La rigenerazione urbana nature-based, tra i suoi molteplici obiettivi, intende migliorare la qualità della vita dei cittadini intervenendo all’interno della trama di spazi della città. Un’ampia letteratura mostra quanto il progetto di rigenerazione dello spazio pubblico attraverso Nature-based Solutions1 sia cruciale nel contribuire al miglioramento del benessere delle comunità. La qualità degli spazi pubblici, in particolare quelli ‘verdi’, infatti, è strettamente correlata al benessere fisico e mentale dei cittadini. Spazi pubblici ben progettati favoriscono uno stile di vita attivo, riducono lo stress, promuovono il senso di appartenenza alla comunità2 e migliorano il clima urbano3. Il progetto della rigenerazione urbana nature-based dello spazio pubblico assume particolare significato in quei contesti che scontano forme di vulnerabilità diversificate (economica, ecologica e sociale) e che, per questo, richiedono interventi progettuali in grado di riequilibrare, almeno parzialmente, condizioni di disuguaglianza strutturali4. In questo senso il quartiere rappresenta un ambito di lavoro a complessità ridotta rispetto all’insieme urbano attraverso cui esplorare le intersezioni tra densità e morfologie edilizie, infrastrutture per la mobilità e ecologiche, clima, qualità dello spazio pubblico e benessere delle comunità5. Inoltre il quartiere e i suoi spazi possono diventare ambiti per sperimentare strategie e soluzioni design-based che possano aprire a scenari di transizione ecologica, energetica e giusta, replicabili poi all’interno del corpo della città. In questa cornice, è stata sviluppata una sperimentazione di research by design in uno tra i quartieri più vulnerabili a livello nazionale, Bucaletto, Potenza, dove, si è cercato di prefigurare strategie di rigenerazione nature-based che intendono riequilibrare le forme di disuguaglianza esistenti e che il cambiamento climatico contribuirà ad esacerbare.
Bucaletto tra emergenza (passata) e forme di vulnerabilità presenti
Il quartiere di Bucaletto, situato a sud-est della città di Potenza, nasce in seguito al sisma che colpì Irpinia e Basilicata nel 1980, come soluzione di emergenza per ospitare gli abitanti rimasti senza casa in strutture prefabbricate. Nel tempo, la sua condizione temporanea si è trasformata in una sistemazione permanente per offrire alloggio alle fasce più deboli della popolazione. L’obsolescenza dei moduli abitativi, la scarsità di servizi e la bassa qualità dello spazio pubblico, insieme alla crescente vulnerabilità socio-economica dei residenti insediati, hanno progressivamente favorito il degrado del quartiere, nonostante gli interventi attuati nel corso degli anni. Uno studio condotto dalla Caritas e dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse (2015) ha rilevato che circa 250 nuclei familiari di Bucaletto hanno beneficiato di aiuti alimentari. Tra questi, il 30% viveva in condizioni di povertà assoluta, senza la possibilità di soddisfare bisogni primari quali alimentazione, la cura di sé, la socialità e di assolvere al pagamento delle utenze. Il restante 70% si trovava in una situazione di povertà relativa, con un reddito medio annuo di circa 6.000 euro. Lo studio ha inoltre evidenziato livelli di disoccupazione, scolarizzazione e degrado edilizio significativamente peggiori rispetto al resto della città6.
Nel tempo si sono susseguiti piani, progetti e interventi che hanno tentato di dare risposte al disagio crescente del quartiere. Più recentemente, attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la qualità dell’Abitare-PINQUA (2020), la città di Potenza ha previsto di realizzare una serie di interventi sia sulle abitazioni che porzioni dello spazio aperto del quartiere7.
