Oltre l’Homo Sapiens: la nuova ‘umanità’ tecnologica

I principali esponenti della Silicon Valley sono alla ricerca dell'extra longevità, mentre si delineano molteplici rischi e scenari distopici.

Autore

Alessandro Leonardi

Data

19 Maggio 2025

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19 Maggio 2025

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Nel giro di pochi decenni il mondo sarà definito e plasmato da una ristretta élite tecnologicamente ‘potenziata’, mentre la stragrande maggioranza degli esseri umani, ritenuti strutturalmente inferiori, verrà probabilmente ridotta in schiavitù secondo le logiche del Sistema. La classica distopia tipica di alcuni film di fantascienza o uno scenario realistico temuto da diversi futurologi?

Fin dall’alba dei tempi, l’umanità ha riflettuto sulla morte, sul concetto di immortalità e i limiti posti dalla vita terrena. Un’angoscia esistenziale mitigata attraverso rituali, credenze, miti e religioni, che per lungo tempo hanno accompagnato i pensatori e i demiurghi di ogni civiltà. Ma con il pieno avvento dell’industrializzazione, in combinazione con la rivoluzione medico-scientifica, si sono moltiplicate le ricerche per allungare la vita, fino ad accarezzare il sogno di poter annullare la vecchiaia, e quindi la morte, grazie ai progressi tecnologici. Un percorso impossibile per le antiche civiltà, ma ritenuto realistico da numerosi centri di ricerca e team scientifici dei Paesi sviluppati, soprattutto dagli anni ’90 in poi, grazie anche alla spinta propulsiva data dalla dottrina del transumanesimo.

Se all’inizio le ricerche pionieristiche sull’invecchiamento, con la possibilità di scoprire una serie di terapie efficaci per allungare la vita e ritardare la decadenza fisica del corpo umano, erano appannaggio di alcune università e una ristretta cerchia di ricercatori, con l’avvento dei nuovi poteri della Silicon Valley le suddette ricerche hanno ricevuto una spinta incrementale con investimenti per miliardi di dollari. Negli ultimi 20 anni i principali imprenditori hi-tech americani hanno moltiplicato gli sforzi economici in tal senso, creando un reticolo di imprese, ong e complessi network1 dedicati specificatamente a tutti gli avanzamenti scientifici in grado di combattere le eterne piaghe dell’umanità, dalle malattie fino alla temuta vecchiaia. Il co-fondatore di Google, Larry Page, ha creato l’azienda di ricerca & sviluppo Calico per incrementare la longevità degli esseri umani, mentre il miliardario Larry Ellison, ceo di Oracle, ha donato più di 350 milioni di dollari per le ricerche in questo settore scientifico. Sulla stessa scia l’imprenditore Jeff Bezos di Amazon con la società di ricerca biotecnologica Altos Labs e l’investitore Peter Thiel, ossessionato dalle tesi sul ‘potenziamento umano’ e generoso finanziatore della Methuselah Foundation, impegnata nello studio di nuove terapie medicali- rigenerative per «rendere i 90 anni di età i nuovi 50 entro il 2030». Una spinta propulsiva che ha finito per contagiare altri milionari, scienziati e filosofi affascinati dallo sviluppo ipertecnologico, tutti intenzionati a trasformare in realtà le utopie futuristiche dove gli esseri umani vivranno centinaia di anni, dove sarà possibile fermare la piaga dell’invecchiamento, mentre le malattie diventeranno un triste ricordo del passato. Secondo costoro ingegneria genetica, biohacking, mind-uploading, nano-robot, criogenia, clonazione, in combinazione con le altre tecnologie esponenziali, in particolare l’intelligenza artificiale, saranno in grado di fare un salto evolutivo mai visto prima all’Homo Sapiens, spalancando infinite migliorie per la nostra specie. In sintesi una nuova ‘umanità potenziata’, forgiata dal progresso tecnologico garantito dalle industrie più visionarie della Potenza statunitense. Questo è il sogno auspicato dalle élite e proposto alle masse dei Paesi avanzati. Ma la concreta realtà in dispiegamento fa intravedere numerosi pericoli, con inquietanti prospettive per il futuro. 

