La sfida delle monete complementari italiane 

La creazione di svariate monete complementari italiane alimenta la spinta del Belpaese verso la riappropriazione della sovranità monetaria. Una situazione embrionale, intrigante sia dal punto di vista della ricerca sia del potenziale da sviluppare.

Autore

Cristina Toti

Data

13 Marzo 2024

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DATA

13 Marzo 2024

ARGOMENTO

PAROLE CHIAVE


Economia

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A fronte delle crisi sistemiche del modello capitalista, da alcuni decenni stanno prendendo piede progetti ed esperienze a livello internazionale che promuovono monete parallele a quelle di corso legale. Non si tratta soltanto di gruppi di cittadini, ma anche di Comuni, Amministrazioni Pubbliche e entità private. 

La proliferazione di sperimentazioni monetarie non è nuova. Due esempi virtuosi, nati dopo la Grande Depressione, sono il WIR (sistema di mutuo credito tra imprese, attivo in Svizzera dal 1934) e gli stamp scrips (certificati di lavoro), circolanti a Wörlg, in Austria, per volere del sindaco1. Questi ultimi, utilizzati come mezzo di scambio e con un valore deperibile nel tempo, nacquero come concretizzazione delle teorie dell’anarchico Silvio Gesell, che nel 1916 propone il concetto di Economia Libera2.

Anche in Italia, all’inizio del XXI secolo, nascono delle esperienze di monete locali. Nel 2000 vedono la luce il Simec (Sistema Econometrico di Valore Indotto) promosso dal professor Auriti nella provincia di Chieti, e l’EcoAspromonte, moneta attivata – e defunta – nel 2004 per circolare all’interno del territorio del parco dell’Aspromonte dall’allora presidente Tonino Perna e dal presidente della Banca di Padova, Salviato. Entrambi i progetti furono bloccati per via legale in quanto ‘reati di abusiva attività finanziaria e di abusiva attività di raccolta del risparmio3’.

Le monete complementari italiane: Re.Co.Sol, Sardex, Monethica 

Una delle innovazioni di rilievo è rappresentata dalla moneta complementare introdotta da Re.Co.Sol., la Rete dei Comuni Solidali istituita nel 2003. Questo sistema di valuta locale, conosciuto a livello internazionale come un elemento innovativo nel contesto dell’accoglienza dei migranti, ha avuto origine a Riace e successivamente è stato adottato in altri comuni. Tuttavia, nel 2017, il sindaco Lucano è stato accusato di truffa proprio per la promozione dei bonus e delle borse lavoro, strumenti che avevano lo scopo di gestire in maniera differenziata i fondi statali ed europei destinati all’assistenza dei richiedenti asilo.

A differenza che in altri Paesi, come la Spagna, l’Italia sembra faticare nella promozione di esperienze che durino nel tempo. Questo fatto sembra essere legato all’azione legislativa dello Stato, che ne determina l’abusività.

Negli ultimi sette anni, ho intrapreso uno studio internazionale sulle monete complementari, avvicinandomi sia alla letteratura accademica sul tema sia a progetti sparsi sul territorio spagnolo e latinoamericano. Al volgere lo sguardo al panorama italiano, ho potuto notare che l’utilizzo dell’espressione ‘moneta complementare, locale o sociale’ viene utilizzato a fatica, forse proprio perché si teme una ripercussione  livello legale,  La denominazione ‘buoni sconto” o “circuiti di scambio mutuale” (camere di compensazione) definiscono le architetture monetarie maggiormente utilizzate sul territorio italiano, assieme al sistema di valorizzazione in tempo, le Banche del Tempo.

In Italia, a prescindere della chiusura dei circuiti di scambio sopra citati, sembra che solo il Sardex – e le sue repliche a livello regionale – sia riuscito a prendere piede e trovare una certa stabilità. Progetto nato in Sardegna nel 2010 come camera di compensazione tra imprese, e consolidato come fintech, è stato replicato in 11 regioni ed è accompagnato da 5 progetti regionali che usano la stessa struttura ma vengono gestiti in modo autonomo. Il circuito è composto da differenti strumenti economico-finanziari come il SardexPay, un sistema di pagamento B2B, cioè tra imprese, legato a una startup italiana, che ha preso piede nel 2009 e che ha vissuto un’espansione notevole sia sul territorio italiano che in termini di utenti. 

