Uno studio dell’Università di Padova ha provato a scoprire se gli odori emozionali possano migliorare l’efficacia della terapia mindfulness per l’ansia sociale. Gli odori corporei emozionali, emessi in stati di paura o felicità, possono inconsciamente influenzare il comportamento e l’emotività di chi li percepisce?
«Gli odori sociali (chemosegnali) sono segnali olfattivi corporei (veicolati attraverso il sudore) prodotti da un individuo. Essi, quando vengono percepiti da un altro individuo, possono influenzare il comportamento o scatenare una risposta emotiva. Sono una classe di sostanze distinta dai ferormoni, termine usato per descrivere delle specifiche sostanze secrete da alcune specie animali con la funzione di inviare segnali ad altri individui della stessa specie.» – sottolinea Cinzia Cecchetto, ricercatrice di Psicologia Clinica e prima autrice della ricerca – «Ricerche precedenti hanno dimostrato che la percezione degli odori corporei prodotti durante uno stato di ansia/paura o felicità, se percepiti da altre persone, attivano in quest’ultime muscoli facciali che corrispondono alle espressioni di ansia/paura o felicità».
Lo studio ha coinvolto 48 ragazze con ansia sociale, divise in gruppi esposti a odori di felicità, paura oppure solo aria, mentre praticavano mindfulness per due giorni consecutivi che comprendeva esercizi di respirazione, meditazione e rilassamento.
«Le partecipanti, durante gli esperimenti, non percepiscono nessun odore particolare, per questo si ipotizza che l’effetto degli odori sociali sia soprattutto a livello inconsapevole. Però abbiamo apprezzato un effetto clinico significativo» – racconta Cinzia Cecchetto – «i soggetti che facevano mindfulness mentre erano esposti all’odore prodotto in condizione di paura avevano una riduzione maggiore dei propri livelli di ansia, rispetto a chi respirava solo aria».
Attraverso lo studio degli odori sociali i ricercatori stanno cercando di mettere in luce anche i meccanismi intimi che regolano la comunicazione sociale e il tipo di messaggi che produce incluso quello collegato al contagio emotivo.
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