COP30, Bollettino – Giorno 8

17.11.2025 - Belem - Annalena Baerbock, President of the United Nations General Assembly attends the High-Level Opening Plenary during the 30th Conference of the Parties (COP30). Photo by Aline Massuca/COP30

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Beatrice Ala, Cristina El Khoury, Alessandra Favazzo

Data

18 Novembre 2025

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18 Novembre 2025

ARGOMENTO

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È iniziata la seconda – e decisiva – settimana di COP30, quella in cui è necessario passare finalmente dal livello tecnico a quello politico, con l’arrivo a Belém di circa 160 ministri dell’Ambiente – tra cui l’italiano Gilberto Pichetto Fratin – e l’intensificarsi delle discussioni su adattamento, transizione giusta e finanziamenti per il clima. La giornata di lunedì concentra l’attenzione sulla natura come perno dell’azione per il clima, con l’obiettivo di rafforzare gli impegni per proteggere le foreste, difendere i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali ed espandere le soluzioni basate sulla natura come pilastri essenziali del progresso globale. I leader hanno promosso finanziamenti innovativi per le foreste attraverso un dialogo ad alto livello basato sul Tropical Forest Forever Facility (TFFF) con una tabella di marcia di azioni volte ad aumentare i finanziamenti e invertire il processo di deforestazione, mentre i governi contributori hanno annunciato nuovi finanziamenti a sostegno dell’Adaptation Fund per aumentare la resilienza delle nazioni vulnerabili. Alcune iniziative hanno messo in luce i diritti e il ruolo di guida delle popolazioni indigene, tra cui un impegno di 1,8 miliardi di dollari per la protezione di 160 milioni di ettari di terra dei nativi, firmato da quindici Paesi. Insieme, questi progetti hanno lanciato un messaggio chiaro: proteggere la natura e le comunità che la salvaguardano è indispensabile per realizzare un’azione climatica concreta e duratura.

I fatti salienti

La Summary note di domenica e la svolta di lunedì: verso un Belém political package

Nella serata di domenica la presidenza brasiliana ha pubblicato una nota che riassume i progressi della prima settimana di consultazioni e le posizioni espresse dalle Parti su quattro temi centrali: attuazione dell’Articolo 9.1, misure commerciali unilaterali (UTM), ambizione degli NDC per chiudere il divario verso 1,5°C e avanzamento del quadro di trasparenza tramite i  rapporti biennali di trasparenza (BTR). La nota afferma che «è stato individuato un elevato grado di convergenza», in vista di una possibile cover decision finale. 

Le quattro aree tematiche vengono presentate attraverso opzioni negoziali modulabili:

Articolo 9.1 (finanza climatica):

  • Opzione 1: istituire un programma di lavoro e piano d’azione triennale;
  • Opzione 2: ricollegarsi all’NCQG e l’obiettivo finanziario di 300 miliardi di dollari concordato a Baku.

Misure commerciali unilaterali:

  • Opzione 1: creare nuovi strumenti, come un nuovo dialogo annuale dedicato, o tavole rotonde sul nesso tra cambiamento climatico e commercio;
  • Opzione 2: proseguire le discussioni all’interno dei framework esistenti.

Ambizione degli NDC e traiettoria 1,5°C:

  • Opzione 1: organizzare discussioni annuali della COP per monitorare l’allineamento degli impegni nazionali, includendo temi chiave come la transizione dai combustibili fossili;
  • Opzione 2: rimandare il confronto al prossimo Global Stocktake del 2028, mantenendo il ciclo quinquennale. 

Quadro di trasparenza (BTR):

  • Rafforzare le linee guida e i processi per migliorare la qualità e comparabilità dei report, in vista della piena implementazione del sistema di trasparenza dell’Accordo di Parigi.

