La genesi dell’ Accelerazionismo

Una nuova corrente di pensiero prende forma tramite un collettivo universitario nel Regno Unito degli anni ‘90. Un filo rosso che collega la CCRU ai tecnoreazionari dei tempi attuali

Autore

Alessandro Leonardi

Data

23 Marzo 2026

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DATA

23 Marzo 2026

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I media sono soffocati dalle narrazioni sulla riduzione dell’ozono e sul riscaldamento globale, l’HIV e l’AIDS, la piaga dei farmaci e dei software virus, la proliferazione nucleare, la disintegrazione planetaria della gestione economica, la disgregazione della famiglia, le ondate di rifugiati e migranti, il cedimento dello Stato nazionale nella sua demenza terminale, nelle società squarciate dal sottoproletariato, nuclei urbani in fiamme, periferie minacciate, fissione, schizofrenia, perdita di controllo. Non c’è da stupirsi che si dica che la Terra stia precipitando verso la catastrofe. Cambiamento climatico, collasso ecologico e immunitario, sconvolgimento ideologico, guerra e terremoto: la California aspetta il Big One. Questa è un’Età di scontri e crolli. (Sadie Plant + Nick Land)

31 dicembre 2025: durante le ultime ore dell’anno il profilo del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America (DHS) pubblica un’immagine su X dell’artista giapponese Hiroshi Nagai, che ritrae una spiaggia incontaminata e un’auto d’epoca. Sopra è stata apposta la frase «L’America dopo 100 milioni di deportazioni». A prima vista si potrebbe pensare a una becera propaganda contro i migranti. Ma in realtà, nel turbine generato dall’ascesa delle correnti neoreazionarie (NRx) con la seconda presidenza trumpiana, questa pubblicazione potrebbe essere interpretata come il tentativo di un’iperstizione atta a forgiare letteralmente una nuova società americana… Termine coniato dal collettivo inglese Cybernetic Culture Research Unit (CCRU) durante gli anni ’90, le iperstizioni sarebbero quel tipo di profezie che si auto-avverano grazie alla massiva diffusione sui media digitali. Dove un futuro immaginato riplasma non solo il presente, in funzione della realizzazione del suddetto scenario ipotetico, ma anche il passato, che viene riscritto per creare il nuovo corso spazio-temporale. Infatti un lungo, contorto filo rosso lega le convulsioni politiche dei tempi attuali con le evoluzioni del pensiero accelerazionista, che deve alle sperimentazioni intellettuali della CCRU la sua peculiare influenza sul pensiero occidentale degli ultimi 30 anni.

Un piccolo e instabile nucleo “rivoluzionario” – CULTURA

Nel 1995 il mondo si ritrova immerso nella globalizzazione post Guerra Fredda, dove l’ascesa prorompente di internet si fonde con nuove forme di attivismo e la terza ondata femminista nelle decadenti liberal-democrazie.

In questo contesto magmatico, ammantato da un falso ottimismo finanziario-capitalistico, si muove l’autrice e filosofa Sadie Plant, intenzionata a dar vita a uno spazio di sperimentazione intellettuale nell’Università di Warwick nel Regno Unito. Nasce così la Cybernetic Culture Research Unit (CCRU), che si prefigge di uscire dalle stantie regole accademiche della facoltà di filosofia e dalle liturgie politiche legate alle antiquate ideologie novecentesche, in particolare la classica tradizione marxista e socialdemocratica. La futura teorizzatrice del cyberfemminismo, dopo aver conseguito nel 1989 il dottorato di ricerca sull’Internazionale Situazionista, sperimenta nei primi anni ’90 una fusione trans-disciplinare che mischia le teorizzazioni sulla post-modernità, con le forme musicali dell’elettronica underground e una serie di elaborazioni dedicate al nuovo sviluppo capitalistico. Il tutto in un’ottica sempre più “anti-umanista”, votata ad abbracciare le potenzialità offerte non solo dall’accelerazione tecnologica virtuale, ma anche dalla disgregazione delle vecchie forme sociali comunitarie, inefficienti e obsolete secondo i membri della CCRU, mentre nel mondo esterno si moltiplicano le catastrofi dettate dall’industrializzazione. Promotrice assidua di queste contaminazioni, nel giro di poco tempo si circonda di una serie di studenti volenterosi (tra cui Mark Fisher), ma soprattutto stabilisce un profondo sodalizio con il professore di filosofia continentale Nick Land, già autore nel 1992 del libro The Thirst for Annihilation: Georges Bataille and Virulent Nihilism e successivamente cofondatore insieme a lei della CCRU.

