Il pericolo della corruzione per l’economia verde

La transizione verso un’economia verde implica ingenti investimenti che rappresentano un’opportunità per le organizzazioni criminali in Italia.

Autore

Federico Frattini

Data

3 Gennaio 2023

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6' di lettura

DATA

3 Gennaio 2023

ARGOMENTO

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Fondi nazionali ed europei

Per fronteggiare il difficile periodo post-pandemico, aggravato ulteriormente dal conflitto russo-ucraino, l’Unione Europea ha creato il programma di investimento Europeo Next Generation EU (NGEU) con un totale di investimenti previsti di circa 800 miliardi di euro. Da questa iniziativa nasce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano, che a sua volta prevede un programma di investimenti e riforme per un totale di circa 222 miliardi di euro. Delle sei missioni del PNRR, la numero due è dedicata alla ‘Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica’, per la quale sono stati stanziati circa 69 miliardi di euro, ossia il 31% del totale e la somma più alta delle sei missioni. 

In questo contesto di straordinari investimenti nel tessuto economico e sociale italiano, rimane presente il pericolo della corruzione e dell’infiltrazione del crimine organizzato. Tuttavia, negli ultimi 30 anni, il modo di operare del crimine organizzato è cambiato radicalmente, agendo in modo più sofisticato e quindi rendendo più difficile la sua identificazione. 

Il crimine organizzato in Italia

Come riportato da un articolo di Repubblica sul tema 1, il numero di omicidi a stampo mafioso, in risposta alle leggi antimafia introdotte dal 1991, emanate in risposta al periodo delle stragi precedente, ha assunto una tendenza decrescente. Questo andamento è confermato nella figura seguente, che mostra il numero di vittime di mafia, raccolte dall’associazione ‘Vittimemafia’, per anno dal 1980 ad oggi 2. Questa diminuzione è una scelta strategica da parte delle organizzazioni mafiose.

Figura 1. Elaborazione dell’autore sui dati dell’associazione Vittime mafia. La figura mostra il numero di vittime di mafia per anno dal 1980 ad oggi.

Infatti, nello stesso periodo, le organizzazioni criminali hanno spostato la loro attenzione su aziende e politici locali, evitando atti di violenza eclatanti, che avrebbero attirato più facilmente l’attenzione delle forze dell’ordine e dei media, preferendo ad essi, invece, la corruzione, in particolare verso sindaci neo-eletti e in zone dove il crimine organizzato è più forte. 

A questo proposito, non è un fatto nuovo che questi fenomeni si manifestino prevalentemente nel Sud dell’Italia. Questa distribuzione è visibile nella figura seguente, che mostra il numero per provincia dal 1991 al 2019 di comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Tuttavia, un recente studio documenta la presenza di imprese sotto l’influenza del crimine organizzato anche in aree senza una tradizione di crimine organizzato, come il Nord-Ovest 3

Figura 2. Elaborazione dell’autore su dati provenienti dalla Gazzetta Ufficiale. La figura mostra la distribuzione geografica dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa dal 1991 al 2019.

L’obiettivo dell’infiltrazione nell’economia legale è innanzitutto quello di ripulire il denaro proveniente da fonti illecite e, in seguito, quello di distorcere il suo funzionamento ai benefici dell’organizzazione criminosa. Su questo aspetto, lo stesso studio documenta anche un notevole incremento nei ricavi delle aziende infiltrate, che gli autori spiegano come evidenza di riciclaggio di denaro. Un altro studio recente, ed estremamente rilevante per questo articolo, studia l’efficacia della legge n.159/2011 sull’illecito approvvigionamento di fondi pubblici da parte delle organizzazioni criminose, dove per i fondi sopra i 150.000 euro, le imprese richiedenti devono superare controlli capillari. Lo studio mostra come imprese che sono presenti in aree a forte presenza mafiosa, che operano in settori tipicamente di interesse del crimine organizzato, con segni di riciclaggio di denaro risultanti dai loro bilanci, partecipano a bandi per fondi pubblici al di sotto della soglia di controllo, evitando gli accertamenti 4

Il crimine organizzato e l’economia verde

L’economia verde e le attività ad essa associate non sono esenti dall’interesse delle organizzazioni criminali.