Numerosi i servizi offerti, che vanno dalla compensazione tra imprese al miglioramento del welfare interno alle aziende (B2E) e al processo di fidelizzazione dei clienti (B2C) attraverso la nascita del progetto Bisoo, che permette di effettuare cashback in Sardex sui conti dei clienti. L’iscrizione al circuito avviene attraverso il pagamento di una quota annuale e i massimali del saldo negativo vengono decisi al momento dell’iscrizione, tenendo in conto le dimensioni dell’impresa.

D’altro canto, non possiamo non menzionare Monethica. Nata nel luglio 2021, è una startup che sa coniugare un expertise teorico di tutto rilievo con le necessità pratiche legate alla capacità di creare un sistema fruibile su scala nazionale, che include sia i cittadini sia le imprese. Benché non se ne conoscano le sorti, è certo che questa esperienza è costruita su solide basi teoriche e legali. Inoltre, la volontà di coinvolgere gli utenti all’interno di percorsi di formazione di qualità e proposti con una certa continuità, permette di redistribuire l’expertise teorico e di costruire un progetto in cui i valori, e il senso, delle pratiche economiche siano condivisi. Ad ottobre 2023 Monethica è stata adottata nel comune di Gradara, nella provincia di Pesaro e Urbino. Il suo utilizzo, a livello comunale, punta alla rivitalizzazione dell’economia locale, mantenendo il valore sul territorio nelle forme monetaria e creditizia, che permettono di stimolare gli scambi e la produzione.

Le due esperienze appena menzionate fanno riferimento a un territorio ampio, sia esso regionale o nazionale. Tuttavia, si basano sull’azione e sulle scelte quotidiane svolte a livello locale dagli attori che utilizzano questi strumenti di scambio e finanziari. Entrambe, inoltre, risultano essere strumenti legittimati dalla nuova legge Europea del 2018 che norma le valute virtuali4, considerate strumenti di inclusione finanziaria, sempre quando siano regolate in modo trasparente e assoggettate alle norme anti-riciclaggio.

In tutti i casi presentati si può rinvenire un movimento di riappropriazione della sovranità monetaria, proprio perché il tentativo o l’istituzione di nuovi strumenti monetari e finanziari si attiva in contesti differenti dalle istituzioni che, dalla nascita della Banca d’Inghilterra sul finire del XVII secolo, si sono attribuite l’esclusività del potere di emettere e gestire la moneta. Qui, solo accenniamo alla questione del signoraggio che accompagna la moneta da tempi immemori, passando dai privilegi e guadagni di cui godevano i sovrani ai tempi delle monete metalliche fino ad arrivare ai profitti delle banche centrali odierne.

La sfida di costruire circuiti sostenibili nel tempo 

Esiste una variegata sperimentazione che, oltre ai progetti che coinvolgono il mondo impresario e un contesto relativamente amplio, include anche sperimentazioni locali, di piccola scala, in cui i valori del territorio e dell’incontro divengono preponderanti, soprattutto in un’ottica di resistenza e non solo di complementarietà, rispetto alle disfunzioni del sistema capitalista. In questo caso, l’emissione e circolazione monetaria diviene un atto politico, recuperando anche la socialità propria della moneta, che diviene uno strumento atto non solo a contrastare gli effetti economici delle crisi del nostro tempo, ma anche a reinventare le pratiche di solidarietà e vicinato, sostenendo modelli di consumo e produzione che si rifanno a paradigmi economici che si distanziano da quello capitalista, come ad esempio il movimento della decrescita o i princìpi dell’economia solidale.

