COP28, Bollettino – Giorno 8

Autore

Alessandra Favazzo, Valeria Zanini

Data

8 Dicembre 2023

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3' di lettura

DATA

8 Dicembre 2023

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PAROLE CHIAVE


COP28

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Si è concluso a Dubai l’ottavo giorno di lavori della COP28, il primo della seconda e decisiva settimana dopo il consueto giorno di pausa. La giornata di oggi ha avuto come focus tematici giovani, bambini, formazione e competenze. Nel dettaglio, l’obiettivo della giornata è stato quello di informare e coinvolgere i giovani – che sono anche coloro che subiranno in misura maggiore gli effetti negativi del climate change – nel processo decisionale relativo all’azione climatica, mettendo al centro dell’azione climatica i diritti dei bambini.

I fatti salienti

Lo stato dei negoziati Nelle ultime ore è iniziata a circolare una seconda bozza del Global Stocktake (GST), ventisette pagine in cui si fa un bilancio globale dei progressi collettivi nella direzione del raggiungimento degli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi del 2015. Questo bilancio offre indicazioni alle Parti per aggiornare e migliorare, a livello nazionale, le loro azioni, in vista della presentazione dei nuovi NDCs (le nationally determined contributions – ovvero i documenti tramite cui i Paesi parti degli accordi di Parigi dichiarano i propri intenti e strategie di decarbonizzazione), che avrà luogo durante la COP30 di Belèm. All’inizio della nuova bozza del GST, viene sottolineato come le Parti non siano ancora collettivamente allineate al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Le luci sono ancora puntate sul ruolo che i combustibili fossili avranno nel testo finale. Sembra che il verbo phase out, eliminare, abbia vinto su phase down, ridurre, ma sia stato corredato per ammorbidirne il significato dall’espressione «secondo la migliore scienza disponibile». La seconda opzione sottolinea che questo andrà fatto in linea anche con il report speciale IPCC su 1,5°C e con l’Accordo di Parigi. La terza opzione prevede il phase out dei combustibili fossili ‘unabated’, ‘non compensati da CCS’, lasciando così aperta la via all’utilizzo di quelli le cui emissioni sono state ‘abbattute’ dalla cattura del carbonio. In che misura il carbonio debba essere catturato per considerare un combustibile fossile ‘abated’ è ancora da decidere. La quarta opzione è simile alla terza; le due si differenziano solo per l’orizzonte temporale: la terza prevede il picco nei consumi dei combustibili i fossili entro il 2030; la quarta invece pone l’obiettivo del phase out entro o prima del 2050. L’opzione 5 è invece una no-option, che eliminerebbe del tutto il paragrafo 36c in discussione.

Per sciogliere questo impasse, si mormora che l’altra opzione sul tavolo sia un phase down dei fossil fuels, ma di tutti.

Questa settimana, dopo il lavoro preliminare dei negoziatori, i ministri dei diversi Paesi lavoreranno per finalizzare il documento.

Per far questo, a ogni vertice sul clima, un ministro dell’ambiente del Nord del mondo e un suo omologo del Sud del mondo collaborano per supervisionare i colloqui su argomenti chiave, al fine di agevolare il raggiungimento del consenso sul testo finale. Anche se i Paesi spingono per un accordo, il dibattito su come accelerare la riduzione delle emissioni si preannuncia teso. Tra i temi chiave in cui sarà necessario trovare un compromesso ci sono combustibili fossili e le strategie per l’adattamento.

Una lettera firmata da 800 stakeholder (tra cui anche scienziati) sul Global Stocktake È stata pubblicata una lettera, firmata da 800 diversi soggetti portatori di interessi – tra cui scienziati, amministratori delegati, popolazioni indigene, sindaci, governi, giovani, operatori sanitari e leader religiosi, filantropi e atleti – e destinata al presidente della COP28 Sultan Al Jaber, in cui si esortano i Paesi a trovare rapidamente un accordo sul Global Stocktake  per mantenere la soglia degli 1,5 gradi a portata di mano.

Sondaggio UNICEF: Solo la metà dei giovani conosce la corretta definizione di cambiamento climatico – Secondo i risultati di un sondaggio realizzato da UNICEF e Gallup, la maggior parte dei bambini e dei giovani afferma di aver sentito parlare del cambiamento climatico ma solo la metà comprende cosa sia. I risultati del sondaggio globale – che ha coinvolto più di 55.000 persone in 55 Paesi diversi – mostrano che in media l’85% dei giovani fra i 15 e i 24 anni dichiara di aver sentito discussioni sul climate change, ma solo il 50% di loro ha indicato la definizione corretta che ne ha dato l’UNFCCC.

Il lancio del Green Jobs for Youth Online Training and Mentoring Program – Nella giornata dedicata anche ai temi delle competenze stato lanciato da RewirEd Summit – in collaborazione con Dubai Cares e Ban Ki-moon Centre for Global Citizens – il Green Jobs for Youth Online Training and Mentoring Program, un programma di formazione e mentoring che aiuta i giovani a scegliere occupazioni allineate con una prospettiva di decarbonizzazione, e che aiutino a guidare la trasformazione del sistema secondo la linea dettata dall’Obiettivo 13 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che pone l’obiettivo di adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze.

Il dibattito su chi ospiterà la COP29 – Continua il dibattito su chi ospiterà la COP29, anche se oggi potrebbe essere arrivata una svolta. Ci si aspettava che Armenia e Azerbaigian si opponessero reciprocamente alla candidatura di ospitare la conferenza, mentre a sorpresa l’Armenia ha dichiarato che sosterrà la candidatura di Baku alla COP29 come parte di un più ampio dialogo anche sulla questione del Nagorno-Karabakh. 

Le dichiarazioni più importanti

Sultan Al Jaber: «Abbiamo già fatto la storia» – Nella conferenza stampa che ha segnato la ripresa dei lavori dopo la pausa di ieri, Sultan Al Jaber ha dato nuove indicazioni sull’organizzazione dei lavori, invitando le parti a non considerare più «il cambiamento climatico come un fardello, ma come un’opportunità». Si è poi impegnato con le ong, la società civile, gli osservatori, le imprese e l’industria, a promuovere gli obiettivi più ambiziosi possibili per questa conferenza. «Penso che siamo tutti d’accordo nel considerare COP28 differente, abbiamo già fatto la storia», ha aggiunto Sultan Al Jaber.

Shamma Al Mazrui (Youth Climate Champion): «Se i giovani possono esprimersi, diventano motori del cambiamento» – Per rimarcare l’importanza del coinvolgimento delle giovani generazioni Shamma Al Mazrui, ministro dello Sviluppo comunitario degli Emirati Arabi Uniti e Youth Climate Champion di COP28, ha dichiarato: «Quando i giovani hanno un posto al tavolo dei negoziati e una voce nel processo decisionale, diventano motori del cambiamento».

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