La summary note inoltre richiama i dieci anni dell’Accordo di Parigi, sottolineando ancora una volta la necessità di passare dalla negoziazione all’implementazione, rafforzando multilateralismo, cooperazione internazionale e sostegno ai Paesi più vulnerabili.
Lunedì sera, dopo una serie di consultazioni, il Presidente della COP30 André Corrêa do Lago ha inviato una lettera urgente alle Parti annunciando una ristrutturazione del percorso negoziale: i quattro dossier della summary note saranno integrati in un unico ‘pacchetto politico‘, insieme a capitoli strettamente collegati (come adattamento e transizione giusta). L’ambizione del Presidente è puntare all’approvazione del primo Belém political package nella plenaria di martedì sera. Un secondo pacchetto raccoglierà invece i punti rimanenti dell’agenda formale, da approvare entro la fatidica data di venerdì 21.

I discorsi di inaugurazione dei Ministri dell’Ambiente

La seconda settimana si è aperta con il segmento di alto livello, in cui Ministri dell’Energia e dell’Ambiente hanno preso la parola in plenaria. Gli interventi hanno evidenziato le posizioni dei vari governi rispetto ai temi caratterizzanti di questa COP: eventi climatici di gravità e frequenza crescente, l’urgenza di mantenere la traiettoria di 1,5°C, gli impegni per le riduzioni delle emissioni e la necessità di accelerare l’uscita dalle fonti fossili. I Paesi del Sud Globale hanno riaffermato i due punti cruciali delle negoziazioni: la decisa contestazione delle misure unilaterali di commercio e il carattere vincolante del 9.1 riguardo gli impegni di finanza globale. Nel suo intervento, Wopke Hoekstra, Commissario europeo per il clima, ha ricordato i risultati ottenuti nella riduzione delle emissioni e il consistente flusso di finanza climatica devoluto ai Paesi vulnerabili: «Rispettiamo e onoriamo gli impegni internazionali: l’Unione europea e la Banca Europea per gli Investimenti sono i maggiori fornitori di finanziamenti internazionali per il clima». Lo scontro politico è emerso in modo più esplicito riguardo il tema delle misure unilaterali: «Per colmare il divario di obiettivi continueremo a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, compresa la tassa sul carbonio», ha affermato il Commissario.

L’UE difende il CBAM

Durante il suo intervento nella conferenza stampa, il Commissario Wopke Hoekstra ha tracciato un quadro netto delle sfide e delle responsabilità globali, ricordando che «il cambiamento climatico non discrimina»: la riduzione delle emissioni debba avvenire ovunque e simultaneamente. Hoekstra ha poi indicato diverse priorità immediate, tra cui: accelerare la transizione energetica, rafforzare il quadro su adattamento e indicatori rendendo la finanza ‘concreta e realmente accessibile’, e concludere un Gender Action Plan operativo e inclusivo. Il Commissario europeo, riprendendo quanto detto durante l’evento ministeriale della mattina, ha difeso con fermezza la posizione europea sul CBAM, sottolineando che non si tratta di una misura commerciale, ma di uno strumento «parte integrante della politica climatica europea». Il tema è però uno dei principali punti di contesa di questa COP: diversi Paesi del Sud Globale – in particolare Cina e India – chiedono che la COP30 adotti una decisione contro le barriere commerciali unilaterali, con riferimento esplicito al meccanismo europeo. Testato dal 2023 e destinato a diventare pienamente operativo nel 2026, il CBAM si applicherà alle importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio come acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità e idrogeno. Proprio per questo, il capo della delegazione cinese, Li Gao, ha avvertito della necessità di «evitare gli impatti negativi dell’unilateralismo geopolitico o del protezionismo». Di fronte alle critiche, Hoekstra ha ribadito che l’UE non accetterà che il CBAM venga etichettato come misura unilaterale: «Non ci lasceremo ingannare da questa idea – e su questo punto non intendiamo negoziare», ha dichiarato in conferenza stampa. Allo stesso tempo, ha insistito sul ruolo decisivo della cooperazione con la Cina, soprattutto nel mercato del carbonio, e sulla necessità di progredire con decisione nella transizione dai combustibili fossili: «Europa e Cina hanno la capacità di aprire la strada verso un futuro sostenibile».

