COP28, Bollettino – Giorno 11

Autore

Alessandra Favazzo, Valeria Zanini

Data

11 Dicembre 2023

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3' di lettura

DATA

11 Dicembre 2023

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


COP28

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Un aggiornamento sullo stato dei negoziati – il tema più importante della giornata, che ha catturato tutte le attenzioni mediatiche nell’ultima ora, è la pubblicazione di una nuova bozza per il Global Stocktake, il documento più importante in discussione in questa COP, e anche il più controverso. Come anticipato negli scorsi bollettini, questo documento deve infatti definire, tra le altre cose, l’ambizione sul futuro dei combustibili fossili.

Ma quali sono i contenuti proposti e i cambiamenti rispetto all’ultima bozza negoziale?

L’obiettivo di triplicare la capacità rinnovabile a livello globale e di raddoppiare il ritmo di aumento dell’efficienza energetica entro il 2030 è rimasto.

Tutto il resto, però, mostra meno ambizione di quella prevista nell’ultima bozza.

Tra phase out e phase down, ha vinto la seconda opzione, accompagnata anche dall’aggettivo unabated, e in riferimento al solo carbone. Sui combustibili fossili in generale, il punto e) dell’articolo 39 (36 nell’ultima bozza) menziona l’ambizione di ridurre sia il consumo che la produzione dei combustibili fossili. Questo articolo potrebbe essere facilmente osteggiato dall’OPEC, sensibile al tema di limitazioni della produzione (basti pensare alle numerosissime critiche sollevate dai tagli alla produzione di greggio degli ultimi mesi).

I punti c) e d) spostano l’attenzione dalla riduzione delle fonti fossili al centro del sistema energetico oggi, alle tecnologie a zero o basse emissioni (menzionando esplicitamente rinnovabili, nucleare, tecnologie di rimozione ed abbattimento, che includono la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio, e la produzione di idrogeno a basse emissioni), ambendo ad un loro utilizzo molto prima o intorno circa metà del secolo.

Il verbo phasing out rimane solo in riferimento ai sussidi ai combustibili fossili, ma solo a quelli ‘inefficienti’.

Anche il tema delle emissioni è presente nell’articolo, che al punto f) mira a ridurre sostanzialmente le emissioni non CO2 entro il 2030, tra cui, in particolare, le emissioni di metano. Non è però presente un target di riduzione.

Gli stati stanno attualmente discutendo della bozza. Se la Presidenza di Al Jaber pensava di liberarsi così dalla diatriba che aveva caratterizzato le prime bozze del Global Stocktake (e in particolare l’ex articolo 36), diluendo la bozza nel tentativo di chiudere i lavori entro domani sera, come ribadito più volte durante la conferenza, potrebbe non essere stata la scelta migliore. Le discussioni sembrano infatti tese: l’Unione Europea ha già dichiarato che non firmerà la nuova bozza.

È terminato l’undicesimo giorno di lavori della COP28, il penultimo della conferenza. I focus tematici dei giorni scorsi hanno lasciato il posto alle ultime negoziazioni, con l’uscita di una nuova bozza del Global Stocktake che sta dividendo i Paesi.

I fatti salienti

L’Azerbajan ospiterà COP29, oggi l’ufficialità – Oggi la presidenza di COP28 si è congratulata ufficialmente con l’Azerbajan, che ospiterà COP29 nel 2024 nella capitale Baku. La prcedente candidatura della Bulgaria aveva trovato il veto della Russia, contraria all’ipotesi che la conferenza si svolgesse in un Paese dell’Unione europea.

Gli incontri cruciali di Sultan Al Jaber – In vista di un’accelerazione dei negoziati, oggi Sultan Al Jaber, presidente di COP28, ha incontrato la ministra spagnola della Transizione ecologica Teresa Ribera Rodríguez, che rappresenta a Dubai i 27 Paesi dell’Unione europea, e Ruslan Edelgeriev, rappresentante speciale per le questioni climatiche della Russia. Due soggetti politici fondamentali per il raggiungimento dell’accordo finale.

Le dichiarazioni più importanti

Antonio Guterres: «È una corsa contro il tempo, ho chiesto alle Parti massima ambizione e flessibilità» – Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha dichiarato: «Serve un compromesso per la soluzione», chiedendo di negoziare con flessibilità e al tempo stesso ambizione, «siamo quasi fuori tempo massimo». A chi gli ha chiesto se considerasse un fallimento un accordo senza la citazione del phase out dai combustibili fossili ha replicato: «Phase out non vuol dire uscita allo stesso tempo di tutti» dai combustibili fossili, «l’importante è che sia compatibile con emissioni zero al 2050 e in linea con 1,5 gradi» di aumento della temperatura media globale entro fine secolo rispetto al periodo pre industriale.


Sultan Al Jaber: «Abbiamo fatto progressi, ma c’è ancora molto da fare» – Nel sollecitare uno sforzo alle Parti in queste ultime ore prima della chiusura della conferenza, Sultan Al Jaber, presidente di COP28, ha spiegato: «Abbiamo fatto progressi, ma abbiamo ancora molto da fare. Desidero che ci sia la massima ambizione su tutti i punti dell’agenda, compreso quello relativo ai combustibili fossili». Ha inoltre chiesto ai Paesi di «fare in modo che questa COP venga ricordata come una COP che ha trasformato il modo in cui vengono condotte le COP e come una COP collettiva».

Simon Stiell (UNFCCC): «Tutti sono concentrati per ottenere un risultato nelle prossime 24 ore» – Anche Simon Stiell, segretario esecutivo dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), ha chiesto di affrettare i negoziati: «Tutto è sul tavolo per un risultato che deve essere in grado di rispondere alla crisi climatica. Adesso tocca alle Parti», ha dichiarato.

Gilberto Pichetto Fratin: «Si può e si deve fare di più» – Nel commentare la nuova bozza del Global StockTake il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha affermato: «Si può e si deve fare di più. Stiamo lavorando con i partner europei per migliorare la proposta della presidenza emiratina. Serve uno sforzo ulteriore per un testo più ambizioso».

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