COP30, Bollettino – Giorno 4

Belém PA - 13.11.2025 - COP30 Belém Amazônia (DAY 04) - High-Level/Ministerial Event “Health and Climate Ministerial Meeting: The Belém Health Action. Foto: Rafa Neddermeyer/COP30 Brasil Amazônia/PR

Autore

Beatrice Ala, Cristina El Khoury, Alessandra Favazzo

Data

14 Novembre 2025

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14 Novembre 2025

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Al quarto giorno di Conferenza, a Belém, i colloqui sui temi più controversi – come gli obiettivi nazionali di riduzione dei gas serra e la finanza – non hanno dato per ora i risultati sperati. Delegati, esperti e società civile continuano a discutere di cambiamento climatico declinato oggi nei focus tematici di lavoro, formazione, diritti civili e salute, per trovare soluzioni che connettano sviluppo umano, scienza e giustizia, proteggere la biodiversità, rafforzare i sistemi sanitari e ridurre le disuguaglianze climatiche.

I fatti salienti

Lo stato dei negoziati

Proseguono i tavoli a porte chiuse: la presidenza brasiliana ha rimandato il bilancio sui lavori relativi a quattro temi sospesi dall’agenda a sabato. Intanto iniziano ad uscire le prime bozze testuali.

  • ‘UAE Dialogue’ legato al Global Stocktake (GST), uno dei dossier più divisivi dopo lo stallo della COP29. Il testo – tre pagine con 14 opzioni e oltre 50 parentesi quadre (che indicano le aree controverse) – riflette profonde divergenze tra le Parti sulla portata del dialogo: alcuni Paesi vogliono limitarlo alla sola finanza, altri chiedono di includere tutte le componenti del bilancio globale, compresa la transizione dai combustibili fossili. Restano aperte anche le questioni della frequenza degli incontri e dei risultati attesi, che variano dalla semplice reportistica all’istituzione di un nuovo punto permanente dell’agenda. 
  • Global Goal on Adaptation (GGA), subito rivelatasi uno dei temi più delicati della COP30. Il testo mostra profonde divisioni sulla finanza per l’adattamento: mentre il blocco dei Paesi in via di sviluppo chiede di triplicare i fondi, con una proposta alternativa che fissa un obiettivo di 120 miliardi di dollari entro il 2030, i Paesi sviluppati preferiscono discutere altre opzioni. La bozza rivela inoltre una frattura crescente sugli indicatori destinati a misurare i progressi dell’adattamento: i gruppi africano e arabo chiedono di rinviare di due anni l’adozione del pacchetto, denunciando che alcune metriche proposte rischiano di trasferire impropriamente sui Paesi vulnerabili l’onere finanziario, includendo nei conteggi i bilanci nazionali e le spese domestiche. Infine, la bozza non affronta pienamente aspetti cruciali come qualità e accessibilità della finanza, elementi essenziali per evitare criteri irrealistici o forme di prestiti a tassi insostenibili.  

Dalle negoziazioni all’implementazione: il nodo dell’Articolo 9.1 e delle misure commerciali unilaterali (UTM)

L’invito alla collaborazione, alle proposte costruttive e allo spirito di Mutirão è invariato, ma le Parti non intendono cedere terreno nel corso dei negoziati. Nelle consultazioni presidenziali della mattina sui quattro temi contesi dell’agenda, si è delineata più chiaramente la divergenza tra Sud Globale e Paesi a più alto reddito. L’Arabia Saudita, portavoce del Gruppo arabo e supportata da LMDC, AILAC e LDC, ha ricordato che le discussioni sull’Articolo 9.1 e UTM sono imperative e non più rimandabili, proponendo un work programme per discutere dei due item. Le discussioni sull’UTM hanno richiamato il tema della sovranità dei Paesi: da una parte l’UE ha rivendicato la possibilità degli Stati di agire in libertà per tutelare la competitività commerciale, d’altra parte le misure commerciali unilaterali sono viste dagli Stati del Sud Globale come gravi restrizioni alla loro sovranità economica e come barriere all’ingresso nei mercati internazionali, rendendo ancora più difficili gli sforzi di decarbonizzazione. Nonostante i richiami di UE, EIG, Australia e Canada agli sforzi compiuti e agli accordi finora raggiunti, il delegato della Siria ha ricordato che ‘Non possiamo lasciare Belém dicendoci che siamo d’accordo e che continueremo a discutere: ora dobbiamo agire‘.

Via libera del Parlamento europeo al taglio del 90% entro il 2040

L’Europarlamento ha dato il via libera al mandato della Commissione ENVI: i deputati hanno approvato la propria posizione sulla revisione della Legge europea sul clima, confermando con 379 voti favorevoli, 248 contrari e 10 astensioni l’obiettivo vincolante di ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Si tratta di un passaggio chiave verso la neutralità climatica dell’UE entro 2050. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri per definire la versione finale della legge.

Salute: la presidenza brasiliana lancia il Belém Health Action Plan (BHAP)

Si tratta del primo piano internazionale di adattamento ai cambiamenti climatici incentrato sul tema della salute. Il documento definisce azioni concrete per aiutare i Paesi a preparare i propri sistemi sanitari e rispondere agli impatti del cambiamento climatico sulla salute, in particolare delle comunità più vulnerabili. Sul tema della salute scendono in campo anche trentacinque grandi enti filantropici (tra cui la Rockefeller Foundation e la Gates Foundation) che, attraverso la Climate and Health Funders Coalition, doneranno 300 milioni di dollari per sostenere il BHAP. Nel corso della conferenza stampa del mattino, Ana Toni (CEO di COP30) ha sottolineato che la salute è una priorità e che ‘nessuno sta aspettando solo i negoziati: molte azioni sono già in corso‘. Toni ha inoltre ricordato che, già in fase di adozione dell’agenda, lo Zimbabwe aveva chiesto l’introduzione di un punto specifico dedicato alla salute, sottolineando che gli impatti sanitari della crisi climatica non sono più ignorabili. La presidenza ha confermato che il tema sarà trattato all’interno del capitolo sull’adattamento.