Quello che all’inizio sembra un luogo animato da pensatori eterogenei ammaliati dalle contorsioni disturbanti del sistema capitalistico, e disperatamente alla ricerca di un suo definitivo superamento, si trasforma ben presto in un laboratorio fra filosofia, letteratura, neo-misticismo, futurismo, la corrente culturale cyberpunk e una caotica commistione di saperi con performance artistiche. Il cuore intellettuale della CCRU rimane comunque ancorato alle riflessioni sul tardo-capitalismo e le sue evoluzioni di fine secolo, ripescando le teorizzazioni “accelerazioniste” dei pensatori francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari che negli anni ’70, a proposito di nuove vie rivoluzionarie, scrivevano:

«Ce n’è forse una? Ritirarsi dal mercato mondiale, come consiglia Samir Amin ai paesi del Terzo Mondo, in un curioso rinnovamento della “soluzione economica” fascista? Oppure andare in senso contrario? Cioè andare ancor più lontano nel movimento del mercato, della decodificazione e della deterritorializzazione? Forse, infatti, i flussi non sono ancora abbastanza deterritorializzati, abbastanza decodificati, dal punto di vista di una teoria e di una pratica dei flussi ad alto tenore schizofrenico. Non ritirarsi dal processo, ma andare più lontano, “accelerare il processo”, come diceva Nietzsche: in verità, su questo capitolo, non abbiamo ancora visto nulla1».

Ma i giovani creatori dell’accelerazionismo moderno si nutrono anche delle opere di Kant, Nietzsche, Lyotard, Baudrillard, in una continua rimodulazione, riconfigurazione e ristrutturazione, che darà vita anche a movimenti filosofici come il Realismo Speculativo e altre correnti del dibattito contemporaneo portato avanti da Ray Brassier, Iain Hamilton Grant, Reza Negarestani, in qualche modo figli del brodo primordiale della CCRU. Le rielaborazioni filosofiche vengono poi sistematicamente fuse con gli scenari cyberpunk evocati dai libri di Philip K. Dick, di William Gibson (in particolare Neuromante del 1984), dai film di James Cameron (la saga di Terminator) e da altri autori letterari, compresi maestri dell’orrore e del dark fantasy come H.P. Lovecraft, in modo da immaginare un futuro sempre più immerso nella fusione uomo-macchina, con un contesto caotico, inafferrabile, votato al superamento delle logiche coercitive delle vecchie società umane. La stessa parola “accelerazionismo” ha origine dal romanzo di fantascienza Signore della Luce di Roger Zelazny, pubblicato nel lontano 1967, e inoltre diversi studiosi hanno sottolineato2 che alcuni dei grandi pensatori della Modernità, come Karl Marx (Frammento sulle macchine, 1858) o Nicolai Fedorov (La filosofia dell’opera comune, 1906), sono in un certo senso i precursori di questa corrente intellettuale, in quanto la lunga ascesa della civiltà tecnologica si basa essa stessa sull’implacabile accelerazione dei meccanismi artificiali.
Con l’aumento dei partecipanti e l’intensificarsi delle speculazioni filosofiche, le contaminazioni del collettivo britannico si arricchiscono anche di una serie di performance; eventi dal vivo interattivo-psichedelici dove la musica elettronica contribuisce all’approfondimento immersivo delle numerose tematiche trattate, tramite le collaborazioni con il musicista Dj Kode9 (pseudonimo di Steve Goodman) e artisti/scrittori come Kodwo Eshun, promotore successivamente dell’Afrofuturismo. La conferenza Virtual Futures 96: Datableed del 1996 rende manifesta la volontà di questa multi-interazione disciplinare e costituisce uno degli apici della prima fase della CCRU.

