Secondo un recente studio pubblicato su Nature Communication Earth and Environment, la tundra artica è in espansione dal primo Novecento a causa della riduzione dei ghiacci. Analizzando sedimenti marini delle Svalbard, i ricercatori hanno correlato il ritiro del ghiaccio marino all’aumento della vegetazione, con un picco negli anni ’90 per via del riscaldamento globale.
«Questa ricerca rappresenta la prima ricostruzione che collega la riduzione del ghiaccio marino e il ritiro dei ghiacciai con l’incremento dell’areale della vegetazione delle Svalbard. Il drastico declino dell’estensione del ghiaccio marino registrato a partire dai primi decenni del ’900 è coinciso con un incremento della vegetazione terrestre, suggerendo una forte espansione della tundra nelle aree precedentemente occupate dai ghiacci. Inoltre, i risultati dimostrano come la rapida espansione della tundra abbia avuto un picco massimo intorno agli anni ’90 del secolo scorso, in concomitanza con l’accelerazione del riscaldamento globale e il rapido collasso della criosfera artica».
Il processo di greening ha modificato la composizione vegetale, favorendo specie come Salix polaris. Sebbene la maggiore copertura vegetale possa sequestrare CO₂, la fusione del permafrost rischia di rilasciare gas serra minacciando così l’equilibrio ecologico.
Per approfondire: Nature Communication Earth and Environment