Bucaletto Smart Agro-Food Forest Neighborhood. Traiettorie di rigenerazione nature-based
In coerenza con gli interventi previsti, il team di ricerca multi-diciplinare Progetti Territorio di FEEM ha condotto una sperimentazione di research by design8 e prefigurato possibili scenari di trasformazione che possano contribuire a riequilibrare asimmetrie e vulnerabilità che caratterizzano Bucaletto e i suoi residenti, a partire dal modello della Green City9. Dentro l’obiettivo generale di ridurre le disuguaglianze che colpiscono il quartiere e migliorare la qualità della vita delle persone che vi abitano, è stato immaginato un processo di rigenerazione urbana intorno al concetto di forestazione edibile. Bucaletto, da ologramma delle vulnerabilità ricorrenti nei quartieri periferici delle città del Sud Italia, è stato prefigurato come prototipo in cui sperimentare strategie di forestazione urbana che possano avere impatti positivi di natura sociale, ecologica e economica e migliorare la qualità dello spazio aperto, attraverso la produzione alimentare di prossimità. La produzione alimentare, in questo contesto, non è intesa come semplice attività agricola urbana, ma come forma di cura territoriale, di riappropriazione collettiva dello spazio e di attivazione di legami sociali e culturali. La rigenerazione, in questa visione, non si esaurisce nella riqualificazione fisica ma si configura come un processo di riscrittura del rapporto tra ambiente costruito e ambiente vivente, tra paesaggio e cittadinanza. Il quartiere diventa laboratorio di pratiche di adattamento climatico, luogo di sperimentazione di nuove ecologie multi-specie, spazio di mediazione tra residui di urbanità e potenzialità latenti. La forestazione e la produzione di cibo di qualità diventa il filo conduttore di una teoria di strategie e azioni rigenerative che intendono migliorare lo stile di vita delle persone e le loro abitudini alimentari, stimolare le economie locali, generare nuove opportunità di lavoro e microeconomie di sussistenza e, simultaneamente, migliorare la qualità dello spazio pubblico. Inoltre, le strategie e le azioni previste intendono ridefinire il rapporto tra il quartiere, gli spazi agricoli circostanti, gli ambiti di naturalità spontanei sorti nei luoghi dell’abbandono, rafforzando l’infrastruttura ecologia, migliorando la biodiversità e introducendo forme nature-based di adattamento climatico. Bucaletto è immaginato come prototipo di una nuova alleanza tra artefatto e biologico, naturalità e virtualità a partire dalla produzione di cibo, integrando soluzioni basate sulla natura e un’infrastruttura smart. La sperimentazione è stata informata dall’indagine e dal confronto tra esperienze e progetti sul tema della forestazione e dell’agricoltura urbana alla scala di quartiere, in particolare Urban Food Forest di Rijnvliet,Utrecht (Felixx, 2020)10 e Englewood Agro-Eco District di Chicago (Gensler, 2022-in corso)11.
La strategia complessiva si articola in cinque sistemi spaziali di natura strategica, descritti di seguito, che instaurano nuove relazioni con i sistemi esistenti riconosciuti. Tra questi si annoverano i corridoi blu-verdi, le aree incolte, il sistema agricolo, nonché la rete capillare di giardini e parchi di quartiere.
Il sistema capillare di orti e giardini privati. Simulatamente agli interventi di trasformazione previsti sul costruito, verranno recuperati anche gli spazi aperti di pertinenza delle abitazioni, oggi per lo più impermeabili, come orti e giardini privati che, funzionando come un sistema capillare, collaborano da un punto di vista ecologico con l’infrastruttura verde generale.
Il sistema lineare delle strade verdi. Gli spazi impermeabili delle strade e quelli ad essi accessori, sottoutilizzati e/o abbandonati, verranno recuperati costruendo una trama di connessioni verdi alla scala del quartiere. Un sistema lineare di forestazione e l’implementazione di soluzioni basate sulla natura (NbS)12 contribuirà ad abbassare le temperature, ridurre gli allagamenti puntuali, e migliorare la qualità urbana.
Il sistema lineare del verde di mitigazione. Il sistema dei vuoti lungo la strada E847/Strada Statale Basentana verrà riqualificato attraverso operazioni di forestazione urbana in chiave di riduzione del rumore e di sequestro di carbonio. Tali interventi, sul lato nord della strada provinciale, contribuiranno a rafforzare il corridoio ecologico del fiume Basento.
Il sistema areale della foresta edibile. Negli attuali terreni abbandonati e nel tempo, attraverso il recupero dei terreni degradatisi a causa della loro impermeabilizzazione, sorgerà una foresta edibile in grado produrre frutta e verdura di qualità sia per l’autoconsumo sia per generare micro-economie per la comunità del quartiere. Attraverso un’infrastruttura smart i residenti del quartiere potranno essere informati sui periodi di maturazione e raccolta e sulla loro localizzazione; lo stesso sistema inoltre informerà sulle operazioni di manutenzione.