Il profeta della Singolarità e la frammentazione accelerazionista

La cooperazione intellettuale del gruppo si consuma nel giro di appena due anni, quando nel marzo del 1997 Sadie Plant abbandona la CCRU e il controllo dell’unità passa pienamente a Nick Land. Da una visione tecno-libertaria, cibernetica, orizzontale, con differenti commistioni accademiche, si passa velocemente a un sistema sempre più confusionario, ostile alle vecchie “Cattedrali del sapere”, fra parapsicologia, occultismo, al confine fra scienza e superstizione, fino a degenerare in una sorta di culto della personalità di Land. Il quale più a fondo si immerge nelle dinamiche alienanti del Sistema globale, più arriva a un crollo psicologico che lo porta a lasciare l’esperienza universitaria nel giro un anno, fino alla dissoluzione definitiva della Cybernetic Culture Research Unit nel 2003. 
Ma quello che all’epoca sembrava un piccolo gruppo di spostati, figure minori rinchiuse in una delle tante nicchie culturali ai limiti del mondo accademico occidentale, nell’arco di tre decenni diventa una delle correnti di pensiero più influenti del XXI secolo attraverso le sue varie diramazioni ed esegeti del progresso tecnologico. In particolare grazie a Mark Fisher, inizialmente allievo e collaboratore di Plant/Land, che nel corso della sua successiva evoluzione intellettuale si allontana dalle elaborazioni iniziali della CCRU maturando una profonda critica verso le dinamiche contemporanee, espressa compiutamente nel saggio Realismo capitalista del 2009. Altri pensatori, come Alex Williams e Nick Srnicek, trarranno dall’esperienza della CCRU l’ispirazione per la formulazione del cosiddetto “accelerazionismo di sinistra”3, con scarse fortune politiche sul medio termine. Ma a livello di profondità e impatto sulla scena internazionale è il filosofo Nick Land a conseguire una reale influenza, diventando il profeta del nuovo Illuminismo Oscuro con cui forgiare le forze economiche-politiche votate all’annientamento di tutti i vecchi ordini in nome della Singolarità ipertecnologica. Intrecciandosi con il pensiero di altri teorici neoreazionari, Curtis Yarvin in primis, le sue opere seminali hanno sicuramente contribuito all’ascesa dell’accelerazionismo reazionario con le vittorie presidenziali di Donald Trump e i nuovi oligarchi della Silicon Valley.

Accelerare verso cosa?

Mark Fisher una volta definì Land come il nuovo Friedrich Nietzsche di questa tarda epoca4. Ma se il famosissimo filosofo tedesco è stato il sismografo del violento cambiamento portato dalla Modernità, Nick Land probabilmente, nelle sue derive più oscure, sarà lo spietato profeta della sua fine; l’annullamento dell’inefficiente Homo Sapiens, l’accelerazione come unico fine del Sistema globale, le presunte e infinite possibilità promesse dalla Singolarità, i tecno-autoritarismi come propulsori del processo finale… Il tutto calato in una cieca alienazione dove il dispositivo antropocentrico, che Land chiamò con disprezzo “Human Security System” in uno dei suoi scritti degli anni ’90, verrà definitamente sostituito dalla Macchina… Sogno o incubo, non importa. La strada è obbligata e le iperstizioni realizzeranno passo dopo passo la consunzione tecno-industriale. Un “credo” sposato con molte contraddizioni, sia dalla Cina sino-futurista, sia dagli imprenditori accelerazionisti, in quanto i limiti, la decelerazione, la decrescita sono il nemico5.

Se tutto è in funzione della Macchina, ammantato sotto un infinito progresso, cosa rimane di umano, troppo umano, in questo mondo che si auto-ristrutturerà completamente? Alla fine il pensiero di Nick Land rappresenta palesemente una nevrosi collettiva senza possibilità di catarsi, dove nichilismo e disequilibrio psicologico si fondono proprio a causa dei ritmi alienanti che ci siamo auto-imposti secoli fa. Forse nel suo animo più profondo Land non crede realmente nella Singolarità. Non vuole la vittoria dell’anti-umano. Ma semplicemente la sua definitiva implosione. Nello spingere tutto verso l’estremo, verso un’accelerazione esponenziale incontrollabile, forse spera di salvare sé stesso e tutti gli altri, tramite l’autodistruzione del Meccanismo più potente, pervasivo e coercitivo della storia umana.

La Neo-Cina arriva dal futuro. 
Droghe ipersintetiche si combinano col voodoo digitale. 
Retro-malattia. 
Nanospasmo. [[ ]] Oltre il Giudizio di Dio. Collasso

Nick Land, Meltdown, 1994

Note

  1. G. Deleuze, F. Guattari, L’anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia, 1975, p. 272
  2. R. Mackay, A. Avanessian, #Accelerate: The Accelerationist Reader, Urbanomic, 2014
  3. A. Williams, N. Srnicek, #ACCELERATE MANIFESTO for an Accelerationist Politics, 14 maggio 2013
  4. M. Fisher, Terminator vs. Avatar: Notes on Accelerationism, 2012
  5. M. Andreessen, The Techno-Optimist Manifesto, 16 ottobre 2023
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