Nella Polinesia francese, a Tatakoto, un gruppo di scienziati ha scoperto dei ‘super-coralli’ in grado di sopravvivere al caldo estremo. Una resistenza che potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione delle barriere coralline, in un momento in cui il cambiamento climatico ne minaccia la sopravvivenza.
Questi coralli potrebbero rivelarsi preziosi strumenti per il ripristino delle barriere coralline danneggiate in tutto il mondo: resistono e prosperano in una laguna semichiusa, soggetta a variazioni di temperatura fino a 4°C al giorno e a picchi che a volte superano i 34°C. Nella maggior parte delle barriere coralline del mondo, condizioni così estreme provocano uno sbiancamento massiccio e persino la morte dei coralli.
Questa resistenza è il risultato di un acclimatamento temporaneo oppure di un vero e proprio adattamento genetico, trasmissibile di generazione in generazione? Da questa domanda parte il lavoro della biologa Laetitia Hédouin, direttrice di ricerca al CNRS, specialista in ecologia dei coralli che studia l’adattabilità di questi organismi ad ambienti ostili. Per cercare di rispondere a questa domanda, il suo team ha prelevato delle talee da Tatakoto, che sono state poi trapiantate in un ambiente più tradizionale, sull’isola di Moorea, per osservarne il comportamento al di fuori del loro habitat originale. I primi risultati sono promettenti: i coralli di Tatakoto, in particolare alcune specie del genere Acropora, solitamente tra le più sensibili, mostrano una tolleranza termica senza precedenti.
Si aprono quindi nuovi scenari per la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema marino?
Per approfondire: 1 Ocean