Esistono vari modelli di creazione monetaria al di fuori di quello bancario (avallato dagli Stati nazionali) e da quello finanziario (ancora ai margini della politica nonostante le evidenti ingerenze che ha in questo campo). A differenza delle esperienze che vengono pensate, fin da subito, per includere il campo impresario, offrendo un servizio intuitivo in aggiunta a un mercato che già funziona, le sperimentazioni cittadine appaiono più volatili, restano legate al campo dell’informalità e fanno riferimento ai territori, oltre che al concetto e al sentimento di comunità. Inoltre, trovano maggiori difficoltà nel costruire circuiti sostenibili nel tempo. 

La mancanza di risorse, la difficoltà di captare la partecipazione degli abitanti, le difficoltà legate alla costruzione di fiducia in un sistema innovativo e, in alcuni casi, la volontà di gestirsi attraverso modelli assembleari e decentralizzati, sono alcuni elementi che determinano la difficoltà di partecipazione ai progetti territoriali costituitisi su piccola scala. Il tempo di vita, infatti, viene normalmente dedicato al lavoro all’interno del mercato lavorativo nazionale e le energie necessarie per sostenere un progetto di questo tipo appaiono, il più delle volte, una richiesta eccessiva. Calibrare la partecipazione personale tra i due mercati, quello statale e quello locale, diviene una sfida fondamentale che può essere affrontata grazie a una (in)formazione adeguata e alla convinta adesione ai valori proposti dalla nuova rete.

Alcuni esempi

– Le Banche del Tempo sono circuiti di scambio basati sul principio di compensazione. Fanno riferimento alla misura ‘tempo’  per dare valore ai beni e servizi scambiati. L’Associazione Nazionale delle Banche del Tempo è il referente di queste esperienze.

– Mi Fido di Noi, una moneta che basa il suo valore sul tempo, in via di sviluppo nel Distretto di economia solidale della Brianza.

– Il Camuno, un’esperienza B2B attiva in Valle Camonica. La moneta svolge la funzione di “buono sconto” e di strumento di compensazione tra imprese.

– Il Token, criptomoneta sostenuta dal comune di Napoli che funziona come buono eco-sociale.

– Il Bus, un buono sconto che circola all’interno del Distretto di Economia Solidale di Reggio Emilia, relazionato anche con la MAG.

– Il Susino, circuito attivo da tempo in Val di Susa, basato sui buoni sconto.

– L’Ora, circuito di scambio del Distretto di Economia Solidale di Pesaro e Urbino basato sul principio della compensazione.

– Il Grano, laboratorio moneta Bolognese legato all’iniziativa Campi Aperti.

– Ficos, moneta ideata in Sicilia per sostenere le filiere corte e la loro sostenibilità. 

– G1, criptomoneta ecologica basata sul proof-of-life che, dalla Francia, si sta espandendo a livello glocale.

Ciò che emerge da questa breve carrellata, non esaustiva di altre esperienze concluse o ancora in corso, è la spinta del Belpaese verso la riappropriazione della sovranità monetaria, soprattutto nell’ottica ridisegnare le pratiche di consumo a livello locale e, con maggiori difficoltà, anche quelle di produzione. Rispetto ad altri Paesi, come la Spagna che ha più di cento monete attive e in cui la questione dell’interoperatività viene indagata da anni, in Italia ci troviamo ancora in una situazione embrionale, sicuramente interessante sia dal punto di vista della ricerca che delle possibilità di crescita di tali pratiche.

Date le restrizioni legali, soprattutto a livello fiscale e di manipolazione-vendita degli alimenti, questa panoramica ci indica una chiara volontà di creare degli spazi che permettano di dare respiro ai cittadini, offrendo non solo uno strumento per lo scambio ma anche l’adesione a nuovi valori e una rivalorizzazione delle soggettività locali e dei territori.

Da ultimo, trovo utile far presente che sono presenti anche gruppi di ricerca su questi temi, tra cui Retics, il Movimento per la Decrescita e il Laboratorio Monete, il cui scopo è quello di far dialogare i ricercatori e gli esperti del tema con i partecipanti e i portavoce delle varie esperienze (attive e non) per riuscire a sondare quali siano le strade da percorrere per creare sostenibilità e per riuscire a coniugare queste istanze con progetti di politiche pubbliche locali e, a volte, con interessi maggiori, come quelli sui cosiddetti beni comuni. Da quasi un anno questo gruppo informale di ricerca ha trovato un interlocutore privilegiato nel gruppo ISSIRFA (Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie) del Centro Nazionale per la Ricerca, con cui stanno promuovendo seminari e proposte di ricerca congiunta proprio sulla vitalità e sulla descrizione del panorama italiano legato alla sperimentazione monetaria5.

