Insetti ‘x-men’: con i loro elmetti percepiscono campi elettrici

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Data

28 Luglio 2025

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L’Heteronotus trinodosus e altre specie di cicaline, un gruppo di insetti che comprende circa 3200 specie in tutto il mondo, nel corso del tempo hanno sviluppato una straordinaria varietà di forme modificando una struttura sul dorso chiamata elmetto. Questa appendice però non è solo estetica: rileva i campi elettrici, aiutando forse queste creature a distinguere gli amici dai nemici.

In generale gli insetti accumulano elettricità statica quando si sfregano contro foglie o fiori, o quando le loro ali battono contro l’aria: una carica che interagisce con i campi elettrici di oggetti e altri esseri viventi. Ma questo è abbastanza potente da influenzare il corso dell’evoluzione di una o più specie?

Daniel Robert, biologo sensoriale dell’Università di Bristol, ha individuato nei cicalini un gruppo promettente per esplorare questo tema: le strutture intricate e barocche dei loro elmi potrebbero essersi evolute in parte per aumentare la loro sensibilità all’elettricità perché strutture estreme – punte aguzze, bordi lunghi – aumentano l’intensità del campo elettrico circostante. Così, Sam England, all’epoca dottorando di Robert, fece diversi viaggi in Costa Rica per studiare le cicaline che sono particolarmente presenti in quella zona. Ha studiato 11 specie di cicaline e ha scoperto che un elettrodo le respingeva, dimostrando quindi che possono rilevare i campi elettrici.

Le cicaline, inoltre, hanno un rapporto mutualistico con formiche e api, che proteggono la loro prole in cambio di secrezioni di melata. England si è chiesto quindi se le cicaline potessero rilevare questi altri insetti e persino distinguerli dalle vespe predatrici, tramite elettrorecezione.
Ha quindi esaminato la carica di altri insetti, scoprendo che due specie di api amichevoli avevano cariche medie più di tre volte maggiori delle cicaline, mentre le vespe predatrici avevano una carica oltre otto volte maggiore. Questa differenza potrebbe permettere alle cicaline di distinguere le vespe dalle api, anche se molti aspetti di questa ipotesi debbano ancora essere verificati.

Per approfondire: Science

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