Uno degli obiettivi della missione del PNRR riguarda investimenti e riforme per l’economia circolare e per migliorare la gestione dei rifiuti. Quest’ultima è nota nella letteratura economica per essere un settore di interesse per le organizzazioni criminali. Un recente studio mostra come, durante un periodo di collusione tra un’organizzazione mafiosa e l’amministrazione locale di un comune, le spese per la raccolta di rifiuti aumentino per via dell’affidamento del servizio ad aziende colluse con la mafia, e allo stesso tempo i ricavi riguardanti le tasse sulla raccolta dei rifiuti diminuiscano 5. Inoltre, il rapporto Ecomafia di Legambiente del 2020 mostra come Campania, Puglia, Sicilia e Calabria siano le regioni in Italia dove si commettono più reati ambientali. Inoltre, la Lombardia, che ospita numerose cellule del crimine organizzato, è la regione che presenta il maggior numero di arresti 6

Un altro degli obbiettivi ‘verdi’ del PNRR si riferisce alle energie rinnovabili, prevedendo investimenti diretti e la semplificazione delle procedure di autorizzazione del settore. La letteratura che collega le energie rinnovabili e crimine organizzato fornisce un esempio di corruzione e di distorsione delle risorse pubbliche in questo ambito. Nello specifico, in un recente studio viene mostrato come, dall’introduzione dei Certificati Verdi (CV) nel 1999, le province italiane più adatte allo sfruttamento dell’energia eolica abbiano livelli maggiori di reati di associazione criminale e di crimini violenti, interpretati come segni di infiltrazione delle organizzazioni criminali. Lo stesso studio cita un paragrafo di una registrazione trascritta che riporta quanto segue «Se tu [un’azienda energetica] sei interessato a investire in Calabria, ti posso assicurare che sarà come essere in un’autostrada senza pedaggi» 7.

Infine, l’agenda ‘verde’ del PNRR prevede il potenziamento del Superbonus 110% e l’investimento in nuovi programmi di riqualificazione civile. Sebbene non ci siano studi in letteratura che relazionano il Superbonus e il crimine organizzato, anche se non mancano episodi qualitativi di appropriazione indebita 8, il settore delle costruzioni è probabilmente quello di maggiore interesse per le organizzazioni criminali. Alcuni dei motivi si ritrovano nel ruolo delle amministrazioni locali nella gestione degli appalti relativi; nelle ingenti somme di denaro associate al settore; nel fatto che esso permetta, tramite lo sfruttamento di lavoro nero, di raggiungere consenso sociale negli strati più fragili della popolazione 9.

In conclusione, il PNRR offre un’opportunità massiccia e con pochi precedenti recenti per sviluppare il tessuto economico italiano. Tuttavia, questo considerevole ammontare di investimenti deve essere monitorato, per evitare che venga parzialmente sfruttato dalle organizzazioni di carattere mafioso presenti sul territorio per fini illegali. La missione ‘Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica’ del PNRR, come documentato in questo articolo, non è esente da questo rischio e, per far sì che la sua implementazione favorisca la transizione verso una società ed economia maggiormente verdi, è necessario che le istituzioni riconoscano e agiscano per il controllo della corretta allocazione delle sue risorse.

Note

  1. G. Daniele, P. Pinotti, Mafia, lo studio della Bocconi: dalle stragi ai mercati, cosi è cambiata la strategia dei padrini, in “La Repubblica”, 09 luglio 2022
  2. Vittimemafia.it
  3.  M. Litterio, S. Mocetti, e L. Rizzica. 2022, The Economic Effects of Mafia: Firm Level Evidence, in “American Economic Review”, 112, 8, pp. 2748-73
  4. G. Daniele, G. Dipoppa, Fighting Organized Crime by Targeting their Revenue: Screening, Mafias, and Public Funds, in “The Journal of Law, Economics, and Organization”, 2022
  5. M. Di Cataldo, N. Mastrorocco, Organized Crime, Captured Politicians, and the Allocation of Public Resources, in “The Journal of Law, Economics, and Organization”, Volume 38, 3, novembre 2022, pp. 774–839
  6. Legambiente, Rapporto ecomafia 2020
  7.  C. Gennaioli e M. Tavoni, Clean or dirty energy: evidence of corruption in the renewable energy sector, in “Public Choice”, 166.3, 2016, pp. 261-290
  8. Ansa, Bonus 110%: crediti per lavori mai fatti, sequestro della Gdf, 14 novembre 2022 https://www.ansa.it/campania/notizie/2022/11/14/bonus-110crediti-per-lavori-mai-fatti-sequestro-della-gdf_b733b820-c523-4ea1-b0b5-4aaca2fecc04.html
  9.  A. Sergi e A. Lavorgna, Ndrangheta: The Glocal Dimensions of the Most Powerful Italian Mafia, Springer, Londra,2016
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