Brasile e Cina verso un asse sulla transizione dai combustibili fossili? L’indiscrezione corre tra i media

Secondo quanto riportato da Italian Climate Network, la presidenza brasiliana di COP30, insieme alla Cina, starebbe già lavorando alla cover decision della Conferenza, che potrebbe includere una vera e propria roadmap con tappe e scadenze precise per l’uscita dai combustibili fossili entro il prossimo decennio. L’impianto si baserebbe sulle indicazioni del Global Stocktake del 2023, in linea con le evidenze scientifiche e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Una prima bozza di testo potrebbe circolare già tra venerdì e sabato.

Il Canada annuncia un contributo al fondo delle Nazioni Unite per l’Amazzonia di 3 milioni di USD

Il governo canadese è partner del Fondo dal novembre 2024, quando ha annunciato il suo primo contributo durante il vertice dei leader del G20 a Rio de Janeiro. Il Fondo Brasile-ONU per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia finanzia iniziative che coniugano protezione ambientale, inclusione sociale e dinamismo economico, in armonia con gli ecosistemi naturali e nel pieno rispetto della ricchezza socioculturale della regione.

Le emissioni di CO2 da combustibili fossili stabiliranno un nuovo record nel 2025

A dirlo sono i dati del rapporto annuale ‘Global Carbon Budget 2025’, giunto alla sua seconda edizione, secondo cui quest’anno le emissioni di CO2 da combustibili fossili e cemento aumenteranno di circa l’1,1%, raggiungendo il picco di 38,1 miliardi di tonnellate. Lo studio afferma inoltre che le emissioni in Cina e in India cresceranno molto meno nel 2025 rispetto all’ultimo decennio, mentre le emissioni negli Stati Uniti e nell’UE torneranno in aumento dopo anni di discesa.

L’allarme del Climate Action Tracker: ‘Il Pianeta è ancora sulla strada per un aumento della temperatura globale di 2,6°C’

L’aggiornamento pubblicato dal Climate Action Tracker prevede che nel mondo si registrerà un incremento della temperatura pari a 2,6°C rispetto ai tempi preindustriali entro la fine del secolo, senza sostanziali variazioni rispetto a quanto previsto l’anno scorso. Ciò significa che i nuovi NDC al 2035 presentati finora non rappresenterebbero un impegno sufficientemente efficace per rallentare il processo di riscaldamento globale.

Le dichiarazioni più importanti

Simon Stiell (segretario esecutivo UNFCCC): ‘Vinceremo questa battaglia globale contro il cambiamento climatico solo se collegheremo azioni più incisive e priorità delle persone nella loro vita quotidiana’. In occasione dell’evento sul Belém Health Action Plan, Stiell ha affermato: ‘L’umanità potrà vincere questa battaglia globale contro il cambiamento climatico solo se collegheremo azioni più incisive in materia di clima alle priorità delle persone nella loro vita quotidiana.  E poche priorità sono più importanti della nostra salute’. 

Alexandre Padilha (Ministro della Salute del Brasile): ‘Il Brasile mostra al mondo che salute e clima sono agende indissociabili’. La crisi climatica è, prima di tutto, una crisi di salute pubblica. Non siamo più di fronte a un rischio futuro, ma a una realtà che già mette sotto pressione i sistemi sanitari, provoca morti e aggrava le disuguaglianze’, ha avvertito, intervenendo nella conferenza stampa mattutina della Presidenza COP. ‘Qui a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, ribadiamo che la risposta a questa crisi deve unire scienza, cooperazione e umanità: adattare i nostri sistemi significa proteggere vite umane, comunità e il futuro del pianeta’, ha aggiunto.

Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea): ‘Accelerare la transizione pulita e utilizzarla per stimolare la crescita’. Lo ha dichiarato von der Leyen in un discorso alla mini-plenaria del Parlamento europeo. ‘Dieci anni fa, ci stavamo dirigendo verso un aumento della temperatura di quattro gradi Celsius entro la fine del secolo. Oggi siamo più vicini ai 2,3 gradi Celsius. Ancora troppo alto, ma per la prima volta nella storia moderna, la curva si sta piegando. E questo dimostra la nostra capacità di cambiare le cose in meglio’, ha detto ancora, sottolineando i progressi degli ultimi anni.

Gelsomina Vigliotti (vicepresidente della Banca Europea per gli investimenti): ‘Ogni euro investito oggi in adattamento climatico ci permette di risparmiarne 6 nel futuro’. La vicepresidente della Banca europea degli investimenti ha ribadito l’impegno dell’UE verso la neutralità climatica: ‘La transizione verde globale non si ferma, ma procede grazie a solide partnership e a un impegno condiviso, restando saldamente impegnata nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Ora è il momento di passare all’attuazione […] Per questo, la Bei, come membro della famiglia delle Banche multilaterali di sviluppo, lavorerà per sostenere i nuovi obiettivi di finanziamento climatico e promuovere una transizione pulita, equa e inclusiva’.

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