Lewis Carroll, andata e ritorno

Scopri gli Pseudonimi nascosti dietro ai veri nomi di battesimo di illustri scrittrici, scienziati, economiste e poeti.

Autore

Alessandro Isidoro Re

Data

5 Settembre 2022

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TEMPO DI LETTURA

3' di lettura

DATA

5 Settembre 2022

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


Cultura

Letteratura

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Tutte e tutti conosciamo l’autore del celebre Alice nel Paese delle Meraviglie. E invece no.

Come spesso succede, e come cercherà di scoprire questa rubrica intitolata Pseudonimi, dietro i suggestivi nomi di illustri scrittrici, scienziati, economiste e poeti si nascondono i veri nomi ‘di battesimo’ tenuti reclusi per le ragioni più disparate. 

In questo caso – primo episodio della rubrica omonima – narriamo le contingenze che hanno indotto l’ideatore del Cappellaio Matto a utilizzare un nom de plume 1 ; e di quale marchingegno semantico si sia servito per costruire questo celebre pseudonimo.

Per citare proprio Alice, occorre partire dal principio e, arrivati alla fine, fermarsi.

Qual è dunque il motivo di tale mistero? L’autore, terzo di undici tra fratelli e sorelle, godeva di ottima fama nel mondo accademico ed ecclesiastico – era infatti un prete anglicano e professore di matematica e logica a Oxford, nonché pioniere della fotografia e abile inventore 2.

Da qui si deduce il bisogno, artistico ma non solo, di creare una sorta di doppio; da un lato l’integerrimo professore e prelato – dall’altro l’artista, fotografo e inventore.

Ma quale nome adottare per immortalarsi nell’Olimpo della letteratura? Certamente un bel dilemma. E, da buon logico, Carroll non si tira indietro. 

Il suo vero nome, è giunto il momento di svelare l’arcano, era Charles Lutwidge Dodgson. E Il metodo con cui Charles risale al suo pseudonimo è degno dei giochi balzani che popolano le pagine del suo capolavoro.

Seguite il ragionamento: da uomo di chiesa, egli amava e ben conosceva il latino; decise allora di cominciare a ‘latinizzare’ i propri nomi. 

Ecco lo schema:

Charles   >  Carolus

Lutwidge >  Ludovicus

In secondo luogo, per fuggire ulteriori sospetti, scelse di invertire codesti nomi “latinizzati”:

Carolus Ludovicus > Ludovicus Carolus

Infine, pirotecnico colpo di scena, volle ‘re-inglesizzare’ entrambi i nomi:

Ludovicus Carolus > Lewis Carroll


Ed ecco come nacque uno degli pseudonimi più conosciuti di sempre, frutto dello stesso ingegno ludico (nomen omen) che permise a questo singolare prete/professore/fotografo di partorire alcune delle opere più intelligenti e divertenti mai scritte.

Note

  1.  Il nome d’arte
  2.  Due invenzioni, in particolare, sono degne di nota. La ‘nyctografia’, un astuto metodo per scrivere al buio (per mezzo di una griglia quadrata e un alfabeto composto da punti e segni), e il gioco Word Ladder, la famosa ‘scala di parole’, nota anche come metagramma (creata per dilettare, in un noioso Natale del 1878, l’allora bambina Julia Arnold, futura madre di Aldous Huxley – di cui parleremo in altra sede
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