Bibliografia

S. Gesell, Ordine economico naturale: Il trattato standard dell’economia libera, Arianna Editrice, Bologna 2016.

V. Pacillo, Le valute virtuali alla luce della V Direttiva Antiriciclaggio in ‘Rivista Trimestrale di Diritto Tributario’, nn. 3/4, 2018.

T. Perna, Monete locali e moneta globale. La rivoluzione monetaria del XXI secolo, Altraeconomia, Milano 2014.

Altre fonti

DIRETTIVA (UE) 2018/843 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 30 maggio 2018, Direttiva n. 2018/843 (s.d.). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 156/43. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0843

ISSIRFA WEB: https://www.issirfa.cnr.it

s.a., Presentata alla Borsa di Milano, in collaborazione con Banca Etica Una eco-moneta nel Parco per rilanciare l’Aspromonte. (2003, 17 dicembre). Repubblica. https://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/cronaca/ecoaspro/ecoaspro/ecoaspro.html

Sezione I penale; sentenza 3 giugno 2003; Pres. Sossi, Est. Cassano, P.M. Esposito (concl. Conf.); ric. Auriti. Conferma Trib. Chieti, ord. 25 giugno 2002. Source: Il Foro Italiano, Vol. 127, No. 3 (MARZO 2004), pp. 167/168-171/172

Note

  1. L’unico testo reperibile, dedicato interamente alla sperimentazione austriaca è  Das Experiment von Wörgl: Ein Weg aus der Wirtschaftskrise ( Verlags-Genossenschaft Freies Volk, Bern) scritto da Fritz Schwarz nel 1951. Fu L’economista Irving Fisher a pubblicare due volumi sulle teorie monetarie di Gesell: Stamp scrip (Adephi Company, New York 1933), scritto con H.R.L.Cohrssen e Mastering the Crisis. With Additional Chapters on Stamp scrip, (G. Allen & Unwin Limited, Crews Next, Australia, 1934) scritto con Herbert W. Fisher. Fisher, vedeva con entusiasmo le sperimentazioni monetarie che stavano proliferando negli Stati Uniti negli anni successivi alla Grande Depressione tanto che fece alcune proposte legislative al Congresso degli U.S.A per poterle sostenere legalmente. Tuttavia, il presidente Roosevelt, nel 1933, vietò gli stamp scrips per timore che potessero mettere in crisi il sistema monetario nazionale. A differenza di Gesell, Fisher, vede in queste sperimentazioni monetarie, un potenziale limitato ai momenti di crisi, attribuendogli una funzione anticongiunturale e complementare rispetto alla moneta legale. In Italia, ad occuparsi recentemente di Silvio Gesell è stato Geminello Alvi in Le seduzioni economiche di Faust (Adelphi, Milano 1989) e L’anima e l’econolia (Mondadori, Milano 2005).
  2. Raccomando al lettura del testo di S. Gesell, Ordine economico naturale: Il trattato standard dell’economia libera, Bologna:,Arianna editrice, 2016.
  3. Fonte: Sezione I penale; sentenza 3 giugno 2003; Pres. Sossi, Est. Cassano, P.M. Esposito (concl. Conf.); ric. Auriti. Conferma Trib. Chieti, ord. 25 giugno 2002. Per approfondire rimando al testo scritto da Perna T. (2014), citato in bibliografia.
  4. Il riferimento è alla DIRETTIVA (UE) 2018/843 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 30 maggio 2018. Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0843 
  5. Sul sito del gruppo di ricerca, nella sezione eventi, sono reperibili alcune registrazioni dei seminari e conferenze sul tema. Fonte: https://www.issirfa.cnr.it/category/eventi/ 
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