Dall’utopia alla distopia – TECNOLOGIA

Nel lontano 1957 il biologo e genetista Julian Huxley coniò il termine ‘transumanesimo’, successivamente ripreso e rilanciato nella sua forma moderna da diversi pensatori californiani durante gli anni ’80, i quali hanno dato vita a una delle più importanti correnti culturali e filosofiche dei nostri tempi. Il transumanesimo, secondo la definizione fornita dal filosofo svedese Nick Bostrom, «promuove un approccio interdisciplinare finalizzato alla comprensione e valutazione delle opportunità di miglioramento della condizione umana e dell’organismo umano offerte dal progresso tecnologico. L’attenzione è rivolta sia alle tecnologie attuali, come l’ingegneria genetica e l’information technology, sia a quelle previste in futuro, come la nanotecnologia molecolare e l’intelligenza artificiale. Le opportunità di miglioramento al centro del dibattito includono l’estensione radicale della durata della salute umana, l’eradicazione delle malattie, l’eliminazione di sofferenze inutili e l’aumento delle capacità intellettive, fisiche ed emotive umane. Altri temi transumanisti includono la colonizzazione dello Spazio e la possibilità di creare macchine super-intelligenti, insieme ad altri potenziali sviluppi che potrebbero alterare profondamente la condizione umana. L’ambito non si limita ai congegni e al campo medico, ma comprende anche progetti economici, sociali e istituzionali, votati allo sviluppo culturale, e allo sviluppo di competenze e tecniche psicologiche2».

Un movimento culturale che incarna lo ‘spirito dei tempi’ dell’attuale Modernità, promettendo un avanzamento illimitato che vada oltre i naturali limiti umani. Se da una parte rispecchia le fondamenta del progresso e la sua inesauribile ricerca di un miglioramento scientifico attraverso la crescita industriale-economica, dall’altra parte il transumanesimo si fa promotore di un nuovo stadio evolutivo in piena linea con lo sviluppo dell’attuale Sistema globale. 

Sulla carta i possibili futuri ipotizzati dai seguaci di tale corrente culturale rientrano in parte nel concetto di utopia, con un’umanità liberata dal dolore, dalle malattie, non più inquietata dalla prospettiva della morte, in grado di fondersi con la ‘macchina industriale’ in nome di nuovi spazi, nuovi mondi e nuove scoperte, per il momento precluse all’Homo Sapiens. In certi casi, data la velocità del modello di sviluppo e il potenziale dirompente rappresentato dall’avvento delle super intelligenze artificiali, la creazione della nuova ‘umanità potenziata’ viene vista anche come un processo logico, inevitabile, obbligatorio e l’unico veramente in grado di stare al passo con l’artificialità sistemica. Un pensiero espresso diverse volte dal miliardario Elon Musk, promotore della società Neuralink e della fusione uomo-macchina atta contrastare un possibile divario fra gli esseri umani e le future IA. Proprio questa visione del mondo si intreccia a sua volta con la dottrina del lungotermismo3, che pone una forte attenzione nei confronti del futuro, anche sideralmente distante nel tempo, dove l’umanità deve essere pronta a compiere qualsiasi sforzo per annullare i ‘rischi esistenziali’ che potrebbero minare definitivamente lo sviluppo del potenziale umano. Se da una parte viene veicolata una forma di nobiltà di intenti all’interno di questa visione, dall’altra i sottostanti imperativi legati ai potenziamenti tecnologici potrebbero portare a pratiche violente, dispotiche, totalitarie, giustificate con la necessità di salvaguardare i benefici futuri dell’Homo Sapiens anche a costo di sacrifici momentanei. Sacrifici pagati dall’umanità esclusa dai circoli elitari: quella più povera, debole e distante da centri urbani tecnologicamente dinamici. Così il tanto pubblicizzato futuro utopico, una volta calato nell’odierna realtà sociale, vira verso una possibile distopia dominata da un’esigua casta di super-umani che decidono il fato di tutti gli altri individui ridotti a meri ‘ingranaggi’ di scarso valore.

Il temuto nuovo ordine ‘aristocratico’