Il sistema areale del margine agro-forestale. I suoli abbandonati o degradati ai margini del quartiere verranno recuperati attraverso azioni di agro e micro-forestazione, introducendo specie autoctone e resistenti agli effetti del cambiamento climatico. Questi interventi mirano a ridefinire la relazione tra il quartiere e il sistema di spazi aperti agricoli in maniera porosa, creando spazi ibridi e complessi ricchi di biodiversità.
La sperimentazione condotta a Bucaletto si inserisce nel solco di una riflessione più ampia sul ruolo che le Nature-based Solutions possono giocare nei processi di rigenerazione urbana, soprattutto nei contesti segnati da vulnerabilità stratificate. In questo quartiere, nato come risposta emergenziale e divenuto nel tempo simbolo di marginalità, si è cercato di immaginare un diverso futuro possibile: uno spazio urbano in cui la forestazione edibile diventi strumento di riequilibrio sociale, ecologico ed economico. Il progetto non propone soltanto un miglioramento ambientale o paesaggistico, ma punta a ridefinire le relazioni tra le persone, lo spazio e la natura, aprendo scenari di transizione giusta e partecipata. Bucaletto, da periferia dimenticata, viene così prefigurato come luogo di sperimentazione per un nuovo modello di quartiere: fertile, resiliente, generativo. Un prototipo replicabile, capace di ispirare traiettorie trasformative in altri contesti urbani del Mezzogiorno, dove le sfide ambientali e sociali si intrecciano in forme complesse ma non prive di potenzialità. In definitiva, rigenerare significa qui costruire nuove ecologie della prossimità, in cui spazio pubblico, cibo, cura e coesione sociale si connettono in una visione integrata del vivere urbano.
Note
- UNEA, Nature-Based Solutions for Supporting Sustainable Development-Resolution Adopted by the United Nations Environment Assembly on 2 March 2022, in: https://digitallibrary.un.org/record/3999268?v=pdf, 2022
- B. Wilk, S. Hanania, V. Latinos, B. Anton e M. Olbertz, Guidelines for co-designing and co-implementing green infrastructure in urban regeneration processes, D 2.10, proGIreg. Horizon 2020 Grant Agreement No 776528, European Commission, 2020. https://progireg.eu/fileadmin/user_upload/Deliverables/D2.10_Guidelines_for_co-designing_proGIreg_ICLEI_200804.pdf
- T. Mattews, A.Y., Lo, J.A. Byrne, Reconceptualizing green infrastructure for climate change adaptation: barriers to adoption and drivers for uptake by spatial planners, “Landscape and Urban Planning”, 138, 2015, pp.155-163. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0169204615000419
- A. Raffa e A. Percoco, Integrating Equitable Climate Adaptation into Green Urban Regeneration. Infrastructural spaces as Inclusive and Nature-Based commons. In Sepe, M. (a cura di), Inclusive Cities and Regions -14th Biennal of European Towns and Town Planners, Book of Abstracts, 22-24 aprile 2024, ECTP-European Council of Spatial Planners and INU. Napoli: INU Edizioni, 2024, pp. 258-259.
- M. Moscatelli, A. Raffa, Sin(En)ergie di rigenerazione nei quartieri. Al Safarat come laboratorio sperimentale sulla transizione, in “TECHNE”, 26, 2023, pp. 94-102.
- Comune di Potenza, Programma Innovativo Nazionale per la qualità dell’Abitare, Interventi di Rigenerazione nella città di Potenza quartiere Bucaletto,Relazione Tecnico-Descrittiva, 2020, p. 9.
- Ibidem, pp. 15-22
- R. Roggema, Research by Design: Proposition for a Methodological Approach. Urban Sci.,1 2016.
- GreenCity Network, Carta per la rigenerazione urbana delle green city, 2020, in: https://www.greencitynetwork.it/wp-content/uploads/Carta-per-la-rigenerazione-urbana-delle-gren-city-1.pdf
- Felixx, Rijnvliet, Edible Neighborhood, in: https://www.felixx.nl/projects/rijnvliet-edible-neighborhood-1.html
- Gensler, Englewood Agro-Eco District, in: https://www.gensler.com/projects/englewood-agro-eco-district-land-use-plan
- A. Raffa e M. Moscatelli, Rigenerazione Urbana Green. Progettare Streetscapes resilienti al clima attraverso NbS, in: “TECHNE”, 29, 2025, in corso di pubblicazione.