verso un nuovo sistema di produzione. Al di là delle realizzazioni concrete del progetto di Marx e del merito della sua analisi, il suo pensiero è stato un buon esempio di ciò che intendiamo per approccio rivoluzionario. 

Dove si situa EoF in questa tricotomia di approcci? Date le molte anime di EoF, non è semplice dare una risposta ma posso, senza timore di essere smentito, affermare che tra i giovani convivono l’approccio trasformativo e quello rivoluzionario. Più esattamente, lo spirito e l’energia che animano i giovani EoF hanno un afflato rivoluzionario, e questo li spinge, in accademia e nelle imprese, a trasformare le storture di questo capitalismo. 

Il principio di base dell’EoF, nato dalla sovrapposizione delle idee di Papa Francesco, del pensiero economico francescano e di giovani economisti/e e imprenditori/ci, è che ogni sistema economico, pratica e teoria dovrebbe mettere al centro gli esclusi dall’economia globale contemporanea. Lo scopo di ogni economia – il suo telos – dovrebbe essere l’inclusione degli esclusi 7. L’EoF inizia da una domanda: chi sono gli esclusi dal sistema economico che definiamo capitalismo? Le risposte sono globalmente applicabili: i poveri, i meno avvantaggiati, gli emarginati dal processo produttivo e distributivo, e l’ambiente 8.

L’elenco può essere esteso. Possiamo anche citare le donne nei luoghi di lavoro (l’esclusione qui sta per trattamento ingiusto) e alcuni temi della teoria economica (ci sono migliaia di corsi di microeconomia focalizzati sui beni privati, ma pochi, se non nessuno, si concentrano sui beni comuni). A loro, per loro, con loro, l’EoF vuole costruire un’economia fraterna dove sviluppo sostenibile e giustizia sociale vadano di pari passo. Nella stessa direzione è andata la vita di San Francesco d’Assisi.

La sua scelta volontaria di povertà (l’Altissima Povertà 9) mirava a liberare gli altri dalla povertà non scelta. Istituzioni francescane come i Monti di Pietà, proto-forme bancarie che molto somigliano al microcredito contemporaneo 10, miravano a liberare le persone dal tragico dilemma tra povertà e usura. L’EoF ha riunito giovani del mondo accademico, delle imprese e della società civile che stanno già lavorando affinché questa economia nuova e fraterna emerga, sostituendo, o perlomeno correggendo, il capitalismo.

Note

  1. Lettera del Santo Padre Francesco per l’evento “Economy of Francesco” https://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html
  2. E. Chiapello e L. Boltanski, Il nuovo spirito del capitalismo, Mimesis editore, 2014, pp. 1-728.
  3. P. Brest e K. Born, When can impact investing create real impact, in “Stanford Social Innovation Review”, Vol. 11(4), 2013, pp. 22–31
  4. D. Y. Tang e Y. Zhang, Do shareholders benefit from green bonds? In “Journal of Corporate Finance”, Vol 61, 101427, 2020.
  5. M. Mazzucato, Lo stato innovatore, Gius. Laterza & Figli Spa, 2020
  6. K. Marx, Il capitale: critica dell’economia politica. Unione tipografico-editrice torinese, 1924
  7. Papa Francesco Encyclical Letter Laudato Sì of the Holy Father Francis on Care for our Common Home, 2015, https://www.vatican.va/content/francesco/en/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html
  8. P. Dasgupta, The Economics of Biodiversity: the Dasgupta Review, HM Treasury, 2021
  9. G. Agamben, Altissima povertà: regole monastiche e forma di vita; Homo sacer, IV, I. Neri Pozza, 2011.
  10. Y. Muhammad, Il banchiere dei poveri, Feltrinelli Editore, 2010.
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