Per quanti innumerevoli sforzi e investimenti siano stati fatti negli ultimi 30 anni, per quanto l’aspettativa di vita si sia allungata nelle nazioni moderne, nessun progresso scientifico ha portato all’agognata sconfitta della morte o ad una longevità plurisecolare. Ma tutto questo non esclude automaticamente una possibile rivoluzione nei prossimi anni, che potrebbe ridurre drasticamente l’invecchiamento e permettere ai membri più facoltosi di vivere 200, 300 anni o addirittura ringiovanire. Un avvenimento del genere, in contemporanea con il potenziamento delle facoltà intellettive e delle capacità fisiche, sarebbe uno spartiacque epocale, in grado di sancire la divisione degli esseri umani in due categorie drasticamente diverse rispetto al passato. Da una parte un’élite di umani ‘potenziati’, dall’altra i comuni mortali incapaci di competere con la nuova specie. Un tipo di disuguaglianza mai vista prima. Uno scenario del genere avrebbe immediate ripercussioni sui sistemi politici, economici e sociali odierni, con il concretissimo rischio di «una società in cui i ricchi vogliono tenere per sé l’immortalità4» secondo il filosofo transumanista Dr. Anders Sandberg, ex direttore del disciolto Future of Humanity Institute dell’Università di Oxford. Al contrario del pensiero tecno-ottimista, riassunto in un manifesto5 dal miliardario americano Marc Andreessen che predica la possibilità di estendere rapidamente i benefici del transumanesimo a gran parte della popolazione terrestre, la realtà odierna mostra il persistere di disuguaglianze economiche, sociali e culturali insanabili, le evidenti difficoltà nella redistribuzione delle risorse materiali all’interno delle singole nazioni e una deriva fortemente oligarchica-autoritaria in numerose democrazie liberali. Il miliardario Peter Thiel e altri esponenti dell’accelerazionismo reazionario hanno più volte manifestato pubblicamente un’insofferenza6 per i sistemi democratici attuali, che vengono ormai visti solo come un palese ostacolo per la realizzazione degli scenari transumanisti. 

Un salto evolutivo di tale portata potrebbe estremizzare ancora di più i pensieri reazionari, elitari, già presenti nella mente di molti esponenti della Silicon Valley, generando un palese distacco antropologico fra i ‘potenziati’ e quelli rimasti indietro, visti ormai con un’umanità di seconda serie, ‘inferiore’. Una combinazione di fattori che potrebbe riesumare gli spettri nefasti delle politiche eugenetiche del ‘900, fondate questa volta su nuove convinzioni tecnologiche-scientifiche, con la possibile instaurazione di sistemi ‘aristocratici’ virtualmente intoccabili dagli esseri umani comunemente mortali. Infatti l’attenuazione o scomparsa della caducità umana, principale motore del ricambio dei vertici e degli esponenti al comando nelle società umane, cristallizzerebbe la sfera politica in un perpetuo dominio delle stesse élite, in lotta fra di loro, incastonate in una cupa staticità sociale e culturale. 

Non vanno poi sottovalutati i rischi di uno sviluppo tecnologico-militare incontrollato, determinato dalla rinnovata competizione fra le maggiori Potenze nel turbolento sistema apolare/multipolare, dove soldati geneticamente irrobustiti7, corporation sempre più militarizzate e aggressive8, in combinazione con possibili nuove armi di distruzione di massa create per colpire specifici gruppi etnici, diverrebbero la norma in un contesto di evidente sfaldamento delle istituzioni multilaterali e dei trattati posti a mitigare le tensioni internazionali. 
Ma gli allarmi lanciati da numerosi esperti non sembrano aver nessun effetto sulle politiche perseguite dalle oligarchie al comando, automaticamente influenzate dalle dinamiche costringenti del Sistema industriale-tecnologico basato sulla crescita infinita e sul superamento di ogni limite. Qualsiasi potenziale avanzamento deve essere perseguito, qualsiasi innovazione va implementata, pena il declassamento del proprio sistema di potere. Così l’utopia promessa dai nuovi leader si sta già trasformando in un’oscura scommessa della tarda modernità, rischiando di realizzare in pieno lo scenario distopico del famoso videogioco cyberpunk Deus Ex, tanto apprezzato da Elon Musk dove l’umanità allo sbando rimaneva vittima delle folli visioni di un’élite autoproclamatasi ‘divina’ per volontà tecnologica.

Note

  1. A. Sifferlin, How Silicon Valley Is Trying to Hack Its Way Into a Longer Life, in “Time”, 16 febbraio 2017.
  2. N. Bostrom, Transhumanist Values, in Ethical Issues for the 21st Century, a cura di F. Adams, Philosophical Documentation Center Press, 2003 
  3. A. D. Signorelli, Cos’è il lungotermismo, la nuova fanatica utopia della Silicon Valley, in “Il Tascabile”, 24 marzo 2023
  4. B. Zand, The people hoping to continue to exist through technology, BBC, 14 settembre 2015
  5. M. Andreessen, The Techno-Optimist Manifesto, 16 ottobre 2023
  6. B. Gellman, Peter Thiel is taking a break from democracy, in “The Atlantic”, 9 novembre 2023
  7. M. Julienne, Super-soldiers: augmented humans in wartime, in “Polytechnique Insights”, 23 giugno 2022
  8. Palantir, 14 aprile 2025, https://x.com/PalantirTech/status/1911766217129406544
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