La Corea del Sud abbandona le centrali a carbone

Il Paese asiatico ha annunciato di aver aderito alla Powering Past Coal Alliance (PPCA), impegnandosi a chiudere 40 delle 62 centrali elettriche a carbone entro il 2040 (l’eliminazione graduale delle restanti 22 sarà determinata in base alla fattibilità economica e ambientale). La Corea del Sud è la seconda nazione asiatica, dopo Singapore, a entrare nell’Alleanza, nata nel 2017 con l’obiettivo di eliminare gradualmente le centrali a carbone che non prevedono misure di riduzione delle emissioni. Attualmente il Paese produce circa un terzo della sua elettricità da combustibili fossili.

L’Australia rifiuta di co-organizzare COP31 insieme alla Turchia

Continua la disputa sulla sede della prossima edizione della Conferenza. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha respinto l’ipotesi di co-ospitare la prossima Conferenza delle Parti con la Turchia. Dal momento che il Paese ospitante viene deciso all’unanimità per consenso, se nelle prossime ore il governo di Canberra o quello di Ankara non ritireranno la propria candidatura, la prossima Conferenza delle Parti si terrà a Bonn, in Germania, città che ospita il segretariato delle Nazioni Unite per il clima, sotto la presidenza brasiliana. 

BEI presenta un nuovo fondo green

BEI Global, la divisione per lo sviluppo del Gruppo Banca Europea per gli Investimenti, ha creato un fondo fiduciario per l’azione per il clima, al quale Germania e Lussemburgo contribuiscono con un totale di 32 milioni di euro in qualità di donatori iniziali. L’iniziativa finanzierà il Greening Financial Systems Programme della BEI, che fornisce consulenza alle banche centrali, alle autorità di regolamentazione e alle istituzioni finanziarie per ridurre i rischi climatici e costruire sistemi finanziari resilienti in tutto il mondo.

Le dichiarazioni più importanti

Gilberto Pichetto Fratin (ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica): «Italia impegnata su decarbonizzazione e finanza climatica con approccio realistico». «L’Italia è impegnata a portare a COP30 gli impegni che, come Paese, abbiamo assunto nelle COP precedenti e che riguardano la decarbonizzazione a livello mondiale con attività di mitigazione e adattamento. Sul fronte della mitigazione, per la riduzione delle emissioni, riteniamo indispensabile seguire il principio della neutralità tecnologica», ha dichiarato l’esponente del governo italiano, in partenza alla volta del Brasile. «A Belém portiamo un’iniziativa che mira a quadruplicare l’uso globale dei biocarburanti sostenibili. Sulle iniziative di ordine finanziario già avviate vorrei ricordare in particolare l’impegno verso i paesi più vulnerabili in Africa attraverso il Piano Mattei», ha aggiunto, facendo riferimento all’iniziativa Belem 4x pledge.

Annalena Baerbock (Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite): «La giustizia sociale e le azioni per il clima sono due facce della stessa medaglia». La Presidente ha indicato la via della cooperazione internazionale come l’unica percorribile per l’azione climatica: «I fondi esistono, ma devono essere riallocati. Soluzioni valide sono già implementate in tutto il mondo, dobbiamo solo collegarle tra loro. Questa è la nuova forma di multilateralismo.»

Catherine Russell (direttrice generale dell’Unicef): «L’inquinamento dell’aria contribuisce per il 15% alla mortalità infantile». Secondo gli ultimi dati dell’agenzia dell’Onu, la metà dei bambini del mondo vive in Paesi a rischio estremo di caos climatico ed entro il 2050, si prevede che la loro esposizione alle ondate di calore aumenterà di otto volte. «Già oggi, un bambino su cinque vive almeno il doppio dei giorni di caldo estremo rispetto a quando i suoi nonni erano piccoli», ha dichiarato Russell, «la crisi climatica è, in sostanza, una crisi dei diritti dei bambini».

Kim Sung-hwan (ministro del Clima della Corea del Sud): «L’eliminazione graduale del carbone non è solo necessaria per il clima, ma anche benefica per la sicurezza energetica, la competitività delle imprese e la creazione di posti di lavoro non solo per la Corea del Sud ma anche per tutti gli altri Paesi», ha dichiarato l’esponente del governo di Seul, che guida la delegazione sudcoreana a Belém.

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